Il piano-progetto della “Via del Mare” è stato presentato più volte alle forze sociali e politiche della città, partendo dall’iniziativa dell’ASCOM Junior, in occasione del quarantesimo anniversario della fondazione ASCOM- Castel dell’Ovo – Napoli-1986.
La sua attualità è impressionante, visto il ciclico deterioramento dell’immagine urbana e sociale della città di Napoli. La Via del Mare, nella forma in cui viene presentata, intende essere un contributo alla soluzione dei complessi problemi dell’area metropolitana, utilizzando la risorsa disponibile, il Mare.
Il mare a Napoli, il fiume a Roma, Parigi, Firenze, la laguna a Venezia, sono gli elementi naturali, che hanno dato l’impronta alla loro fondazione. Solo attraverso la riscoperta degli elementi naturali si potrà riconquistare l’identità, in alcuni casi perduta, e la dimensione spaziale adeguata alla vivibilità urbana. Nelle città metropolitane il traffico congestionato è uno dei fattori di degrado ambientale, ma anche d’impedimento alla trasformazione e sviluppo delle attività economiche terziarie, prospettiva obbligata nella odierna espansione dell’economia post-industriale. In Napoli il miglioramento della vivibilità ambientale è la condizione indispensabile per il rilancio dell’economia, sempre che le soluzioni siano ricercate all’interno della sua specifica conformazione, escludendo la passiva applicazione di modelli trasferiti da realtà urbane morfologicamente diverse. Dallo sviluppo topografico si può rilevare che la città si è sviluppata più per accrescimento su se stessa che per addizione in orizzontale di nuove aree urbane, determinando uno squilibrio tra massa edificata e rete stradale. Inoltre, con l’affermarsi dei trasporti ferroviari e automobilistici si ha un progressivo abbandono delle vie del mare, permanendo insopprimibili i collegamenti quotidiani con le famose isole del Golfo di Napoli e i centri della costa campana.
Nel sistema metropolitano costiero campano, da est a ovest, è localizzata la più alta concentrazione europea di aree d’interesse archeologico, artistico e paesaggistico, storico-ambientale , che sono:
- area flegrea, partenopea
- oplontina, ercolanese-pompeiana, stabiese,
- sorrentina, insulare.
La “Via del Mare” costituisce un itinerario unico realizzabile con le risorse portuali già disponibili, tramite la costruzione di piccole stazioni, come il prototipo architettonico già proposto per la stazione Aliscafi di Mergellina e non realizzato. Si tratta di creare un sistema puntuale, riconoscibile attraverso specifici manufatti d’identificazione paesaggistica.
La stazione tipo,è composta da un padiglione, in acciaio e vetro, per gli uffici e servizi ai viaggiatori, un atrio coperto con cuspidi e una pensilina “gabbiano” lungo i moli d’imbarco.
Dal punto di vista della prassi, il progetto, pur di respiro urbanistico a grande scala, non rinvia a successivi approfondimenti la specificazione architettonica, come spesso avviene, ma si presenta già corredato dalla conformazione degli interventi, in risonanza con il paesaggio del Golfo di Napoli, utilizzando i porti e i numerosi attracchi esistenti.
Aggiornamento febbraio 2009 di Isabella Guarini
Dopo circa 23 anni dalla presentazione del progetto della “Via del Mare” la situazione di degrado nella città di Napoli non appare mutata, anzi agli storici problemi si è aggiunta la tragedia dei rifiuti, mentre aumenta l’inaccessibilità a causa dei tanti cantieri aperti per la costruzione della Metropolitana sotterranea. L’idea di utilizzare il mare per il trasporto turistico nelle varie località archeologiche del Golfo di Napoli fa la sua timida comparsa nel BIT di Milano. Era ora!