Sul fondo verso la campagna il luogo, caro al Petrarca, di quella cascina l’Interno rammemorato da Alberto Savinio in Ascolto il tuo cuore, città. Il sito di via Cenni, residuale corridoio tra il retro di un deposito tranviario e il fianco della caserma delle storiche ‘Batterie a cavallo’; sul fondo la distesa del ‘Campo di Marte’, forzato vuoto paradossalmente preservato grazie alle servitù militari. La condizione del luogo ispira la scelta di concepire l’intervento come occasione di riforma urbana per questa parte di città. Proponiamo quindi un principio di insediamento con il duplice scopo di RAFFORZARE L’IDENTITÀ, soprattutto potenziando la dotazione di spazi pubblici verdi e di aggregazione, e, al contempo, di RE-ISTITUIRE RELAZIONI E INTERAZIONI tra il quartiere preesistente e il nuovo insediamento. Come i rami di un albero intorno al tronco, così il progetto si articola disponendo i corpi più bassi delle case in serie e una sequenza di case in linea lungo un elemento generatore – il corso – che organizza la gerarchia di spazi pubblici, semipubblici, collettivi e privati. LUOGO AL CENTRO e cardine del progetto sono qui gli spazi di relazione, attorno ai quali si dispongono i corpi della comunità di vicinato. La cascina esistente, ricompresa nella più ampia ipotesi di valorizzazione sostenibile del sito, costituisce il tipo di riferimento per la conformazione dei nuovi ambienti pubblici e collettivi, specificamente dedicati a integrazione sociale e interventi socio-assistenziali. Da una piccola piazza, a raccordo con l’edificato esistente, prende inizio il corso piantumato e lastricato, su cui si aprono le corti allungate ortogonali all’andamento principale. Sullo sfondo, a dividere dalla landa distesa dell’ex- Campo di Marte,si alza una piccola ‘motta’ alberata, figura arcaica e affettuosa in questa terra di pianura. Circa la sostenibilità dell’intervento abbiamo ragionato su come la razionalità dell’impianto e delle scelte tipologico-costruttive, l’appropriatezza dei materiali, lo studio del verde e la ricerca sul microclima siano parte integrante dell’inserimento urbanistico e del disegno di edifici e spazi aperti. Le scelte compositive e tecnologiche seguono i principi di progettazione sostenibile in termini di efficienza/risparmio energetico e di benessere abitativo. In tal senso si è voluto lavorare con le forze della natura, non contro di esse, e si sono quindi sfruttate le loro potenzialità per creare migliori condizioni di vita. L’uso di tecniche passive e l’impiego di tecniche attive ad alte prestazioni consente di realizzare, nella costruzione, un microambiente confortevole a un costo contenuto. Il tutto nella convinzione che housing sociale non possa e non debba essere una rivisitazione delle case popolari di cui il nostro Paese ha memoria, e non sempre positiva.