Architect / Landscape Designer

Attracted by the dynamics of interaction between landscape, architecture, art and society, I deal with strategic planning for sustainable development of the territories and integrated architectural and landscape design in coastal areas.

I collaborate with the Coastal Conservatory Agency of Sardinia in the development of projects for the enhancement of Mediterranean coastal landscape.

In 2006 I conceived and co-founded Linkinart, art and architecture for urban regeneration, and in 2008 I was one of the founders of Connected Landscapes, with which I won the Landscape Award of the Sardinian Region in 2011.

In 2012 I founded U-BOOT, a multidisciplinary group for research and action on landscapes with high levels of social and environmental vulnerability.

I have won several national and international prizes and mentions and I held lectures and conferences in Italy and abroad.

Since 2015 I am member of the board of directors of MEDSEA Mediterranean Sea and Coast Foundation, which aim is to contribute to a fair and sustainable future for the people living in the Mediterranean by promoting the conservation of marine and coastal ecosystems and cultural heritage.

nuoro - Italia

BISU

Con Mario Casciu, Margherita Fenati, Daniele Iodice

Valorizzazione del parco urbano in regione Tanca Manna. Nuoro

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Mario Casciu

Il progetto per la riqualificazione del Parco Tanca Manna a Nuoro nasce da un’attenta e approfondita analisi del contesto urbano e paesaggistico, preso in esame nella sua accezione più ampia e completa, che implica la valutazione degli elementi morfologici, architettonici, storici, sociali, turistici e, quindi, economico-produttivi. Lo sguardo analitico non si è fermato solo all’indagine della città, ma si è allargato ad osservare l’area vasta del territorio di cui Nuoro (e di conseguenza il Parco stesso) fa parte, fungendo da perno per il sistema ampio. Ad una prima ‘immersione’ nel sito di progetto infatti ciò che ci ha colpiti è stata la fortissima ‘capacità del parco’ di trasmettere la sensazione di trovarsi di fronte alla possibilità di vivere un’esperienza naturalistica ‘appena usciti di casa’, capacità che lo inserisce immediatamente in una dinamica di connessione tra Città e Territorio.

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Mario Casciu

La presenza del Nuraghe ‘Tanca Manna’ potenzia questa sensazione, rendendo la ‘connessione’ necessaria oltre che possibile: allargando lo sguardo infatti ci si accorge che la presenza archeologica fa parte di una rete fittissima di nodi dislocati in tutto il territorio provinciale (nuraghi, menhir, domus de janas, tombe dei giganti). La seconda considerazione è legata all’attenta osservazione di presenza e affluenza all’interno del parco, differenti secondo i giorni della settimana e delle ore della giornata e legate alle attività distribuite in città alla scala dei quartieri e intorno a quello che, del parco, costituisce il perimetro: scuole, impianti sportivi, edifici di civile abitazione.
Così, se di mattina la parte più a valle si popola dei ragazzi delle scuole, già nel primo pomeriggio i vecchietti del quartiere si riuniscono per fare qualche partitina a carte e scambiare quattro chiacchiere, seduti sulle sedie portate da casa vicino a una fonte o riparati all’interno di quello che rimane della piccola struttura esistente.

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Mario Casciu

A metà pomeriggio è la volta dei ragazzi più grandi, di alcune mamme che accompagnano i propri bambini a giocare, di qualche sportivo che corre, e, infine, di alcuni abitanti del vicinato che portano a passeggio i propri cani. L’immagine che la natura del luogo e il modo in cui essa viene vissuta ci restituiscono, è quella di un’ ‘oasi boschiva’ che, dall’interno della città, porta istintivamente verso la campagna, immagine forse in parte condizionata dai racconti di chi quel luogo lo ha vissuto fin da bambino, e che, nostalgicamente, spera di poterlo rivivere così anche in età avanzata. La prima istanza analitica si traduce quindi nel primo gesto progettuale: l’individuazione delle attività attorno al parco si tramutano fisicamente in accessi ricalcando quelli esistenti, talvolta sottolineandoli appena, talvolta potenziandoli attraverso nuove forme.
I nuovi ‘accessi funzionali’ altro non sono che i punti di connessione tra l’interno del parco e il contesto urbano, nodi intermedi da cui si dipartono percorsi differenziati, le cui funzioni sono evidenziate di volta in volta da forme e materiali diversi, progettati e scelti in base all’idoneità di utilizzo e in grado di restituirne in modo immediato una chiara lettura. Gli accessi a valle, immediatamente adiacenti al Campo Scuola, saranno i punti di avvio di un nuovo percorso ginnico realizzato in terra battuta, che condurrà a un’area dedicata all’arrampicata, a sua volta realizzata su una parete rocciosa esistente precedentemente messa in sicurezza; Questo primo percorso incontrerà, intersecandolo, i percorsi dedicati alle ‘passeggiate nel parco’ realizzati in legno, che a loro volta condurranno a piccole aree di sosta: piattaforme a terra che sottolineano l’apertura improvvisa della visuale tra gli alberi, piccole ‘stanze aperte’, o micro ‘case sull’albero’. Il terzo ordine di percorsi è quello dedicato alla fruizione dell’area nuragica, forse la più vulnerabile: l’espansione del cantiere di scavi infatti non può essere ‘congelata’ in una situazione definita, la sua evoluzione dipenderà dall’entità, dalla vastità e dalla localizzazione dei ritrovamenti.
La soluzione scelta quindi doveva essere estremamente flessibile, in modo da consentire la fruizione del Nuraghe senza impedire l’avanzamento dei lavori ma, piuttosto, e proprio grazie una continua osservazione, consentire un approfondimento della tematica legata alla storia archeologica del sito. Le passerelle scelte sono quindi leggere, modulari, amovibili e rimontabili secondo conformazioni sempre differenti, corredate da parapetti sui quali è stato previsto l’inserimento di pannelli informativi.

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Mario Casciu

Generalità

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Mario Casciu

Testa dell’intero progetto è la piazza posta alla quota più alta del dislivello, in una posizione privilegiata sia per la percezione che da questo punto si ha dell’intero parco e poi oltre, della città e del territorio circostante, sia perché alle sue spalle trova spazio l’area dedicata al parcheggio, che, insieme al parcheggio esistente in posizione opposta, nelle adiacenze del campo scuola, consente il facile raggiungimento dell’area di progetto anche a chi non abita nelle dirette vicinanze, sia con mezzi privati sia con i mezzi pubblici. L’area dei parcheggi è riparata da pioggia e sole da una copertura leggera fotovoltaica: questo ci da la possibilità di fornire l’energia elettrica necessaria sia ai servizi che all’illuminazione dell’intero parco.

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Mario Casciu

Sulla piazza si attestano i due edifici dedicati ai servizi, collegati da una scalinata attraverso la quale è possibile scendere il salto di quota per ritrovarsi all’interno del parco.
La disposizione dei due elementi architettonici rispetta e pone l’accento sulle preesistenze: il primo, alla quota della piazza, costituisce una sorta di cono ottico che si rivolge verso il nuraghe, ospitando al suo interno la caffetteria e la terrazza coperta, il cui sbalzo sul parco consente di ricavare, al di sotto, uno spazio riparato, collegato alla quota della piazza da un ascensore che permette quindi l’abbattimento delle barriere architettoniche; il secondo, la cui copertura è continuazione della piazza stessa, si rivolge verso l’interno del parco, è organizzato in parti distinte ma in continuità tra loro (area multimediale, biblioteca, area lezioni e conferenze), dotate di ampie vetrate apribili e quindi facilmente adattabili a utilizzi diversi.

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Mario Casciu

La piazza si inserisce così nella rete degli spazi pubblici cittadini, (Piazza Sebastiano Satta, Piazza de Bernardi, le piccole piazzette nei dintorni del Corso, i Giardini) mentre i due elementi architettonici entrano a far parte della rete dedicata all’istruzione e alla cultura. Lungo l’asse di separazione tra l’area del parco e l’area di proprietà privata in cui si potrebbe prevedere l’espansione di alcune funzioni dedicate al pubblico, abbiamo dislocato i piccoli orti urbani, con la ferma convinzione che possano fungere da catalizzatori per la socializzazione e avere allo stesso tempo valenza educativa. Tema non secondario nella concezione del progetto è quello dell’acqua: il ricordo delle fonti è rimasto caro alla memoria degli abitanti, e questo ci ha portati a sottolineare la presenza di una di queste, ancora utilizzata, proprio attraverso la scelta architettonica di costruire i piccoli edifici dedicati ai servizi attorno al punto in cui si trova, rendendola così parte integrante e significativa del progetto. L’intero perimetro del parco, confine permeabile tra città e spazio verde, rappresenta l’elemento lineare che tiene insieme i ‘punti di contatto’ tra parco – città – territorio, ed è realizzato fisicamente sotto forma di passerella in legno, talvolta tangente al confine stesso, talvolta debordante verso l’interno a costituire piccole terrazze a sbalzo. Il progetto per la riqualificazione del parco Tanca Manna vuole suggerire un modo di viverlo a differenti livelli, sia dal punto di vista della percezione e della fruizione fisica, sia dal punto di vista dell’organizzazione delle attività, livelli che, sovrapponendosi, incontrandosi e intersecandosi, restituiscono l’immagine vivida di un vero parco urbano.
Tanca Manna si configura così sia come nuovo spazio pubblico dedicato alla vita all’aria aperta e alla socializzazione, sia come ampio spazio in cui natura, cultura, attività e educazione possono convivere sinergicamente e anzi, proprio in virtù della compresenza di funzioni differenti, potenziarsi vicendevolmente.

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Mario Casciu

Questa strategia progettuale, dalla fase di analisi a quella propositiva, è applicabile per estensione a tutte quelle aree urbane e periurbane accomunate dalle stesse caratteristiche, vale a dire ‘verde urbano’ circondato da servizi cittadini, e che, proprio per questa doppia valenza di area naturale e area attrezzata, fungono da nodi di collegamento e ri-unione tra città e territorio.

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Mario Casciu

Prefattibilità ambientale Il progetto proposto per la riqualificazione del Parco Tanca Manna si inserisce e si allinea alle indicazioni e alle prescrizioni indicate dai vigenti strumenti paesaggistici e urbanistici, e tiene conto egli elementi individuati dalla VAS elaborata contestualmente al Piano Urbanistico Comunale. La riflessione che ha preceduto la fase progettuale si è basata su un’attenta analisi delle abitudini degli abitanti di Nuoro, di chi frequenta il parco, di chi lo ha frequentato in passato e di chi non lo frequenta affatto, e delle motivazioni che portano a differenziare i comportamenti rispetto a questo spazio, anche in relazione alle presenze turistiche e all’affluenza in città in particolari periodi dell’anno e in concomitanza a eventi di rilievo (Sagra del Redentore, Cortes Apertas etc)

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Mario Casciu

L’analisi è stata portata avanti attraverso l’approfondimento della storia del luogo, l’osservazione diretta e la raccolta di testimonianze orali effettuata durante diversi sopralluoghi. Mettendo a sistema i dati oggettivi dedotti dagli strumenti di pianificazione e l’analisi sensibile si inquadra in modo molto preciso la situazione attuale del Parco, in termini paesaggistici e sociali e alle diverse scale: di quartiere, urbana e territoriale. La soluzione proposta quindi sceglie di realizzare interventi minimi sull’intero parco, e lavora su elementi architettonici e di ripristino ambientale che possano consentire nuovamente una fruizione agevole delle diverse aree senza intaccarne la natura ambientale. Gli interventi di ripristino degli accessi completeranno le opere esistenti, ripristinandole là dove necessario attraverso adeguati interventi di recupero;
percorsi, passerelle, aree di sosta saranno realizzate attraverso l’utilizzo di materiali naturali che consentano di conservare la permeabilità dei suoli, e questo avverrà anche nel caso della nuova piazza, unico intervento consistente dell’intero progetto, appositamente localizzato in un ampio spazio pianeggiante e privo di vegetazione che, attualmente, pur rappresentando l’ingresso principale all’area di Tanca Manna, risulta configurarsi come una sorta di vuoto urbano privo di funzioni e identità.

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Mario Casciu

L’intero intervento è stato quindi concepito non solo in modo da non avere alcun impatto sull’ambiente, ma, al contrario, in modo tale da ripristinarlo laddove appare, seppur non gravemente, compromesso, e metterlo in sicurezza ai fini di consentirne nuovamente un utilizzo (come nel caso della parete rocciosa). Dal punto di vista botanico, oltre alla rimozione delle erbe infestanti, il progetto prevede il graduale abbattimento della maggior parte dei Pini presenti, in quanto specie non endemica, impiantata in tempi relativamente recenti a sostituire l’originaria presenza delle querce, la cui ri-piantumazione affiancherà la rimozione dei pini.
Questo intervento ha una doppia valenza: da un lato risana fisicamente l’’ambiente parco’, trasformandolo in un area verde a bassa manutenzione in grado di ripristinare un sottobosco attualmente assente, soffocato dai letti di aghi di pino;
dall’altra restituisce al parco quella identità ancora viva nella memoria dei nuoresi, che caratterizzava ‘il parco di una volta’, e che oggi invece non viene più riconosciuta, spingendoli così a frequentarlo nuovamente e a prendersene cura. Il legno ricavato dall’abbattimento dei pini sarà utilizzato per la realizzazione delle passerelle e delle piattaforme, degli arredi urbani e dei manufatti architettonici all’interno del parco stesso: questa scelta si inserisce contestualmente alla ricerca attualmente portata avanti dall’Ente Foreste della Regione Sardegna sullo sviluppo di edifici sostenibili mediante l’uso di legno sardo, e consente di rendere l’intervento sostenibile sia dal punto di vista ambientale che per quanto riguarda l’abbassamento dei costi sull’acquisto dei materiali da costruzione. La scelta di sovrapporre funzioni diverse fa si che l’effetto di coinvolgimento nel frequentare lo spazio pubblico, e quindi ‘sentirlo proprio’, sia amplificato, anche e soprattutto perché consente di inserire Tanca Manna e le nuove micro strutture all’interno dei circuiti cittadini e territoriali:
la presenza e la valorizzazione del Nuraghe lo inserirà nei percorsi tematici dedicati al turismo culturale e archeologico, così come la natura dei servizi offerti e la possibilità di organizzare eventi nella nuova caffetteria, all’interno degli spazi multimediali e nell’intorno di piazza e parco, li annovereranno tra gli spazi di supporto a quelli ormai tradizionalmente deputati all’educazione (scuole e biblioteche) all’arte (MAN, scuole di musica, teatri etc), alla cultura e alla storia (casa della scrittrice Grazie Deledda, casa del poeta Sebastiano Satta, casa dello scultore Francesco Ciusa etc);
nuraghe e sala multimediale saranno strettamente connessi tra loro dal punto di vista funzionale: all’interno della biblioteca sarà possibile non solo documentarsi ma anche noleggiare le audio guide contenenti le spiegazione utili a una visita del sito archeologico in completa autonomia.

Gli stessi obbiettivi sono stati perseguiti nella progettazione degli spazi dedicati allo sport e agli orti urbani che, per quanto riguarda la gestione, potranno essere affidati a privati a canoni agevolati, fatto salvo il vincolo di mantenere la natura pubblica e la valenza sociale delle attività attraverso la promozione di costi agevolati per affitti e tesseramenti.