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01 Luglio, 2009

AbitarEcostruire

Sul numero 407 de "L'industria delle costruzioni" con un articolo a firma di Emanuela Guerruci è presentato il progetto elaborato da NOOS con 2TR Architettura per un edificio residenziale, vincitore del concorso internazionale di progettazione bandito da Ancab, LegaCoop e Legambiente.
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07 Febbraio, 2009

Pesaro, idee a basso costo per le case in cooperativa

Sul numero 4 del Periodico "Progetti e Concorsi" de il sole 24 è dedicato ampio spazioall'esito del concorso AbitarECOstruire indetto da Ancab, LegaCoop e Legambiente che condurà alla realizzazione, nella città di Pesaro, di un edificio residenziale di 20 alloggi in classe A, progettato dagli studi "2tr architettura" e "noosarchitetti".
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20 Gennaio, 2009

Nuovi architetti romani a valle giulia

venerdì 23 gennaio 2009 ore 10.00 Aula Magna della facoltà di Architettura Valle Giulia di Roma Alcuni nuovi ed emergenti studi di Architettura del territorio Romano in conferenza a Valle Giulia. Introduce: prof. Benedetto Todaro Preside della Facoltà prof. Clementina Barucci, Storia dell'Architettura contemporanea Saranno presenti e presenteranno alcuni progetti: ore 10.00 - 11.00 2a+p ore 11.00 - 12.00 Ian+ ore 12.00 - 13.00 Labics ore 13.00 - 14.00 Alfonso Giancotti-NOOS ore 14.00 - 15.00 n!studio Organizzato da "Camminare Roma" - Arch.Jr Lucio Zappalorti www.camminareroma.blogspot.com
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26 Novembre, 2008

Il Polo Didattico delle Arti Visive segnalato al Premio Inarch romArchitettura

Il polo didattico delle arti visive a Ceccano è risultato tra i finalisti per l'assegnazione del premio ROMARCHITETTURA IN/ARCH Lazio 2008, ricevendo una segnalazione dalla giuria. Il premio è stato assegnato all'ampliamento della Biblioteca Lateranense a Roma.
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19 Novembre, 2008

Presentazione del libro Tanto al metro quadro

Mercoledì 19 novembre alle ore 17,30 sarà presentato nella sala Fiorentino della facoltà di Valle Giulia il libro "Tanto al Metro Quadro" di Alfonso Giancotti. Prospettive Edizioni
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10 Novembre, 2008

Tanto al Metro Quadro

da novembre nelle librerie di architettura “Quanto al metro quadro?” La padronanza dei parametri di costo sembra essere agli occhi degli addetti ai lavori il principale discrimine tra un bravo architetto e uno meno bravo. Alfonso Giancotti, giovane architetto, accetta la provocazione e presenta alcune riflessioni, unitamente a una selezione di opere e progetti, che partono da dati dimensionali e recuperano poi, nel flusso del racconto, il loro rapporto con la componente teorica e progettuale. Ne esce un lavoro che, lungi da presentarsi come un catalogo, segna una tappa di passaggio che tira le fila delle esperienze vissute e guarda avanti con curiosità. Una serie di fotogrammi che raccontano la storia di un architetto, dubbi e gratificazioni di un percorso professionale che si intreccia a quello di vita. (dalla quarta di copertina)
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15 Luglio, 2008

Primo sopralluogo dell’arch. Tschumi nell’area dell’ex Ballarin a San Benedetto del Tronto

www.avnotizie.it L’architetto franco-svizzero Bernard Tschumi ha effettuato oggi un primo sopralluogo nell’area dell’ex Ballarin a San Benedetto, dove progetterà una grande opera, su incarico della Fondazione Carisap, che per questo ha stanziato dieci milioni di euro in tutto. Tschumi era accompagnato dal sindaco di San Benedetto Gaspari, dal sindaco di Grottammare Merli, dal presidente della Fondazione Marini Marini, dal suo vice Zappasodi, e dall’arch. Alfonso Giancotti, quest’ultimo già collaboratore alla realizzazione del parco della musica firmato da Renzo Piano a Roma, e punto di contatto tra la Fondazione e l’architetto franco-svizzero. Tschumi, che opera per la prima volta in Italia dopo aver realizzato opere come il parco della Villette a Parigi e mentre ha cantieri aperti in tutto il mondo, da New York a Singapore, da Atene a Dallas, ha molto apprezzato la bellezza dell’intero territorio, da Ascoli a San Benedetto, comprese le sculture presenti nel centro cittadino, il lungomare dell’ing. Onorati e la parte nuova dell’arch. Davarpanah. E le linee immaginarie che collocano l’ex stadio tra il mare e le colline, e tra la stessa San Benedetto e Grottammare. Ha affermato di non avere ancora un’idea precisa su cosa realizzare, ma al tempo stesso ha formulato alcune “piste”, ancora riservate, dopo il sopralluogo e dopo i primi incontri avuti: sia quello svolto presso il Museo delle Anfore, con gli assessori, i consiglieri di maggioranza, i tecnici comunali (architetti Davarpanah e Zazio, e l’ing. Polidori). Sia la seduta della prima commissione “Pianificazione territoriale”, in sala consiliare, alla quale sono stati invitati anche l’organismo di partecipazione, i comitati di quartiere, le associazioni di categoria. Per questa seduta, incidentalmente, è stato cambiato l’ordine del giorno, vista la presenza di Tschumi in città. È stata invece inviata ad una prossima occasione la discussione della seconda parte dello studio portato avanti dalla società Nomisma, sulla fattibilità di una “Società di trasformazione urbana” nell’area del porto. Nonostante non vi siano ancora indicazioni da parte di Tschumi, sembra tuttavia scartata l’idea di realizzare un acquario, per via dei costi di realizzazione e di gestione. Nel corso dei vari interventi, è stato rivolto a Tschumi l’invito a tener presenti la storia della città e dell’area del Ballarin. Il Comune di San Benedetto dovrebbe operare una “donazione modale”, ovvero cedere l’area alla Fondazione entro il prossimo 30 settembre, dietro il vincolo della realizzazione di quest’opera pubblica, come verrà delineata meglio nel prossimo futuro. Ricevendo Tschumi in Comune, il sindaco Gaspari gli ha donato i libri San Benedetto città adriatica d’Europa di Merlini, e Come sei cambiata, di Tozzi, oltre ad alcune immagini promozionali della città.
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14 Luglio, 2008

Con Bernard Tschumi San Benedetto si proietta verso il futuro

di Marco Braccetti San Benedetto del Tronto | L'architetto ha visitato l'area del 'Ballarin' dove sorgerà la struttura finanziata dalla Fondazione Carisap. Sarà un immobile che farà conoscere nel mondo il nostro territorio. Ed il creativo non esclude di ritagliare uno spazio per il vecchio stadio. Il cammino per la realizzazione in zona ‘Ballarin' di una nuova avveniristica struttura è cominciato nella giornata di lunedì 14 luglio, con la visita in città di colui che firmerà questo prestigioso progetto: l'architetto Bernard Tschumi, arrivato in aereo a Roma, è stato accompagnato ad Ascoli presso i locali della Fondazione Carisap. L'ente, come noto, finanzierà con 10milioni di euro l'opera, a patto che il Comune di San Benedetto, attraverso lo strumento della donazione modale, ponga nelle sue mani - entro il 30 settembre - l'area dove sorgerà il manufatto. Pare che Tschumi sia rimasto impressionato da Ascoli e dall'entroterra piceno ed incantato dal lungomare sambenedettese, dalle tante palme e dalla zona del porto. L'architetto, era accompagnato dai sindaci di San Benedetto e Grottammare Giovanni Gaspari e Luigi Merli, dal Presidente della Fondazione Carisap Vincenzo Marini Marini, dall'arch. Alfonso Giancotti, già collaboratore alla realizzazione del parco della musica firmato da Renzo Piano a Roma, e punto di contatto tra la Fondazione e l'architetto franco-svizzero, dalla Presidente del Consiglio Comunale sambenedettese Giulietta Capriotti, dall'assessore ai Lavori Pubblici Leo Sestri e dai massimi rappresentanti dell'Ufficio di Piano. Tutti hanno partecipato ad una conferenza stampa tenutasi nel primo pomeriggio, presso i locali del Museo delle Anfore, proprio a pochi passi dal Ballarin che il creativo franco-svizzero ha avuto modo di visitare anche internamente. "Nell'incontro avuto ad Ascoli abbiamo spiegato a Tschumi il contesto socioeconomico della nostra città", afferma il Sindaco Gaspari, sottolineando che l'architetto dovrà avere tutti gli elementi per realizzare un'opera che non sia una cattedrale nel deserto, bensì una risposta alle esigenze locali: "C'è bisogno di una riqualificazione dell'area e di una bonifica del sito, e Tschumi può fare tutto ciò al meglio", conclude il primo cittadino. E' ancora troppo presto per sapere cosa Tschumi vorrà realizzare. "Sarà un generatore di attività e di cultura per questa regione", afferma l'architetto che, cosa molto importante, non esclude a priori l'idea di preservare un po' del vecchio impianto sportivo: "Senz'altro realizzerò qualcosa di nuovo, ma qualcosa che ricordi idealmente in vecchio stadio può far parte del progetto". Tschumi vede nella zona da riqualificare un'importante incrocio di due linee immaginarie che gli saranno utili nella stesura del progetto: la prima quella che unisce il mare con le colline ed i monti, la seconda quella che collega San Benedetto a Grottammare. "Si tratta di un posto strategico - afferma il creativo - un'autentica cerniera tra diversi territori, questa localizzazione urbana così particolare non potrà non influire nell'opera che realizzerò. Sarà un nuovo tipo di costruzione che terrà conto degli spazi circostanti, fatti di archeologia industriale, di un porto commerciale e di un vecchio stadio. E' davvero una zona molto speciale e m'interessa tantissimo". Un progetto che, a detta di tutti i presenti, dovrà essere territoriale, vada cioè al di là dei confini cittadini sambenedettesi: "Si tratta di un'operazione che darà grandi frutti all'intero territorio - afferma il Sindaco Merli - L'area interessata dal progetto dista solo 50 metri dal confine con Grottammare, per questo siamo anche noi coinvolti". www.ilquotidiano.it
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14 Luglio, 2008

ARCHITETTURA: A SAN BENEDETTO PRIMO PROGETTO ITALIANO TSCHUMI

(AGI) - Ascoli Piceno 14 luglio. - L'architetto franco-svizzero Bernard Tschumi, autore del parco de 'La Villette' a Parigi e coordinatore di diversi progetti in tutto il mondo, da New York a Singapore, da Atene a Dallas, ha effettuato oggi un primo sopralluogo nell'area dimessa dell'ex stadio comunale 'Ballarin' di San Benedetto del Tronto. Qui Tschumi, su incarico della Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli, progettera' una grande opera, per la quale saranno stanziati dieci milioni di euro. Tschumi era accompagnato nella sua visita dal sindaco Giovanni Gaspari, dal presidente della Fondazione Carisap Vincenzo Marini, e dall'architetto Alfonso Giancotti, che ha collaborato alla realizzazione del 'Parco della Musica' firmato da Renzo Piano a Roma. Tschumi, che opera per la prima volta in Italia, ha affermato di non avere ancora un'idea precisa su cosa realizzare, ma al tempo stesso ha formulato alcune ipotesi, ancora riservate, dopo il sopralluogo e dopo i primi incontri avuti con gli assessori, i consiglieri di maggioranza, i tecnici comunali locali. E' stata invece rinviata ad un'altra occasione la discussione della seconda parte dello studio portato avanti da 'Nomisma', sulla fattibilita' di una 'Societa' di trasformazione urbana' nella zona del porto sambenedettese. Sull'area dell'ex Ballarin, limitrofa a quella portuale, il Comune di San Benedetto del Tronto dovrebbe operare una 'donazione modale', ovvero cedere la zona alla Fondazione entro il prossimo 30 settembre, dietro il vincolo della realizzazione di un'opera pubblica, innovativa e rappresentativa della storia della citta' picena. (AGI)
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14 Luglio, 2008

Il Ballarin secondo Tschumi: «Un generatore di cultura»

di Oliver Panichi SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Comincia il periodo di studio di monsieur Bernard Tschumi. Il noto architetto franco-svizzero ingaggiato dalla Fondazione Carisap lunedì era a San Benedetto per un sopralluogo e ha incontrato istituzioni politiche e associazioni civiche per “prendere appunti” sul progetto per il futuro del Ballarin, vecchio stadio in via di demolizione. Tschumi, accompagnato al museo delle Anfore dai sindaci Merli e Gaspari e dal presidente della Fondazione Marini Marini, si dice affascinato dal paesaggio piceno e dalla sua varietà. «Vorrei trasformare l’area del Ballarin in un immobile che migliori la vita di questa comunità. Vorrei che fosse un generatore di attività e di cultura». Ora inizia il lavoro di analisi poi l’architetto, coadiuvato da un collega italiano che va per la maggiore (Alfonso Giancotti) formulerà le prime ipotesi progettuali per un’opera che avrà uso pubblico e che «non sarà un monumento» (Marini Marini dixit). Dieci milioni di euro la cifra che investirà la Fondazione, la quale conserverà la proprietà dell’area, mediante una donazione modale dal Comune. Luogo strategico, intersezione di direttrici costiere e direttrici mare-collina, impegno e sfida stimolante per un architetto, tutti però si chiedono quale sarà il sedimento della storia del Ballarin; in che modo preservare il valore storico, sociale e sportivo della “fossa dei leoni”? Tschumi ha capito quanto l’argomento sia sentito a San Benedetto, pone la questione dello stadio come «luogo di scambi» e annuncia: «Mi sto chiedendo se l’idea di stadio possa rimanere simbolicamente nel progetto che mi appresto a studiare». Interessato dalla posizione strategica dell’area, Tschumi si è detto entusiasta di studiare una ricollocazione architettonica di un contesto produttivo e allo stesso tempo “archeologico”. «L’architettura è composta di un concetto, di un contesto e di un contenuto, che vanno coniugati insieme». Sembra essere ben presente il rischio di poter tristemente riproporre il modello della “cattedrale nel deserto”. Un rischio che rappresenta anche una sfida stimolante. Per il sindaco Gaspari la “bonifica” dell’area Ballarin è una necessità molto sentita dalla popolazione. «Tschumi sta per incontrare le associazioni civiche e i rappresentanti del Consiglio comunale. Se faremo qualcosa di simile a un sondaggio per verificare il gradimento della popolazione? C’è un Consiglio comunale democraticamente eletto, l’ultima parola spetta a questa istituzione». http://www.sambenedettoggi.it/2008/07/14/58380/il-ballarin-secondo-tschumi-%C2%ABgeneratore-di-attivita-future%C2%BB/
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