MOG ARCHITETTI di Arch. Leonardo Michieletto è uno studio di architettura di Noale, Italia.
San Vito di Cadore - Italia

Kindergarden in San Vito di Cadore

Con arbau studio - Marta Baretti e Sara Carbonera architetti associati
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1 – INSERIMENTO PAESAGGISTICO

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Il sito nel quale si colloca l’intervento è caratterizzato dalla particolare orografia del suolo, un pendio disposto in senso nord-sud e rivolto verso il Boite, e dalle viste che si aprono nelle due direzioni principali: a sud verso il Monte Pelmo e a nord verso le Dolomiti, che fanno da sfondo all’abitato di San Vito. Queste caratteristiche geografiche hanno dettato le direttrici generali del progetto. A ciò si aggiungono le suggestioni derivanti dalle particolarità della tradizione costruttiva locale, caratterizzata dall’ampio uso del legno e dalla costruzione di volumi massicci ed articolati, e dall’architettura di Gellner, attivo a lungo in questi luoghi. L’edificio di progetto, diviso in tre volumi che rispecchiano le tre funzioni ospitate e le rendono riconoscibili anche dall’esterno, è rivolto in modo da avere gli affacci più lunghi a sud e a nord, secondo la tradizione locale e secondo le regole della bioarchitettura. Ciò comporta anche che l’edificio si “incastri” nel terreno, costruendo, assieme ai suoi spazi aperti di pertinenza, una successione di terrazzamenti, di gradoni, che ricalcano l’andamento orografico del suolo e lo sottolineano. Il volume è costruito su due piani, ma questi sono visibili solo sul fronte sud, mentre a nord emerge un unico livello. Dato che l’edificio si incastra nel terreno, per aumentare le prese di luce e d’aria è stata ricavata una corte interna nella parte basamentale. Questo modo di inserire l’edificio nel pendio naturale, assecondandone le curve di livello, fa sì che esso diventi parte integrante del paesaggio, che non ne emerga come un oggetto isolato, ma si integri nel disegno a grande scala della geografia naturale del luogo.

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2 –ARCHITETTURA

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L’edificio è pensato come costituito da tre parti distinte, ciascuna delle quali ospita una delle funzioni richieste: una parte basamentale, incastrata nel pendio naturale, ospita la scuola materna. Sopra a questo basamento poggiano i volumi dell’asilo nido e della scuola della musica. Quest’ultimo aggetta rispetto al basamento, mentre il primo risulta arretrato. La distinzione tra basamento e volumi superiori attutisce l’impatto della massa dell’edificio, ne riduce la scala e contribuisce ad integrarlo nel paesaggio. Le coperture dei volumi dell’asilo e della scuola di musica hanno un andamento articolato e tale da risultare tra loro coordinate, a formare un a paesaggio di falde che si confronta direttamente con lo skyline delle montagne sullo sfondo. Le pieghe del tetto tengono conto al contempo di fattori di esposizione (per avere falde opportunamente orientate per l’inserimento di pannelli fotovoltaici), dell’articolazione dello spazio interno e del disegno d’insieme. I materiali utilizzati per le facciate sono il cemento, lavorato in superficie a formare una texture (come i muri di Gellner a Corte di Cadore) e il legno, che riveste gran parte dell’edificio con diversi gradi di trasparenza, che vanno dall’opacità totale al distacco tra doghe a formare un effetto frangisole (come nei tabià) alla distanza che permette anche il passaggio delle persone come nel portico antistante la scuola materna. Materiali e forme della tradizione locale sono reinterpretati in chiave contemporanea: la forma articolata del tetto e dei volumi dell’asilo nido e della scuola di musica rielaborano le masse dei fienili, l’utilizzo del utilizzo del legno con diverse tessiture e trasparenze, finalizzate a favorire le diverse esposizioni riprende i rivestimenti variati dei tabià, la suddivisione in una parte di basamento “dura” e in una parte superiore più leggera in legno ricorda l’analoga struttura delle costruzioni tradizionali locali. I volumi sono pensati interamente rivestiti in legno a doghe, con una variazione di opacità in funzione dell’esposizione. In particolare le pareti rivolte a nord sono rivestite in maniera continua ed interrotte solo da bucature isolate, mente le pareti esposte a sud, nelle quali sono previste ampie vetrate, sono rivestite da pannelli frangisole, a doghe distanziate, parzialmente scorrevoli. Anche il portico del piano terra riprende questo disegno: i pilastri lignei sono disposti a passo variabile, secondo un disegno simile rispetto ai frangisole, ma a distanze maggiori che permettono il passaggio delle persone. L’effetto materico e austero dato dal rivestimento in legno si combina con un accorto uso del colore, che rende più vivace e ludico l’edificio. Il colore delle pareti delle aule traspare dalle vetrate e dal portico del piano terra; il colore della parte laterale delle doghe di rivestimento di portico e brise-soleil si intravvede di scorcio, il colore della pavimentazione di corti e terrazza interagisce con il rivestimento ligneo. Accanto ad accorgimenti legati alla rivisitazione delle tipologie costruttive locali vi è poi una serie di soluzioni legate alla funzione specifica degli spazi ed alla loro destinazione ad un’utenza infantile. Di qui l’importanza data all’uso del colore, alla configurazione degli spazi ed alla illuminazione naturale, tenendo particolarmente conto del fatto che la conformazione dello spazio è fondamentale nel processo formativo del bambino. Le pareti colorate all’interno degli spazi didattici si alternano alla finitura lignea lasciata a vista dei pannelli X.Lam di cui è costituita la struttura portante degli edifici.

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