SSA - Solinas Serra Architects - è uno studio di architettura di Sevilla, Spagna.
Milano - Italia

Casa della Memoria

Con Gabriel Verd Gallego, STARCHING s.r.l. Studio Architettura & Ingegneria

Centro culturale Casa della Memoria. Milano

Vissta noche
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“Un edificio per la Memoria dovrebbe essere un edificio rigoroso e commovente”

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PREMESSA

Planta baja
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Il disegno della proposta che si presenta è una risposta ai criteri di funzionalità, razionalità, flessibilità, economicità, sostenibilità ed efficienza energetica che si desumono dalle Linee Guida alla Progettazione e dal Disciplinare di gara che il progetto ha condiviso pienamente. Questo senza rinunciare alla ricerca della maggiore qualità spaziale ed architettonica possibile che nella logica compositiva trova le fondamenta del discorso plastico e costruttivo.

Planta 1
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Partendo dalla articolazione di alcune scelte funzionali (che più avanti spiegheremo) e concettuali sul tema della Casa della Memoria, tenendo in considerazione le condizioni della parcella, precedentemente descritte, e con le premesse e le richieste vincolanti del documento Linee Guida alla Progettazione, nasce la proposta progettuale. Come strategia urbanistica e considerando l’area nella quale si vuol far sorgere l’edificio della Casa Della Memoria abbiamo pensato che fosse necessario dividere l’edificio in due parti unite funzionalmente ma differenti, facilmente e fortemente riconoscibili dal punto di vista formale. È importante creare un gioco di volumi, di profondità e di riflessi tra i due corpi proposti, che si guardano l’un l’altro e allo stesso tempo si affacciano sul parco e sul contesto circostante, relazionandosi in maniera differente su di ogni lato del lotto a disposizione e rispondendo alle specifiche esigenze che si sono riscontrate nel luogo. Il primo volume attestato sulla via Federico Confalonieri a Nord si spinge verso Sud occupando parte dell’area a disposizione, fino ad allinearsi al volume delle residenze in costruzione sul lato Ovest. Raggiunge quasi l’altezza massima permessa su questo lato (piano terra piú quattro piani). É lo spazio che raccoglie principalmente i depositi degli archivi e gli uffici.

Planta azotea
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Il secondo volume, di poco meno di due piani fuori terra, si affaccia sul parco verso Sud ed alberga la sala polifunzionale che, come richiesto dal bando, sarà flessibile nei suoi usi piú diversi, all’interno del programma del centro. Il piano terra unisce questi due volumi dotandoli degli accessi e delle funzioni principalmente pubbliche. Allo stesso tempo i due volumi creano un terzo spazio, un vuoto tra l’uno e l’altro che, con l’entrata principale al complesso, diventa il nuovo ambito di connessione tra la Casa della Memoria e la Città. A livello volumetrico non si è voluto costruire eccessivamente nell’area prossima al parco, ipotizzando in questa zona un volume di poca altezza, arretrando pertanto la massa principale sugli allineamenti visti precedentemente, mantenendo così la continuità della cortina edilizia in Via Confalonieri. L’asse di accesso, direzione Est-Ovest, permette sempre di vedere il parco, in quanto il collegamento tra i due edifici é costituito da un semplice volume di un solo piano completamente vetrato. Sull’asse Nord-Sud il piano terra arretra rispetto ai limiti dati del lotto, fino ad allinearsi con le facciate Ovest di Via Volturno. Gli altri piani invece “volano” su questo spazio, creando una grande e lunga zona d’ombra. Questo taglio, questo scavo nel volume dell’edificio, permette di rafforzare la direzione Nord-Sud e di guidarci ed accompagnarci verso il parco e l’acceso alla Casa della Memoria.

Esploso
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Il progetto si relaziona tanto con il passante casuale come con il al visitante che si dirige al centro, interponendo tra lo spazio pubblico della città e quello privato o intimo della Casa della Memoria uno spazio di transizione. Un limite non volutamente definito in maniera netta ma uno spazio da percorrere attraverso il quale si lascia alle spalle una realtà e ci si accinge ad entrare in una nuova. Una corte interna all’area di progetto, aperta tanto al transito come alla vista verso e dalla strada, costituisce un primo vuoto che media nella relazione tra l’edificio e la città, costituisce il punto di relazione fra pubblico e privato, tra interno ed esterno, e invitando ad accedere all’edificio ed alle funzioni ivi contenute. Si propone pertanto di aprire il patio di ingresso verso lo spazio del marciapiede esistente molto ampio lungo il limite orientale del lotto (continuazione di Via Volturno verso Sud), offrendo migliori possibilità di relazione e di integrazione dei percorsi e potenziando questa idea di leggero transito tra la realtà cittadina ed il proprio edificio - scartando quindi la possibilità di entrare sul lato di Via Confalonieri - così come di potenziare la relazione tra il quartiere edificato a Nord del lotto ed il parco a Sud, quasi a voler sottolineare con maggior forza il legame tra due parti importanti del futuro assetto urbanistico, unite e collegate mediante l’edificio della Casa della Memoria, che vuole diventare una cerniera urbana oltre che un punto di vista eccezionale sul parco, configurandosi come nuovo snodo del quartiere.

Croquis planta
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Il progetto vuole essere la rappresentazione fisica e simbolica della memoria da una parte e del presente dall’altra. Il primo edificio con la sua massa, il suo volume, e la sua “pesantezza”, con gli archivi racchiusi al suo interno, vuole essere la memoria. Gli si contrappone un edificio più piccolo, più “leggero”, il presente. Tra i due si instaura un gioco di rimandi e di sguardi. Ognuno guarda verso l’altro e verso la città. Entrambi hanno bisogno dell’altro per esistere, per avere significato. La memoria in qualche maniera é passato, ma é chiave di lettura per vivere il presente e per potersi proiettare verso il futuro. Il presente esiste solo nella fugacità del momento, sempre in bilico tra passato e futuro: è solo un punto nella storia. Il presente analizza il passato secondo il punto di vista del momento e lo utilizza per immaginare il futuro.

Vista calle3
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Nonostante questa idea di due edifici, il piano terra vuole essere un unico spazio aperto da Nord a Sud, da Via Volturno fino ai Giardini di Porta Nuova. Su questo tragitto, che può essere percorso fisicamente ma anche solo con lo sguardo, si susseguono differenti esperienze spaziali strettamente connesse tra loro in maniera da risolvere il complesso programma funzionale e favorendo la possibilità di utilizzare i vari ambiti congiuntamente o separati, come descriveremo meglio successivamente.

Vista interior
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Vista terraza2
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Croquis exterior
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Vissta noche
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