Architect / Landscape Designer

Attracted by the dynamics of interaction between landscape, architecture, art and society, I deal with strategic planning for sustainable development of the territories and integrated architectural and landscape design in coastal areas.

I collaborate with the Coastal Conservatory Agency of Sardinia in the development of projects for the enhancement of Mediterranean coastal landscape.

In 2006 I conceived and co-founded Linkinart, art and architecture for urban regeneration, and in 2008 I was one of the founders of Connected Landscapes, with which I won the Landscape Award of the Sardinian Region in 2011.

In 2012 I founded U-BOOT, a multidisciplinary group for research and action on landscapes with high levels of social and environmental vulnerability.

I have won several national and international prizes and mentions and I held lectures and conferences in Italy and abroad.

Since 2015 I am member of the board of directors of MEDSEA Mediterranean Sea and Coast Foundation, which aim is to contribute to a fair and sustainable future for the people living in the Mediterranean by promoting the conservation of marine and coastal ecosystems and cultural heritage.

Cagliari - Italia

Ampliamento Galleria d'arte con riqualificazione dell'area pertinente. Cagliari

Con Mario Casciu, GIAIME CABRAS, Margherita Fenati, IngTech s.r.l.
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Maria Pina Usai

0.0 OBIETTIVI DEL PROGETTO

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Maria Pina Usai

Il progetto per l’ampliamento della Galleria si inserisce in un più vasto programma attuato dal Comune di Cagliari per il recupero di alcuni dei principali beni storicoarchitettonici della città al fine di riutilizzarli come spazi dedicati alla cultura: il Ghetto degli ebrei, l’Ex Palazzo civico, l’Ex Teatro civico di Castello, la Passeggiata coperta, il Lazzaretto, l’ EXMA; l’obiettivo è quello di mettere in rete i diversi poli dedicati all’Arte e attivare un’offerta culturale in linea con le più attuali realtà artistiche nazionali e internazionali, nell’ambito di un insieme di luoghi della cultura in grado di dialogare con la città, di aprirsi ai suoi abitanti e di accogliere i suoi ospiti. Le nuove aree espositive della Galleria e i relativi servizi sono quindi stati pensati come un sistema continuo e organico di spazi attrezzati e ‘attrezzabili’, in grado di accogliere mostre ed eventi differenti, di aprirsi al vasto pubblico delle “grandi mostre”, di scambiare con altre realtà culturali il proprio patrimonio garantendo a opere di tipologia e dimensioni diverse di essere conservate ed esposte, e sono stati concepiti come spazi fortemente dedicati anche alle attività del quotidiano, capaci di adattarsi alla molteplicità delle attività divulgative e ricreative legate alla cultura e all’arte (eventi, laboratori, workshop etc.), e in cui poter trascorrere un’intera giornata a qualsiasi età e in qualunque periodo dell’anno. Dal punto di vista morfologico l’intervento entra a far parte di quella rete di manufatti paesaggistici e storico-architettonici in cui la Città riconosce la propria identità e attorno ai quali è cresciuta e si è sviluppata: il sistema degli Stagni, dei Colli, dei Bastioni e delle Torri, vere e proprie cerniere tra i diversi quartieri urbani. Le figure di Cagliari che hanno orientato lo sviluppo urbano, storico e più recente, hanno indirizzato le scelte progettuali. In particolare, l'assetto urbano dell' area di progetto e la separazione fra le quote di viale San Vincenzo e quella dei Giardini pongono il sito di progetto come punto di cerniera fra i due. Il costone roccioso e i punti di vista offerti dall'area sono stati utilizzati come elementi progettuali, così come la città ha fatto per lungo tempo tramite diverse architetture.

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Maria Pina Usai

0.1DESCRIZIONE DELL’INTERVENTO / 01.1. Distribuzione architettonica e attività L’ampliamento della Galleria si pone in continuità con l’edificio esistente: al piano terra (si prevede demolizione e ricostruzione del’ala nord-ovest che attualmente ospita la Sala sarda, gli uffici e la biblioteca) un collegamento diretto dall’edificio storico, (che, come da richiesta del bando, non viene alterato nè dal punto di vista architettonico nè per quanto riguarda la disposizione della collezione Ingrao) conduce al nuovo volume. Quest’ultimo ridisegna un accesso dalle aree esterne di pertinenza dell’edificio dell’Assessorato alla Cultura, in diretto collegamento con l’Assessorato stesso e con le vie d’accesso (ripristinate) da Viale San Vincenzo e dai Giardini Pubblici. Lo stesso accesso permette l’autonomia del nuovo volume dal quello della Galleria anche nei momenti in cui la Collezione Ingrao viene chiusa al pubblico. In questa prima porzione dell’ampliamento vengono ri-sistemati gli uffici per l’amministrazione museale con i relative servizi, accessibili dall’esterno dagli spazi adiacenti l’Assessorato e quindi dai parcheggi dedicati al personale, e direttamente collegati alla Sala Sarda e alla nuova Sala per le esposizioni temporanee che conducono poi alla Galleria esistente. In questo primo blocco trovano la loro collocazione anche gli spazi di deposito per le opere e i materiali per gli allestimenti, facilmente accessibili sia dall’esterno che dalle sale espositive: l’accesso carrabile da Viale San Vincenzo, adatto anche ai mezzi pesanti, consente agevolmente le operazioni di carico e scarico, mentre il grande montacarichi permette il trasporto del materiale anche ai piani superiori. Il passaggio dall’edificio esistente al nuovo edificio avviene tramite un nuovo piccolo foyer, che è anche punto informativo e spazio dedicato al merchandising. Subito dopo si accede alla nuova sala dedicata alla collezione Sarda. In continuità con l’edificio esistente, il materiale di rivestimento marmoreo del pavimento. L’esposizione della sala Sarda è ospitata interamente su questo livello. Segue la sala per esposizioni temporanee, direttamente collegata alla sala Sarda dalla quale può essere divisa attraverso l’utilizzo di pareti espositive mobili: la possibilità di avere una sala unica di grandi dimensioni (così come richiesto dal bando) consente di poter studiare di volta in volta gli allestimenti più idonei alle opera esposte e/o di utilizzare l’intera ampiezza del piano terra per le attività accessorie, sia divulgative che didattiche. La parte del magazzino direttamente adiacente alle prime sale è area visitabile/visibile, grazie alla parete divisoria completamente apribile. In questo modo sarà possibile esporre anche opere non incluse nell’allestimento. Dall’esterno il volume ha un profilo lineare , arretra rispetto al filo dell’edificio precedente in modo da dare maggior respiro agli spazi prospicienti l’edificio dell’Assessorato. La parte prospiciente l’edificio dell’Assessorato presenta una facciata in vetro U-Glass satinato, materiale utile alla diffusione della luce negli spazi interni, particolarmente indicata per la zona delle sculture, mentre l’illuminazione naturale sulla sala delle esposizioni temporanee è garantita dai lucernai; da queste prime due sale si accede al nocciolo distributivo che, oltre al vano scala e all’ascensore/montacarichi, ospita i servizi igienici, gli impianti e i vani accessori per tutta l’altezza dell’ampliamento. Sullo stesso prospetto, la scala parallela alla facciata conduce alla piazza: una terrazza ricavata sul tetto dell’edificio. La stessa area può essere raggiunta tramite la rampa retrostante con pendenza a norma di legge per l’accesso ai disabili. La pavimentazione esterna è in pietra calcarea a formare una superficie unica e a suggerire le direzioni di percorrenza dell’intera area. Al primo livello, vengono collocati caffetteria e biblioteca/bookshop (quest’ultima, riposizionata, mantiene la dotazione dimensionale attuale): affacciati direttamente sulla piazza (che, insieme ai giardini, è il plateau in grado di ospitare grandi opere open air) costituiscono gli spazi ‘pubblici’ pensati per un uso quotidiano in relazione agli eventi espositivi e alle attività accessorie, ma in grado di funzionare anche autonomamente rispetto al sistema ‘museo’ e di garantire, quindi, un’ apertura costante di questo nuovo spazio pubblico: alla caffetteria e alla biblioteca infatti è possibile accedere sia seguendo il percorso museale sia direttamente dalla piazza; il ‘nocciolo distributivo’ interno inoltre può essere, all’occorrenza, chiuso in entrata ai piani superiori consentendo di separare i due flussi di visita, quello museale/verticale dal Livello 1 all’ultimo piano dell’ampliamento e quello orizzontale/pubblico che collega piazza/caffetteria/biblioteca. Le sale ai Livelli superiori sono state pensate in modo da poterne consentire un utilizzo flessibile: le dimensioni e la conformazione degli spazi ospitano allestimenti ed esposizioni di diverso genere, e la doppia altezza tra piano 2 e piano 3 permette di poter ospitare anche opere di grandi dimensioni, oltre che di avere un collegamento diretto, anche visivo, tra i diversi piani. Le sale opportunamente suddivise e allestite tramite sistemi mobili, possono ospitare le attività accessorie: conferenze e lezioni, proiezioni, laboratori e workshop, attività didattico-ricreative, ma anche reading, concerti, performance. Le soluzioni progettuali scelte rispondono all’esigenza di poter prevedere ambienti multifunzionali per attività compatibili e attuabili secondo un criterio di rotazione: questo consente di garantire e conservare nel tempo una elevata sostenibilità sociale ed economica dell’intervento: molte delle attività potranno essere svolte anche durante gli orari di chiusura del museo o in periodi in cui non siano previste esposizioni; le attività didattiche potranno essere gestite in collaborazione con le le scuole e le Associazioni, potranno essere previsti corsi di aggiornamento e formazione rivolti alle amministrazioni pubbliche e agli operatori del settore oltre che laboratori e workshop di approfondimento per le accademie e le associazioni culturali; tutto ciò garantirà una continuità di utilizzo anche grazie alla possibilità di calibrare l’uso dei diversi spazi e controllarne gli accessi in base alle attività. La Piazza, concepita come un grande piano, entra a far parte del sistema degli spazi pubblici della Città e del sistema Museale: direttamente collegata ai Giardini e accessibile da Viale San Vincenzo, può essere utilizzata come spazio espositivo per opere di grandi dimensioni insieme ai Giardini stessi, e, nello stesso tempo, come espansione all’aperto di caffetteria e biblioteca, oltre che parterre per concerti, eventi, attività ludico-ricreative; unico vezzo formale su questo enorme salotto a cielo aperto un omaggio alla panca disegnata da Ubaldo Badas, nel 1928, durante gli interventi di restauro che trasformarono l’antico edificio (che da Polveriera era già divenuto Caserma alla fine dell’800) nell’attuale Galleria d’Arte Comunale. La piazza, che funge anche da vera e propria terrazza è un pavé in sanpietrino di basalto di diverse cromie. Il suo utilizzo, sia legato alle attività dell’edificio, sia per eventi o fruizione diversa, gode di una buona esposizione e ombreggiatura data dalla roccia antistante e dal volume dell’edificio. Da qui la scelta di non predisporre ulteriore sistema di ombreggiatura, lasciando la piazza libera per attività diverse ed eventuali esposizioni e installazioni studiate ad hoc. Particolare attenzione è stata posta nello studio dell’inserimento paesaggistico dell’intervento in relazione col sistema dei costoni rocciosi degradanti dalla rocca di Castello: la valorizzazione del sistema di spazi aperti limitrofi alla Galleria, quali elementi qualificanti del sistema espositivo, prende in considerazione la futura apertura delle grotte, assumendola quale parte integrante del progetto sia per quanto riguarda il sistema degli accessi che di quello museale. In particolare, il rapporto dell’edificio con la roccia e con le apertura delle grotte è studiato sia nel prospetto (l’unica apertura ampia sul lato roccia dell’edificio è la finestratura della biblioteca), sia nello spazio intermedio fra i due costoni (quello della roccia e del volume). Qui la facciata è in basalto.

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01.1. Volumi e altezze Piano Quadro per il Centro Storico di Cagliari colloca l'area di progetto in zona G1 "zone per servizi generali", di cui all'art. 29 : Le altezze massime delle nuove costruzioni non possono superare quelle degli edifici 116circostanti di carattere storico-ambientale mentre le distanze tra gli edifici, ove non sia possibile costruire sul confine, non possono essere inferiori a quelle intercorrenti tra gli edifici preesistenti, computate senza tener conto di costruzioni aggiuntive di epoca recente." La vicinanza a un edificio di valore storico quale quello dell'ex-polveriera, induce a un particolare rispetto del contesto, anche per quanto riguarda le altezze. Nonostante le indicazioni normative il progetto propone un'altezza totale del volume emergente di 13 m, equivalenti a un livello oltre l'edificio dell'Assessorato e due rispetto a quello dell'attuale Galleria. La scelta è di carattere progettuale e funzionale. Per quanto riguarda il primo aspetto, si considera sì la relazione con gli edifici preesistenti, ma anche la presenza del costone roccioso sul lato Sud-Ovest. L'altezza del costone non viene superata, viene anzi, utilizzata come quinta per il nuovo volume dell'edificio. Lo scopo non è quello di dare un aspetto iconico all'edificio, ma piuttosto fornire punti di vista e scorci diversi. La relazione di basa su semplici rapporti che le figure urbane di Cagliari presentano nel tessuto della città (rapporto con i costoni rocciosi, terrazzamenti, struttura urbana conformata sui colli…). L'altezza prevista e la volumetria è stata studiata in modo da permette permeabilità, ventilazione e illuminazione anche all'edificio dell'Assessorato, situato già ora a una distanza minima dal fabbricato della retrostante della galleria. Dal punto di vista funzionale l'altezza del volume permette una distribuzione degli spazi consona al programma predisposto, oltre che una duttilità nelle attività e nella possibilità di far funzionare l'edificio per parti. Considerando l'aspetto non speculativo dell'intervento, la proprietà pubblica dell'edificio, si considera la possibilità di andare in deroga alla normativa vigente. I volumi dell'edificio di progetto sono così suddivisi: Il progetto utilizza altezze differenti per diversi spazi, mai sotto i 3.5 (ecluso per i locali di servizio). Nell'ottica di poter ospitare eventi, mostre, istallazioni di diversa natura, e in linea con gli spazi museali contemporanei più funzionali e meglio utilizzati, si preferisce costruire minor superficie di calpestio, ma dotare l'edificio di altezze consone all'allestimento di mostre di diversa natura. E’ stata realizzata una nuova volumetria pari a 5000 mc oltre ai 1960 mc demoliti e ricostruiti corrispondenti all’attuale volume dell’edificio non vincolato (da bando). Al collocati caffetteria e biblioteca/bookshop (quest’ultima, riposizionata, mantiene la dotazione dimensionale attuale): affacciati direttamente sulla grande piazza.

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01.2. Accessi e viabilità Tutti gli accessi all’area sono stati mantenuti e, laddove necessario, implementati: l’accesso di servizio carrabile da viale San Vincenzo, sia per i mezzi pesanti che per moto e automobili, è dedicato all’uso sia della Galleria sia del fabbricato uffici dell’Assessorato alla Cultura; nella stessa area sono stati riposizionati i dieci posti auto richiesti di cui due dedicati a disabili; sono state riorganizzate tutte le rampe di connessione destinate a persone con ridotta capacità motoria, sia per gli accessi tra la quota strada e la quota di accesso dell’Assessorato, sia da quest’ultima alla quota della nuova piazza; In questo modo sono state rispettate le prescrizioni e le norme di legge sull’abbattimento delle barriere architettoniche, ed è stata garantita la totale accessibilità della struttura e delle aree di pertinenza a persone con ridotte capacità motorie e/o fisiche.

02.STRUTTURE E’ stato eseguito un predimensionamento delle opere, svolto nel rispetto della normativa vigente: * D.M 14.01.2008 - Nuove Norme tecniche per le costruzioni; * Circ. Ministero Infrastrutture e Trasporti 2 febbraio 2009, n. 617 Istruzioni per l’applicazione delle “Nuove norme tecniche per le costruzioni” di cui al D.M. 14 gennaio 2008; Le norme NTC 2008 precisano che la sicurezza e le prestazioni di una struttura o di una parte di essa devono essere valutate in relazione all’insieme degli stati limite che verosimilmente si possono verificare in funzione dell’utilizzo della struttura, della sua vita nominale e di quanto stabilito dalle norme di cui al D.M. 14.01.2008 e s.m. ed i. La sicurezza e le prestazioni sono garantite verificando gli opportuni stati limite ultimi o di esercizio per la combinazione dell’azione sismica con le altre azioni (Cfr. § 2.5.3 form. 3.2.16 delle NTC 2008). Per la determinazione dell’entità e della distribuzione spaziale e temporale dei sovraccarichi variabili si è fatto riferimento alla Tab. 3.1.II. del D.M. 14.01.2008 in funzione della destinazione d’uso. Nel nostro caso si ricade nella Cat. C3: ambienti suscettibili di affollamento, privi di ostacoli per il libero movimento delle persone nella piazza e Cat. E1 in corrispondenza dei solai destinati a biblioteca e archivio. Per una maggiore economicità e flessibilità architettonica dei solai, si è scelta la soluzione strutturale a piastra a fungo con portata bidirezionale, in calcestruzzo armato alleggerito mediante casseri in polipropilene riciclato di forma tronco-piramidale, con incavo semicilindrico a croce posto in sommità per ospitare barre d’armatura o impianti da integrare nel getto. Tale tipologia di solaio presenta un graticcio di travetti ortogonali nello spessore del solaio che trasferisce tutti gli sforzi direttamente sui pilastri, attorno ai quali sarà sufficiente lasciare una zona piena di dimensioni variabili, in funzione degli sforzi di taglio presenti. Lo spessore totale del solaio è di 30 cm; l’intradosso e l’estradosso sono armati a piastra con maglia bidirezionale di tondini in acciaio da C.A. tipo B450C di diametro e passo adeguati alle sollecitazioni di progetto. Il calcestruzzo è di classe di resistenza minima C28/35, classe di consistenza S4/S5, classe di durabilità XC2/XC3 e diametro degli aggregati tale da evitare fenomeni di “segregazione”. I consistenti vantaggi economici, pratici e di esecuzione che tale soluzione ha consentito di realizzare sull’intera struttura sono principalmente i seguenti: * assenza di nervature ribassate che comporterebbero difficoltà costruttive e difficoltà di installazione degli impianti, con conseguente risparmio di casseforme; * risparmio di ferro su solai, pilastri e fondazioni sino a un totale del 15%; * risparmio di cls non solo sui solai ma anche su colonne e fondazioni sino al 40%; vantaggi antisismici connessi al minor peso dell’edificio; * uso di pilastri circolari e fondazioni nastriformi più snelli; * minori costi di sbancamento per le fondazioni; * disposizione, anche irregolare, dei pilastri a beneficio della libertà architettonica dell’opera; * assenza di elementi fragili in laterizio che potrebbero lesionarsi in fase sismica rovinando sugli occupanti o di elementi di alleggerimento in EPS che potrebbero sbriciolarsi ai bordi; * semplicità di realizzazione con conseguente ridotta possibilità di errore umano e di incidenti sul lavoro. Tale soluzione strutturale ha permesso quindi di soddisfare l’esigenza del progetto architettonico di avere solette di grande luce sino a 7-8 m mediante solai di soli 30 cm di spessore, in grado di sopportare i grandi carichi della piazza sovrastante. Ciò ha permesso anche di ricavare più piani a parità di volume edificabile consentito. Inoltre, riducendo il numero di campate, ha consentito una maggiore irregolarità nella distribuzione delle maglie e dei pilastri, rispondendo all’esigenza architettonica e funzionale di ampi spazi e di modularità della sala espositiva principale al piano terra e delle sale ai piani alti del blocco funzionale quadrato. Inoltre, grazie alla minor massa del solaio, all’elevata rigidezza delle solette inferiore e superiore, vengono sensibilmente ridotte anche le sollecitazioni orizzontali su pilastri e pareti, garantendo un migliore comportamento sismico rispetto ai solai tradizionali. Ciò garantisce anche un maggior abbattimento della trasmittanza acustica essendo gli alleggerimenti provvisti di un certificato di comportamento acustico rilasciato da Ente accreditato. Il solaio a piastra garantisce inoltre una notevole resistenza al fuoco certificata REI 180 con copriferro di soli 3,5 cm, il che ha permesso di ridurre notevolmente I costi per la compartimentazione degli spazi, in particolare del caveau. I casseri in polipropilene riciclato non rilasciano inoltre sostanze inquinanti, sono muniti di Certificato di Conformità Ambientale e prodotti da aziende dotate di Sistema di Gestione Integrato (ISO 9001, ISO 14001, OHSAS 18001, SA 8000). L’uso di tali casseri, infine, grazie alle intrinseche caratteristiche di impilabilità, modularità, leggerezza e maneggevolezza, permette di realizzare le strutture orizzontali senza l’ausilio di mezzi di movimentazione e sollevamento. I casseri di alleggerimento sono pedonabili in sicurezza e certificati a resistenza caratteristica di 150 kg nel punto più debole. Essi sopportano, durante e dopo il getto, deformazioni dovute non solo al peso del calcestruzzo ma anche all’effetto dinamico connesso con le operazioni di lavorazione: sono cioè in grado di “supportare a secco” il carico del cls fresco, le spinte provocate in fase di costipamento e vibrazione del getto, il peso delle persone, delle armature e delle attrezzature garantendo condizioni di sicurezza, assenza di deformazioni e tenuta stagna. In corrispondenza della pensilina sulla facciata vetrata è previsto uno schema strutturale a solai post-tesi, dotati di altissima duttilità strutturale, in calcestruzzo armato precompresso con post-tensione, i quali uniscono la rigidezza nel piano del sistema solaio a piastra in cemento armato con la leggerezza dei sistemi precompressi. Tali solai saranno realizzati mediante cavi trasversali in fasci di massimo 4 trefoli in acciaio armonico ancorati ad opportune chiavi di taglio in testata ed ai setti in c.a. e da cavi distribuiti longitudinali anch’essi in acciaio armonico. E’ inoltre disposta una rete d’armatura lenta bidirezionale di tondini in acciaio ordinario da C.A. tipo B450C di diametro e passo adeguati alle sollecitazioni di progetto (incidenza circa 10Kg/mq).

0.3. SOSTENIBILITÀ E IMPATTO AMBIENTALE I nuovi interventi architettonici sono stati pensati nel rispetto delle valenze paesaggistiche dell’intorno, della sostenibilità e del controllo dell’impatto ambientale. Si è pensato ad un edificio nell'ottica del risparmio energetico cercando di sfruttare il più possibile le risorse naturali. Le strategie sostenibili adottate all'interno del progetto dell'ampliamento della galleria comunale sono state scelte tenendo conto dei dati climatici storici riguardanti la città di Cagliari e dell'uso che si farà dell'edifico. Si prevede che il museo rimarrà aperto tutto l'anno. Conterrà opere d'arte che per la loro conservazione e il loro mantenimento dovranno stare a temperature comprese tra i 20-25 °C e ad un umidità dell'aria del 55%. L'affollamento previsto da normativa è di circa 30 persone ogni 100mq di area espositiva. Le coordinate geografiche dell'area in cui è inserita la galleria sono 39°13'24"96 N e 09°7'5"16 e si trova a circa 80 metri sul livello del mare in zona climatica C. La città di Cagliari gode di un clima mite, le temperature variano da un massimo estivo di 30.8 °C ad Agosto ad una minima invernale di 5.5 °C a Gennaio. La temperature massima media si attesta sui 25.2 °C, quella minima media si aggira intorno ai 9.9 °C. Se prendessimo come mesi “freddi” quelli in cui la temperatura media mensile scende sotto i 12 gradi scopriremo che solo 4 mesi su 12 possono essere considerati tali. Per questo motivo i carichi termici nei mesi estivi sono molto più elevati, abbiamo bisogno cioè di molta più energia per raffrescare l'edificio che per riscaldarlo. Tutte le nostre scelte progettuali sono state dettate dall'esigenza di risparmiare nei mesi caldi e di sfruttare invece nei mesi freddi la radiazione solare incidente. Per fare ciò in fase progettuale abbiamo studiato il soleggiamento dell'area nel corso dell'anno, abbiamo scelto come immagini rappresentative le situazioni più sfavorevoli, rappresentate dai due equinozi e i dai due solstizi. L'irraggiamento sulla piazza è maggiore in primavera e in estate, si creano però zone molto ombreggiate lungo il crinale roccioso e lungo il perimetro dell'edificio, in prossimità del bar e della biblioteca, in modo da permettere un'estensione all'aperto di queste attività. In autunno e in inverno le pareti orientate a sud-est e a sud-ovest ricevono la radiazione solare diretta, in maniera da poter recuperare il calore passivamente.

Parete ventilata L'edificio è chiuso verso l'esterno da una doppia pelle, la prima verso l'interno realizzata da un triplo vetro opaco la seconda verso l'esterno realizzata in conci di pietra a formare una parete ventilata. Nell’intercapedine creata si forma un flusso d’aria ascendente dovuto alla differenza di temperatura tra l’ambiente esterno e quello interno all’intercapedine. Questo fenomeno d’estate impedisce il surriscaldamento della parete.

Fotovoltaico In copertura è stato posizionato un impianto fotovoltaico composto da pannelli in silicio monocristallino. E' stata scelta la giacitura piana per una miglior integrazione e per evitare l'ombreggiamento reciproco degli elementi ottimizzando la superficie a leggero discapito del rendimento (l'impianto perde circa l' 8% ma guadagna circa il 40 % di superficie utilizzabile). Anche sulla copertura dell'assessorato si è scelto di posizionare fotovoltaico per una migliore sinergia energetica tra gli edifici. La potenza dell'impianto è di 54kWp e garantisce una produzione annua di 66053.52 kWh.

Pannelli radianti Per il riscaldamento si è pensato ad un impianto radiante a pavimento, questa soluzione è stata scelta in funzione dell'utilizzo dell'edificio. Il sistema garantisce un comfort termico ottimale, il riscaldamento avviene in maniera omogenea dal pavimento verso l'alto garantendo la stessa temperatura in tutto l'ambiente senza sbalzi di temperatura. Con questo rinnovato sistema di riscaldamento, gli ambienti vengono riscaldati soltanto dove il calore effettivamente serve: sul pavimento, per riscaldare i visitatori ad altezza d’uomo, mentre il soffitto rimane praticamente freddo con un considerevole risparmio di energia termica, superiore al 50%. inoltre il risparmio energetico è dato dalle basse temperature di lavoro dell'impianto, il fluido viene portato a 35 °C per avere una temperatura in ambiente di 20 °C. Lo stesso impianto con un fluido freddo e assistito da un sistema di deumidificazione funziona anche in estate per il raffrescamento degli ambienti garantendo una temperatura stagionale costante sia in estate che in inverno così da creare all'interno dell'edificio un microclima ideale per un' ottimale conservazione delle opere. I pannelli a pavimento ci permettono di poter realizzare allestimenti sempre diversi, creare partizioni e e chiudere completamente alcune aree, che resterebbero comunque riscaldate e raffrescate. Questo sistema ci permette inoltre di avere un impianto silenziosissimo che si sposa bene con l'attività museale.

Raccolta acque piovane Tra i vari consumi della Galleria c'è anche quello dell'acqua di irrigazione dei giardini. Si è pensato di raccogliere l'acqua piovana che cade sulla piazza in una cisterna e riutilizzarla per l'irrigazione dei giardini e per gli scarichi dei wc.

Sfruttamento dell'illuminazione naturale Si è cercato di sfruttare il più possibile la luce naturale per l'illuminazione degli ambienti. La diffusione della luce avviene nella sala sarda e nella grande sala espositiva poste al livello 0 attraverso una parete realizzata in u-glass e da lucernai posti sulla piazza, entrambi realizzati con vetri in grado di diffondere la luce. A livello 1 del bar l'illuminazione naturale avviene attraverso vetrate poste lungo la facciata, nella biblioteca la radiazione batte sulla superficie rocciosa e viene riflessa all'interno dell'ambiente. A livello 2 e al livello 3 la luce viene diffusa dal vetro opaco della doppia pelle dell'ampliamento, inoltre in copertura dei lucernai ci assicurano l'illuminazione zenitale che grazie alla doppia altezza del secondo livello ci permette di illuminare interamente gli ambienti. Per questioni di illuminotecnica all'interno delle sale si è scelto di utilizzare un sistema di controsoffitto teso in materiale translucido (barrisol). Questo ci permette di integrare l'illuminazione naturale e quella artificiale in modo ottimale e garantire un eguale illuminazione durante l'arco della giornata.

04.FASI DI CANTIERE Il method-statement, ossia il cronoprogramma delle fasi di realizzazione dell’ampliamento della galleria, è stato progettato in modo che le attività di scavo, demolizione ed esecuzione del nuovo apparato strutturale possano essere svolte senza interferire o bloccare il normale funzionamento della galleria d’arte, in particolare per quanto concerne le attività da svolgersi all’interno della sala sarda. Il progetto di ampliamento, come detto, prevede la demolizione dell’attuale blocco destinato a sala sarda e biblioteca e la realizzazione di una grande sala sulla quale sorgerà una piazza ed un ulteriore volume multipiano per funzioni museali e servizi. * Fase 1: Sarà buona regola che la realizzazione delle nuove opere avvenga per fasi e ciascuna fase per conci adiacenti, seguendo la maglia dei solai, e dovrà iniziare da quelli compresi tra il muro perimetrale di contenimento adiacente il costone roccioso e la prima orditura di pilastri. La maglia dei pilastri è stata infatti progettata per rispondere al contempo ad esigenze architettoniche, strutturali e realizzative. Essa, infatti, così come la soluzione tecnica della soletta a fungo, permette un avanzamento del cantiere per strisce orizzontali. * Fase 2a: Una volta realizzata la porzione di fabbricato che dal muro di contenimento si sviluppa sino alla seconda maglia di pilastri (l’area destinata a cavou) si passerà alla seconda fase in cui il Cantiere si sposterà in corrispondenza del blocco multipiano, il quale dovrà essere realizzato in verticale per tutta l’altezza in modo da permettere la circolazione dei mezzi d’opera nell’area d’ingresso. * Fase 2b: Nel contempo, il blocco già realizzato nella Fase 1 (l’area che sarà adibita a cavou ed allestimenti temporanei) potrà essere completato e verranno trasferiti provvisoriamente al suo interno gli allestimenti per la sala sarda e la biblioteca. In questo modo, come richiesto dall’Amministrazione, sarà sempre garantito il funzionamento della galleria e potranno al contempo iniziare le attività di demolizione del corpo esistente, previa messa in sicurezza dell’area adiacente. * Fase 3: Concluse le attività di demolizione si riprenderà con la realizzazione delle strutture portanti e della copertura proseguendo sempre per conci adiacenti e per strisce orizzontali. Questo in modo da garantire sempre la viabilità dei mezzi d’opera all’interno del cantiere ed il posizionamento più agevole dell’autopompa e delle betoniere in fase di getto. Potranno essere posizionati dei tavoli per la prefabbricazione contemporanea di più solette inferiori tralicciate che verranno poi posate direttamente sulle casseforme mediante una autogrù. Una volta posizionati manualmente i casseri d’alleggerimento e le armature superiori, potrà essere fatto il getto di completamento. L’area d’accesso, dimensionata per il transito e la manovra dei mezzi di trasporto per lo scarico delle opere d’arte, garantirà sempre la movimentazione dei mezzi meccanici anche in fase di realizzazione.