Novembre 2010
gela (CL), Italia

UNA FERRATA MESSA IN SCENA

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UNA FERRATA MESSA IN SCENA

La stazione di una città costituisce la prima immagine che il viaggiatore ha di quel luogo, pertanto nella ristrutturazione dei locali di ristoro della stazione ferroviaria di Gela, si è tenuto conto dell’importanza non solo estetica ma anche funzionale che assumerà il progetto, superando anche le difficoltà di inserirsi in un contesto già costruito. La poetica della “Tettonica dei contrari” si svela attraverso la lettura dell’opera architettonica nel binomio semplice_complesso, liscio_ruvido, pubblico_privato. Una tendenza volta ad eliminare anche il confine tra spazi interni ed esterni attraverso l’uso di particolari materiali come il grès porcellanato per la pavimentazione o le strutture metalliche di sostegno delle pareti che richiamano l’infrastruttura adiacente. Il vuoto cerca il suo contrapposto, il pieno; il finito scova l’elemento sospeso; il materico raffinato scopre l’elemento grezzo, in un continuo accostamento di elementi opposti ed entità diverse. “Una ferrata messa in scena” è l’idea madre dell’intervento progettuale materializzandosi nell’ideale percorso della strada ferrata tra le pareti e i banconi che divengono per l’occasione prospetti e balconi di case. Queste superfici con diverse altezze, forme e colori, realizzate in cartongesso, muratura e struttura metallica, sembrano in apparenza posizionate in maniera casuale, invece all’opposto seguono traiettorie precise secondo le regole del tracciato regolatore. Muri di città accomunati da una superficie rossa di okite che parte dalla zona_edicola fino a divenire bancone dalla forma e sezione trapezoidale nella zona_bar. Qui la parete gialla ,come un essere robotico in metamorfosi, si denuda della sua “pelle” mostrando il suo scheletro metallico, le sue “ossa”. Questo progetto di riqualificazione riunisce diversi servizi: bar, edicola, centro scommesse, deposito, uffici; in una superficie calpestabile di circa 290 mq. Un intervento inusuale e caratteristico che contrasta col modo di costruire locale privo di qualità e segnato dall’abusivismo edilizio; in questo contesto l’architetto assurgerà a demiurgo platonico dando ordine alla materia informe ed elevando un pezzo di città a città ideale. Un sistema che nel caos urbano trova alcuni BIT di origine che orientino.

Silvana Pellegrino Filorizzo

Progettazione

  • Progettista: studio | castellana
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