After his graduation at Politecnico di Milano in 1985, Roberto Mascazzini has been firstly Vittoriano Viganò assistan professor and architect collaborator for about a ten year period. Then he has been furniture designer for Arflex, Vittorio Bonacina, Felice Rossi and other firms, interior architect and stand designer for Iveco, Salvarani and Pirelli. Nowadays his studio deals mainly with urban and landscape design, especially through competitions. Clients are both private citizens and public administrations. Main works are: a landscape design project for the new Politecnico di Milano - Bovisa university campus in Milan (with arch. Vittoriano Viganò), Rossi House, Branca House, Buscate Cultural Centre, Rho railyard redevelopment, a new social housing neighborhood for about 1.000 inhabitants in Milano - Figino, terraced houses in Sesto San Giovanni built with recycled local materials. Works in progress are: Buscate town center redevelopment, Gallarate new library, Cesate graveyard expansion.

Currently he’s a tutor professor at the Architecture University of the Politecnico di MilanoPolitecnico di Milano), where he focused on prison buildings redevelopment

Awards Joung Design 1993 (awarded) Premio Domus-Inarch 1996 (mention) Premio Domus-Inarch 1998 (1st prize opera prima), International awards Dedalo-Minosse 2004 (mention) “Ricerca e Formazione Progetto di Architettura. Architetti italiani under 50 “ - Palazzo della Triennale di Milano - 2005 “Architetti interpretano la casa d’abitazione italiana” - Rassegna sull’abitare nell’ultimo decennio – Cittadella (PD) 2005. “Conflitti, Architettura Contemporanea in Italia” – Salerno 2006 Ha esposto il proprio lavoro al Museo delle Scienze, al Palazzo delle Esposizioni e alla Triennale di Milano, alla Basilica Palladiana di Vicenza, al Maschio Angioino di Napoli. Entro il percorso itinerante della mostra “Dedalo-Minosse” anche a:
Washington, San Francisco, Mosca, Barcellona, Tokyo, Pechino, Praga, Londra, Madrid. Segnalato tra i 101 studi emergenti nel mondo dalla rivista WALLPAPER 2007 Architetto selezionato per il Premio Internazionale di Ideazione e Progettazione Tecnica, Genova 2011 Premio internazionale The Plane 2016 (finalista) Premio internazionale IQU 2016 (3° premio) Internatioal Prize for Sustainable Architecture 2017 (finalista)

Cagliari - Italia

AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA COMUNALE D'ARTE CON RIQUALIFICAZIONE DELL'AREA PERTINENTE

Con Paolo Mestriner - studioazero, sara omassi, Massimiliano Spadoni Architetto, Roberto Cosenza
Gac 01
Paolo Mestriner - studioazero

Il progetto per l'ampliamento della Galleria Comunale d'Arte di Cagliari parte dal difficile compito di tenere insieme gli elementi che compongono l'assetto attuale, dando valore ad un'area che per la sua dislocazione ha sempre avuto il carattere di “retro”. Vi è infatti una compresenza di elementi che se da un lato rappresentano la cifra del paesaggio cagliaritano come l'orografia, la sua materia, la roccia, la varietà botanica e la luce bianca, dall'altro, anche per la sovrapposizione temporale ed a volte funzionale dei volumi (o il procedere costruttivamente per parti senza un progetto unitario), ha generato uno spazio disomogeneo, fisionomia alimentata dalla compressione dei fabbricati in un perimetro limitato.

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Paolo Mestriner - studioazero

Come intervenire in uno spazio così frammentato restituendo identità e coerenza formale con le preesistenze ambientali? Quali soluzioni progettuali, volumetriche e materiche adottare per assegnare a quest'area un proprio carattere donando un senso di unitarietà tra giardini pubblici, villa e spazio retrostante? Come introdurre nuovi fabbricati senza ampliare il senso di disordine che si ha quando si percorre l'area? Quali azioni progettuali consentono una continuità spaziale e morfologica con la Galleria? Come salvaguardare il più possibile lo stato attuale con l'inserimento delle nuove funzioni? Come portare all'interno della nuova galleria le peculiarità paesaggistiche del luogo? Come porre chiarezza in un sito che vede differenti flussi di utilizzo: visitatori, dipendenti, assessorato?

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Paolo Mestriner - studioazero

Il progetto cerca di rispondere a queste domande con l'obiettivo di dare continuità al percorso museale attuale in armonia con i volumi preesistenti, riproporzionando gli spazi aperti nel convincimento di ridurre al minimo le demolizioni cercando di intervenire valorizzando il più possibile ciò che oggi è presente nell'area. Per fare ciò si considerano la soletta dell'ampliamento attuale e il muro posto ad est della biblioteca come origine di un nuovo organismo che trova nel rapporto con il terreno la propria natura. Si decide di operare infatti con una tipologia di matrice semi-ipogea, riferimento presente in tutta l'architettura storica dell'isola.

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Paolo Mestriner - studioazero

La scelta progettuale si può riassumere con lo sforzo di far convivere la nuova proposta in equilibrio con ciò che esiste già. L'obiettivo, anche per ragioni legate alle restrizioni volumetriche, è salvaguardare e integrare l'ampliamento delle sale espositive degli anni '60 con il nuovo progetto soddisfacendo le richieste del Documento di Indirizzo Progettuale là dove chiede una continuità, specificando che la nuova sala espositiva dovrà essere “inserita nel sistema di visita degli spazi espositivi destinati alla collezione permanente della Galleria”.

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Paolo Mestriner - studioazero

Non è una scelta legata solamente alle esigenze che potremmo chiamare “curatoriali”, ma è anche e soprattutto una scelta di sostenibilità, intesa nelle varie accezioni: contestuali, economiche, costruttive ed energetiche. Il punto è cercare di salvaguardare il più possibile un'eredità ricevuta, migliorandola e dotandola di quelle peculiarità percettive e tecnologiche che oggi sono irrinunciabili. La qualità dello spazio che viviamo è infatti il primo passo per aumentare il rispetto e la cura di ciò che ci circonda.

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Paolo Mestriner - studioazero

I nuovi spazi della Galleria interagiranno prima di tutto con la luce come fonte primaria di servizio alle sale e di benessere per i visitatori. Il dispositivo spaziale che si utilizza è il patio, elemento in grado ricevere gli elementi primari del paesaggio cagliaritano: la roccia, il verde e la luce, quel “cielo bianco, quel sole gonfiato, squagliato, a imbiancare il mondo”. Si instaura così una relazione continua tra interno ed esterno, propria del luogo, di Cagliari, ma totalmente assente negli spazi della villa.

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Paolo Mestriner - studioazero

Questo continuo rapporto tra dentro e fuori, mediato dalle preesistenze ambientali, vuole essere la cifra del nuovo ampliamento accompagnando il pubblico in una sequenza di spazi che concludono con l'ingresso alle grotte e con la discesa della rampa che riporta al magnifico giardino pubblico. Una strategia quindi che tende a non separare i due aspetti contenuti nel complesso, il verde e l'arte, anzi, cerca di potenziarli portando all'interno delle sale espositive spazi aperti utili per eventuali allestimenti scultorei.

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Paolo Mestriner - studioazero

Il sistema insediativo viene mutuato dagli allineamenti con la villa e dalle matrici urbane presenti in questa parte della città, dove la giacitura dei corpi di fabbrica segue gli andamenti orografici delle curve di livello per meglio “aderire” al sistema naturale.

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Paolo Mestriner - studioazero

Il percorso museale si articola sulla scelta di dare continuità alle sale attuali. Viene mantenuto l'ingresso attuale con la biglietteria e lievemente modificato il corpo di fabbrica che si estende in direzione sud/nord. Il risultato è una naturale estensione che genera una piattaforma semi-ipogea assestata sulle rocce ad ovest determinando il piano di ingresso alle grotte. La nuova sala espositiva farà parte dell'attuale percorso e, mutuandone anche l'altezza interna di 4,30 m, integra altri spazi, esterni ed interni, declinando il concetto di flessibilità più volte richiesto dal bando.

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Paolo Mestriner - studioazero

La collocazione delle nuove sale consente infatti diverse configurazioni a seconda delle necessità funzionali ed espositive. Lo spazio a sud è suddivisibile, grazie all'utilizzo di pareti a scomparsa, in tre sale più piccole permettendo l'uso dello spazio in diverse combinazioni dalle funzioni espositive, alle conferenze, ai laboratori. Il visitatore si trova quindi a compiere una passeggiata che trova nei patii di nuova formazione i punti di fuga paesaggistici.

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Paolo Mestriner - studioazero

Al di sopra della piattaforma si adagia il corpo di fabbrica destinato alle funzioni non espositive: gli uffici, la biblioteca, il book store e il bar-ristoro. Questo volume si allinea all'ampliamento esistente senza toccarlo, sia per motivi strutturali, sia per ragioni legate alla cantierabilità: sarà possibile realizzare il 75% della nuova struttura senza compromettere l'uso degli spazi attuali.

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Paolo Mestriner - studioazero

Completa il tutto la sistemazione degli spazi esterni dove si alternano coperture verdi arbustive e luoghi dello stare come lo spazio di fronte alla biblioteca dove sarà possibile implementare il servizio “giardino da leggere”, le panche in corrispondenza del percorso che collega alle nuove grotte e l'estensione del bar nella terrazza esterna. Da qui si può, senza dover rientrare, ritornare ai giardini pubblici tramite la rampa posta ad ovest oppure accedere alle grotte già oggetto di recupero, spazio espositivo a tutti gli effetti facente parte della Galleria e ad oggi non utilizzato. Tutte le funzioni epigee affacciano sulla roccia privilegiando il rapporto con quello che consideriamo l'elemento naturale di spicco, capace quindi di dare carattere ai nuovi spazi.

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Paolo Mestriner - studioazero

L'intenzione è trasformare un “retro” in un giardino più raccolto, fatto di piccoli spazi, di variazioni, dove l'intimità domestica della villa, degli ambienti della villa, viene ripresa e declinata con l'intento di far dialogare gli elementi esistenti con quelli nuovi.