Maggio 2003
Presentazione del Quaderno di Arch'é n°2 - Napoli - a cura di Giorgio Nocerino-
Isabella Guarini
Le immagini di palazzi napoletani, proposte da Giorgio Nocerino per Arch’è, rappresentano una città in simbiosi tra passato e presente.
Nel silenzio del piccolo spazio-studio di via Domenico Morelli sono in mostra le facciate neoclassiche lungo la Riviera di Chiaia, i motti a futura memoria incisi nel marmo, scale in pietrarsa, bugnati, volte e lucernari.
Nell’insieme, le immagini conferiscono l’idea di una città discreta, racchiusa nell’ armonia di un microcosmo spazio-temporale, ma in ciascuna di esse affiorano dissonanze e frammenti della metropoli odierna.
La classica sobrietà del Palazzo Partanna si riflette in un’estrusione d’edifici addossati lungo la collina di Posillipo; gli eroici leoni della Piazza dei Martiri rivolgono lo sguardo verso un luogo astratto, mentre dal portale del Palazzo Calabritto è ancora possibile inquadrare il paesaggio in lontananza lungo la sequenza assiale, ingresso- cortile interno, artificio che concretizza l’ideale sintesi tra architettura e paesaggio naturale. E ancora immagini di rocaille per mute fontane, di busti scolpiti tra timpani spezzati che si affacciano su cancellate metropolitane.
Delle tante città del passato che le immagini fanno intravedere, paradossalmente risulta più visibile la città esclusa dalla rappresentazione che è quella in cui tutte le altre si sono trasformate: metropolis. Quale sia la sua anima è difficile dire: in ognuna delle rappresentazioni è possibile vedere ciò che è stata, ciò che è o potrebbe essere, come un giocattolo in una sfera di cristallo.
C’è da chiedersi del perché un architetto si appassioni nel raccontare la storia degli edifici, piuttosto che proporre progetti di trasformazioni per il presente.
Anche questo è difficile dire!
Nella rappresentazione di metropolis il gioco delle parti è indecifrabile: perciò accade che Marco Polo, l’esperto narratore di città visibili, sia interpretato dal malinconico imperatore, Kublai Kan che sogna nuovi modelli di città nel tentativo di salvare dallo sfacelo il suo sconfinato impero.
Forse i due personaggi non sono altro che la personificazione dello stesso desiderio di migliorare la città in cui viviamo.
Napoli, maggio 2003