Nel processo principale di progettazione, ci siamo posti il tema del rapporto tra mare e terra con la prima preoccupazione di evitare di progettare “masse” invasive che avrebbero bloccato la vista del mare. Quindi la scelta è stata quella di dividere i volumi in piccole unità disposte su due livelli per godere al massimo il panorama avvolgente e seducente della costa. Il risultato dell’attuale fase progettuale ci ha portati alla separazione delle parti residenziali da quelle propriamente di servizio e pubbliche. Le costruzioni sono separate esilmente da piccoli ponti che sovrastano un torrente. La particolare forma della struttura è stata dettata dalle pieghe del paesaggio “acquifero”. simulando la struttura palafitticola che a volte sostiene e a volte rifinisce ed è sostanzialmente il filo conduttore dell’immagine che abbiamo voluto dare al progetto. Questo tipo di approccio offre ai residenti temporanei e “viaggianti” ma anche e soprattutto ai locali, esperienze spaziali forti di presenze nuove estetiche che non urlano formalmente che intonano una varietà materica inusuale per il territorio circostante. La passeggiata in giro per il residence/albergo mostrerà viste differenti, dalle facciate in legno a piani mobili verticale, dogati in legno e piani/specchi orizzontali d’acqua, in una ritmica di spazi vuoti/pieni che ossigena lo stare nel luogo.. La struttura Wellness confina tra le residenze e la costa con una fuga sulla scogliera attraverso pontili immersi in acqua , nel tentativo di rintracciare una soluzione di continuità tra acqua e terra e viceversa . Il Residence cerca di colmare il divario di offerta che la zona in questione oggi offre e cioè strutture alberghiere totemiche che non si inseriscono nel sito in maniera plastica e armoniosa. Il tentativo e la sfida raccolta hanno prodotto una risposta di costruzione, affermando l’imprimatur/antropizzazione del cosiddetto “ambiente naturale”.