Settembre 2005
Risposta all'appello dei trentacinque architetti italiani al Presidente della Repubblica
Ho letto con interesse il messaggio di protesta sottoscritto da noti architetti italiani,docenti nelle più importanti sedi universitarie. Tra essi ho riconosciuto alcuni da cui ho ricevuto insegnamenti durante gli studi universitari e resto sorpresa dal ritardo con cui palesano il malessere dell’architettura italiana. Tuttavia, condivido la protesta specialmente in riferimento al fatto che gli incarichi sono affidati a chi ha già avuto esperienza e possiede un port-folio miliardario. In questo modo si vanifica l’unico strumento di selezione per professionisti che è il concorso.
Infatti, è in voga il concorso con procedura ristretta con cui si scelgono i nomi dei progettisti non in base al progetto presentato ma in base a criteri economici e strumentali, che di per sè non garantiscono la qualità dell’architettura. In questo modo si escludono tutti, specialmente nel Sud dell’Italia. Non condivido, invece, la tendenziosa accusa alle Soprintendenze, che, per quanto appare dal testo del messaggio, sarebbero state colpevoli di aver impedito la realizzazione in Italia di opere d’architettura significative, impedendo agli architetti di formarsi e resistere all’impatto della concorrenza globale.
Penso che lo scontro tra antico e nuovo nel nostro paese sia più aspro che in altri per il fatto che esso è caratterizzato dal più alto indice di monumentalità architettonica, artistica e paesaggistica. Per questo gli architetti devono confrontarsi continuamente con il contesto e, talvolta, rinunciare a imprese fortemente innovative per rispetto della memoria storica. Gli architetti dello star system internazionale invece hanno costruito le opere che li hanno resi famosi in situazioni deboli sul piano del contesto storico- artistico, ma forti dal punto di vista economico. Infine, mi sembra giusto il richiamo all’architettura italiana,in quanto risveglio del senso dell’appartenenza, ma non mera imitazione di quanto viene fatto in altri contesti.