Maurizio Sanna è uno studio di architettura di Mestre, Italia.
Salsomaggiore Terme - Italia

Ristrutturazione con ampliamento di edificio residenziale a Salsomaggiore Terme (PR)

Edificio ad alta efficienza energetica - protocollo Casaclima BZ

  1. La sintesi progettuale raggiunge il suo punto limite nell’analisi del contesto. Il nuovo intervento è stretto fra la verticalità dello sviluppo plani volumetrico del fabbricato storicizzato esistente e l’obliquità del paesaggio, che in questo specifico caso si configura con un declivio. La necessità di mediare fra le due necessità è il vero tema del progetto. Comprendere quale è la soglia, dove lo sviluppo plano volumetrico e le relazioni paesaggistiche trovano il loro giusto punto di contatto, è l’obiettivo da raggiungere. La risposta è come sempre la mediazione fra le due esigenze contrapposte. Tutte le indicazioni esposte ai punti precedenti sono filtrate e ottengono una sintesi definitiva relazionandosi con il paesaggio. Il nuovo fabbricato si scompone in due distinti volumi che degradano da sud verso nord. Rendere più coinvolgente il fabbricato con il paesaggio: il tetto giardino del corpo principale e la piattaforma al piano terra verso nord rispecchiano questo dettato. La volumetria si addolcisce a favore di un maggiore contatto con il suolo; non vuole emergere fiera, come le (per altro poche) volumetrie svettanti limitrofe, anzi al contrario si deprime e si fa neutra. Il tetto si propone come punto di contatto fra il fabbricato e il suolo. La sintesi, il punto di contatto è il tetto giardino. Una anomalia tipologica che si origina per mediare il rapporto fra l’ambiente e il costruito. Il volume principale si proporziona rispetto allo sviluppo planimetrico che ad esso sottende, si veda anche il punto 2. Qui emerge la sostanziale differenza tra la preesistenza e la nuova costruzione. Una si genera per rispondere a esigenze primarie, risolvendo il rapporto fra modalità costruttiva e rapporto con l’esterno, l’altra, all’interno delle stesse forme semplici, cerca di assecondare le complessità derivanti dalla presenza del paesaggio, del risparmio energetico, delle normative sismiche, dell’utilizzo delle fonti alternative e non per ultimo dell’attuale abitare associato ad uno standard di confort elevato. Il punto di contatto fra la nuova immagine dell’edificio e il contesto è l’utilizzo di finiture e cromatismi naturali: rasature di calce con finiture ai silicati con tinte chiare, serramenti in legno tuttovetro, tetto giardino, oscuranti in legno laccato con la tinta del fabbricato, profili in acciaio corten, dogature in legno di larice non trattato. Le esigenze della Committenza hanno influenzato tutti questi aspetti: la loro giovane età, la presenza di bambini nel nucleo famigliare, la loro notevole cultura etica del costruire hanno pervaso il progetto indirizzandoci lungo un percorso, già ben chiaro in entrambe i coniugi proprietari dell’immobile, determinando il risultato formale e sostanziale dell’edificato, in particolare quello planimetrico funzionale ed estetico. La necessità di garantirsi una abitazione che consenta di essere accessibile nelle sue funzioni primarie anche nel futuro ha imposto una articolazione distributiva che si è sviluppata prevalentemente su due livelli sfruttando al meglio l’orientamento e le caratteristiche costruttive. In sintesi il connubio fra le componenti sopra esposte ha determinato uno sviluppo plani-volumetrico che si discosta in parte dalla preesistenza ma ne mantiene lo spirito con il quale quegli edifici sono stati costruiti, quello ciò di rispondere alle esigenze, ai limiti e alle conoscenze del tempo in cui sono stati edificati.
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