paolo vocialta è uno studio di architettura di Salgareda, Italia.
Conegliano Veneto - Italia

CENTRO SERVIZI A CONEGLIANO

concorso su invito

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paolo vocialta

L’impianto planimetrico e viario. L’articolazione volumetrica proposta si adegua alla forma triangolare dell’area d’intervento. E’ il risultato della relazione di tre volumi distinti, anche se architettonicamente coerenti fra di loro, che si compenetrano su due vertici mentre sul terzo, a sud-ovest, rimangono staccati consentendo una diretta connessione fra il giardino interno e l’intorno (TAV.1, viste 4-5) Il progetto propone un intervento per quanto possibile inserito in un contesto naturale dove il verde si integra con la parte edificata. Tale circostanza permetterà al Centro Servizi di differenziarsi e di costituire un punto di attrazione per l’intera area circostante. Dal punto di vista viabilistico le soluzioni proposte potenziano la viabilità meccanica esistente e consentono una diffusa permeabilità pedonale al complesso architettonico. In particolare si è pensato di organizzare l’ingresso e l’uscita dalla vasta autorimessa interrata (126 posti auto) attraverso due rampe: quella d’ingresso su via Martiri delle Foibe, quella d’uscita su via Podgora (TAV. 7). Anche per il parcheggio esistente a sud è prevista una nuova uscita su via Podgora (TAV 1). In tal modo i flussi veicolari intorno al Centro Servizi acquisteranno in fluidità e consentiranno una maggiore fruizione e percezione delle funzioni in esso contenute. La viabilità pedonale viene incontro alle esigenze di connessione delle varie parti dell’intervento e di immediata osservazione delle vetrine del piano commerciale. In particolare risultano puntualmente collegati gli ingressi con le aree verdi e i parcheggi esterni. I tre vani scale e ascensori, più la hall d’ingresso principale, intercettano al piano terra la rete degli assi pedonali e assicurano i collegamenti verticali ai complessivi cinque livelli. La pista ciclabile presente è stata prolungata e consente la circolazione perimetrale dell’area. Si è previsto un parcheggio per le biciclette. Le viabilità ciclopedonale e meccanica sono separate. L’impianto vegetale si fa più fitto a sud, lungo la linea del grande parcheggio, in modo da garantire oltre che una separazione fra quest’ultimo e il nuovo edificio, una attenuazione dell’onda termica durante la stagione estiva sempre più dilatata e la possibilità di sosta e ristoro per chi percorre l’area verde. Il giardino interno presenterà una zona pavimentata di circa 80 mq dove sarà agevole sostare anche per gruppi nutriti di persone. Sui due lati esterni (su via Podgora e Martiri delle Foibe) si prevedono essenzialmente arbusti tappezzanti lungo gli assi ciclopedonali in modo che al piano commerciale sia assicurata una sufficiente visibilità dalle strade più trafficate. L’assetto architettonico. Il nuovo edificio tende a conciliare qualità estetica con esigenze di fruibilità, flessibilità, benessere interno, risparmio energetico, semplicità costruttiva. Il rapporto con l’intorno viene perseguito soltanto proponendo dei coni visuali particolari posti in quota che puntano sul paesaggio collinare e montano emergente sopra la linea edificata circostante. L’organismo edilizio nel suo insieme è formato da tre diversi volumi. Alla continuità funzionale interna si contrappone una percezione esterna di tre corpi distinti per forma e finiture di facciata. In particolare i volumi A e B, in corrispondenza dell’angolo Nord, non sono semplicemente appoggiati ma si incastrano l’uno nell’altro (TAV 6, viste 8-9). Tale impattiva circostanza è agevolmente leggibile perché, come si può osservare nelle tavole di progetto, il volume A con il rivestimento in vetro serigrafato attraversa il volume B e fuoriesce, ridotto di due piani, come affaccio aggettante sul lato est. Tale attraversamento è immediatamente percepibile poiché la facciata minore del corpo B, proprio in corrispondenza dell’incrocio stradale, è trasparente (doppia pelle in vetro). Dietro questa facciata trasparente si situa il bar ristorante su doppio livello (terra e primo piano). Le sedute del bar ristorante si situano proprio lungo la superficie trasparente e alle loro spalle si noterà il volume del edificio A che fa da sfondo e che sfocia nell’affaccio sul fronte est. Quest’ultimo affaccio non è stato previsto solo per enfatizzare il rapporto, appena descritto, fra i due corpi di fabbrica, ma anche per dare la possibilità ai fruitori dei piani superiori di sostare all’aria aperta e di godere, dato l’orientamento dell’ elemento aggettante, del panorama delle vicine prealpi. La compenetrazione in quota dei due solidi sarà ancora più evidente nelle ore notturne allorchè le due pelli traslucide si illumineranno in modo diverso sommando l’effetto luminoso in corrispondenza dell’attraversamento (vista9). Tali effetti volumetrici e di illuminazione creano nella testata più vicina all’incrocio stradale, quindi nella posizione più visibile del Centro Servizi, un forte effetto architettonico, un fronte trasparente ed animato dalla presenza del ristorante e degli uffici, che richiamerà l’attenzione di chi si trova a passare. L’edificio A, lungo via Podgora, è concepito come un volume traslucido. I 3 piani collocati sopra il nastro commerciale al piano terra assumeranno un colore chiaro, tendente al bianco, grazie alla facciata in vetro serigrafato. Dietro questa prima pelle, ad una distanza opportuna per accogliere le passerelle per le pulizie, si collocano semplici nastri di infissi in alluminio con una buona tenuta termica e apribili sull’intercapedine esterna. La doppia pelle, come nel caso dello stretto fronte dell’edificio B, a ridosso dell’incrocio, garantirà la tenuta termica e acustica lungo un lato dell’intervento orientato a Nord Ovest, quindi con una esposizione che potrebbe essere penalizzante in funzione della realizzazione di un edificio a basso consumo energetico. La doppia pelle è una soluzione costosa ma le superfici coinvolte sono assolutamente ridotte rispetto al totale (solo 700 mq) e comunque la resa estetica e la garanzia di durata che il vetro offre ripagano lo sforzo economico. Sul fronte interno l’edificio A presenterà un sistema di frangisole motorizzati in legno naturale (ridotta manutenzione), ideali per gestire un lato esposto al sole che si estenderà anche sul lato corto a Sud Ovest. Tale soluzione sarà adottata anche nel ridotto settore dell’edificio B, posto fra la hall d’ingresso e l’edificio C, rivolto verso il giardino interno. Anche la hall, come vedremo, sarà caratterizzata esternamente da una schermatura in lamelle di legno, così si realizzerà una continuità nelle finiture di facciata almeno su due lati della corte interna (vedremo che l’edificio C presenterà una soluzione diversa). L’ altro nodo significativo che il progetto ha voluto esaltare è quello della connessione fra il volume B e C, in corrispondenza dell’angolo Sud-Est dell’intervento (vista 7). Qui il progetto propone una compenetrazione dei due solidi basata su uno scavalcamento dell’edificio C nei confronti del B che poi continua per alcuni metri arrestandosi solo in prossimità di uno specchio d’acqua largo quanto l’edificio (prospetti sud-est e nord-est). La parte che si sovrappone all’edificio B è alta poco più di un piano (data l’inclinazione della copertura) e viene a costituire, sul lato via Martiri delle Foibe, un “cannocchiale” sospeso che punta al panorama montano al di sopra del contesto costruito. Il “cannocchiale” – loggia è raggiungibile dal piccolo bar ad uso interno situato a fianco del blocco scale e servizi (TAV 5). Come si nota nelle tavole progettuali tale elemento architettonico assume dei connotati specifici sottolineati dal colore rosso del tamponamento esterno. L’arretramento dei muri di sostegno alla sua base e sul fianco consentono di identificarlo immediatamente anche da un punto di vista volumetrico. Collocandosi poi sul livello più alto dell’edificio è visibile anche dalla non lontana statale Alemagna che collega Conegliano a Vittorio Veneto costituendo, a livello territoriale, un vero e proprio segnale del nuovo Centro Servizi. Anche in questo caso fra i due edifici, sotto l’elemento appena descritto, si colloca un portico passante che collega il giardino interno e la hall d’ingresso con l’ampio ambito verde a Sud e il principale parcheggio esterno. L’Edificio C presenta due soluzioni di facciata. A Sud un sistema di schermature in legno naturale motorizzate atte a regolare l’onda luminosa e termica determinata dall’azione solare. Il legno naturale consente una manutenzione minima. A Nord il prospetto rivolto verso il giardino interno è trattato come il fronte est dell’edificio B: un tamponamento di grande tenuta termica ottenuto con un consistente cappotto forato da un sistema di finestrature di dimensioni variabili che lo caratterizzano sotto il profilo formale. L’effetto viene rafforzato dalle strombature presenti sui fori di dimensioni maggiori. Nel giardino interno, il luogo più riparato dell’intero intervento, in posizione baricentrica rispetto al sistema, si situa la hall d’ingresso (vista 4). Essa, completamente vetrata e schermata all’esterno con frangisoli fissi in legno naturale, immette a tutte le parti del complesso compreso il piano interrato. All’interno sarà caratterizzata dalla presenza di un muro d’acqua in tutta altezza. Davanti alla hall, a fianco del corpo scala che collega la sottostante autorimessa, si prevede un piccolo spazio pavimentato di circa mq 80, dotato di sedute. Si è preferito salvaguardare gli elementi naturali, il prato e gli alberi, piuttosto che pavimentare e coprire eccessivamente l’area. Il distributivo interno. La ridotta larghezza degli edifici consente l’illuminazione naturale degli ambienti interni lungo tutta la lunghezza e per tutta la loro profondità. La posizione dei collegamenti verticali, determina una elevata flessibilità dell’intero organismo nell’ipotesi di dover prevedere aggregazioni o suddivisioni diverse da quella ipotizzata in progetto. I tre vani scala e ascensore previsti consentono di evitare scale esterne di emergenza perché tutte le parti degli edifici sono raggiungibili entro un raggio ridotto e consentono una efficace compartimentazione ai fini della Prevenzione Incendi. Si sono evitati in questo modo lunghi corridoi e schemi distributivi rigidi. I percorsi affacciano direttamente all’esterno e quindi anch’essi sono bene illuminati. L’autorimessa è collegata con i vani scale a tutte le parti dell’edificio. Il bar ristorante sull’angolo Nord, al piano terra, ha accessi indipendenti che ne consentono un uso in fascie orarie diverse da quelle lavorative. Presenta una sua originalità perché organizzato su due livelli fronte strada. La loggia-veduta in quota sull’angolo Sud Est è raggiungibile dal piccolo bar ristoro interno e quindi usufruibile da tutti. Gli uffici non sono diversi solo per metratura ed esposizione ma anche sotto il profilo tipologico così da incontrare diverse esigenze funzionali. In molti casi le unità si arricchiscono attraverso doppi livelli, terrazze o vedute esclusive. Ad esempio i due uffici posti all’ultimo piano dell’edificio B presentano un soppalco. Lo stesso dicasi dell’ufficio posto sugli ultimi due livelli del fabbricato A. I due uffici posti sopra il bar-ristorante affacciano sull’aggetto-veduta. L’ufficio posto al primo piano dell’edificio A usufruisce di una terrazza affacciante sul giardino interno. Assieme agli altri due uffici posti ai piani superiori gode di una particolare illuminazione determinata dalla parete traslucida a Nord e da quella trasparente posta sul lato interno. I tre uffici posti a Sud Ovest dell’edificio C possono usufruire di altrettante terrazze in prossimità di via Podgora. Gli eventuali acquirenti o affittuari degli uffici potranno così attingere ad una notevole varietà dell’offerta. Il piano commerciale si snoda lungo la base dei tre edifici esibendo, opportunamente, un nastro continuo di vetrine. La struttura edilizia La struttura portante dell’edificio potrà essere del tipo tradizionale. Le linee dei pilastri di c.a. sono arretrate rispetto alla cortina esterna per cui essa risulta ininterrotta. Solai di piano e di copertura in laterocemento tipo Bausta perché le luci fra le linee dei pilastri sono ridotte (6,5 ml massimo). Il catino dell’interrato in cemento armato. I tamponamenti opachi lati est e nord potranno essere realizzati con elementi in laterizio modulari da cm 25 e all’esterno il consistente cappotto termico da cm 14. I tamponamenti degli altri lati si otterranno con infissi e doppie schermature vetrate. Quindi una struttura edilizia di facile, veloce ed economica realizzazione. Elementi di finitura Gli elementi di facciata cercano di soddisfare l’obiettivo di un forte impatto architettonico con la necessità di regolazione della luce e di una elevata efficienza termica dell’edificio. Come accennato il fronte più visibile, quello che guarda l’incrocio stradale a nord e lungo via Podgora, viene rivestito da una cortina ininterrotta di vetro che presenta due finiture superficiali. Quella dell’edificio A ha la superficie in vetro serigrafato bianco che permette di vedere dall’interno mentre dall’esterno si offre come un grande schermo traslucido che di notte si illumina (le linee di led possono proporre infinite combinazioni di colori). Tale piano verticale illuminato, come già accennato, penetra nell’edificio B, e fuoriesce strutturandosi in una veduta loggia sul fronte est che punta alle montagne. In tal modo il piano traslucido retro illuminato lo si percepisce anche quando attraversa l’edificio B perché il fronte stretto di quest’ultimo, prospicente l’incrocio, ha una doppia pelle in vetro trasparente. Di notte, ma non solo, dietro questa cortina trasparente si noterà la compenetrazione dei due edifici. Un elemento di originalità che non mancherà di attrarre l’attenzione di chi passa proprio nel tratto di strada più frequentato. Il lungo fronte sud dell’edificio C, il fronte sud dell’edificio A, il ridotto fronte ovest dell’edificio B, saranno delimitati da infissi in alluminio dotati di vetrocamere a bassa emissività. Gli infissi si svilupperanno sull’intera altezza del piano e presenteranno delle aperture anta ribalta che potranno molto efficacemente regolare l’arieggiamento naturale degli ambienti nelle stagioni intermedie e permetterne la pulizia esterna. Davanti alle ampie finestrature si porranno elementi frangisoli in legno naturale di larice, che nel tempo muterà di colore, ma che non dovrà essere manutentato. Gli elementi frangisole saranno posti su telai in alluminio motorizzati per cui si potrà regolare l’insolazione e l’ingresso della luce (viste 1-2-3-6). Tutto ciò in ottemperanza alle regole di una buona architettura bioclimatica. I fronti nord dell’edificio C e est dell’edificio B sono caratterizzati da una forometria variabile enfatizzata dalle strombature dei fori più ampi. Il forte isolamento costituito dal cappotto esterno potrà ospitare come finitura esterna campi di rasatura composta da cariche di granulometria diversa per cui si avranno particolari effetti di vibrazione della luce. Impianti tecnici e consumi energetici Gli impianti tecnici hanno grande importanza per le prestazioni, la vivibilità, la flessibilità e i costi di gestione del Centro Servizi. Per quanto riguarda l’equilibrio termico dei locali si prevede un sistema collaudato in simili interventi che prevede l’impiego di 4 pompe di calore di dimensioni 1mx1m da posizionare all’esterno (dim. complessive 4×1 e H= 1,8 m), che consentono il riscaldamento e raffrescamento anche in contemporanea per locali con esigenze diverse. Il sistema di distribuzione avviene con del gas inerte in tubazioni di rame. Le unitá interne sono dei ventilconvettori che si possono montare in controsoffitto, a parete o a pavimento. Il sistema di ventilazione é preferibile a soffitto o in controsoffitto e le unita ventilanti (UTA) avranno un recupero del minimo 80% con la possibilitá di trattare l’aria anche per l’umiditá. Cosí il confort degli ambienti é assicurato in tutte le stagioni consentendo il minimo consumo energetico. Costruendo l’edificio in classe A (abbiamo già detto che l’edificio presenta un forte isolamento termico) per una superficie intorno ai 12.500 m² sono sufficienti 250 kW di potenza, mentre la potenza elettrica é di soli 70 kW. Per il riscaldamento in un anno sono necessarie 372.000 kWh con un costo di ca. Euro 14.000,00. Questo consente di risparmiare ca. Euro 40.000,00 di gas metano. Tale circostanza faciliterà la collocazione sul mercato dell’immobile. Particolare attenzione verrà posta all’impianto di illuminazione di alcune facciate e dei percorsi e aree di sosta esterne. In specifico tutto il fronte nord ovest dell’intervento sarà oggetto di un attento studio illuminotecnico. Si prevederà la collocazione di Led luminosi che, sebbene comportino una spesa iniziale più alta di altri elementi di illuminazione, garantiscono minima manutenzione e grande durata. Le grandi facciate vetrate potranno essere gestite in modo puntuale e gli effetti di luce potranno enfatizzare nelle ore notturne le già spettacolari compenetrazioni dei volumi che il progetto propone. L’illuminazione degli spazi esterni sarà ottenuta con luce indiretta che, oltre a garantire la percorribilità di marciapiedi e pista ciclabile, costituirà un elemento di attrazione ulteriore. Le vasche d’acqua a sud e a est saranno dotate di una illuminazione puntuale. Gli spazi comuni interni saranno caratterizzati da tagli di luce sia orizzontali che verticali che li arricchiranno. L’ impianto vegetale La definizione degli spazi verdi esterni è strutturale al progetto architettonico. Gli alberi e gli arbusti, oltre a costituire un filtro con le aree costruite esterne, permetteranno una espansione di alcune funzioni contenute negli edifici. Ad esempio il raccolto giardino centrale, protetto dai rumori e ombreggiato nella bella stagione anche dai volumi edilizi, diventerà luogo di sosta e di relazione per tutti gli addetti del complesso, in diretta espansione con la hall d’ingresso principale e dell’adiacente, contenuta, superficie pavimentata esterna. I bordi dei percorsi esterni sia pedonali che ciclabili, collocati intorno al complesso, saranno definiti attraverso la piantumazione pressochè ininterrotta di cespugli tappezzanti. Essa costituirà una barriera con le strade trafficate esterne e nello stesso tempo permetterà la visione delle vetrine del piano terra commerciale. Le alberature a medio e alto fusto potranno trovare posto a Sud, sull’ampio spazio verde che separa gli edifici dal parcheggio. Qui gli alberi a foglie caduche potranno contribuire al bilancio energetico dell’edificio ombreggiando opportunamente le facciate nella stagione estiva. Il piano dei ritagli verdi triangolari a prato sarà inclinato. La variabilità delle quote del terreno incuriosirà e spronerà all’attraversamento.

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