Gliarchitetti è uno studio di architettura di Milano, Italia.
Bologna - Italia

CENTRALE DI VENTILAZIONE - D.Sironi, S.Proverbio, M. Crespi, Spea Ingegneria Europea Spa

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INCARICO DI CONSULENZA AGLI ASPETTI ARCHITETTONICI E PAESAGGISTICI - Premessa - Gli apparati tecnologici legati alle grandi infrastrutture della mobilità, costituiscono, dal nostro punto di vista, una grande opportunità per la qualificazione del territorio e del paesaggio; tale nostra convinzione è suffragata, in molti paesi europei da mirabili interventi di architettura del paesaggio, basti citare gli interventi francesi, austriaci e svizzeri in merito. Anche in Italia si sta diffondendo una cultura in tale senso, che ha portato a recenti realizzazioni, come, ad esempio: la Centrale di Cogenerazione di Brescia, la Centrale di incenerimento rifiuti di Roma. L’attenzione architettonica per tali apparati, di solito trattati nella nostra cultura paesaggistica, come meri apparati funzionali con scopi puramente ingegneristici, può essere una occasione culturale da cui l’ingegneria può prendere piena coscienza della qualità di mediazione ambientale e sociale di cui l’architettura del paesaggio è capace. Il progetto della Centrale di ventilazione di Roncobilaccio. L’opzione progettuale individuata, nata da un accurato sopralluogo in una uggiosa giornata di gennaio, ha come obbiettivo quello di dare una migliore sistemazione paesistica dell’intorno della Centrale e di inserire maggiormente nel contesto una struttura tecnica, che necessariamente, date le dimensioni e le caratteristiche, risulta avulsa dal normale edificato della zona. Il tentativo è stato quello di trattare l’edificio ed il paesaggio nelle immediate vicinanze, come se si trattasse di un’unica entità che, attraverso l’uso di materiali naturali ed organici, cercasse con l’intorno un dialogo, una liaison, atta a garantirne il maggior inserimento ambientale possibile. Il Progetto - L’idea che si è perseguita è quella di trattare la Centrale come se fosse una struttura produttiva da sempre presente nel paesaggio, di cui l’architettura, controlla attraverso i materiali e i dettagli una sua presunta richiesta di modernità tecnica e funzionale, senza sconvolgere radicalmente la misura ambientale e la giustezza morfologica del contesto . L’uso accorto dei materiali sia per l’edificio che per le sistemazioni paesaggistiche : legno per i rivestimenti, Cor-Ten per le parti metalliche, tetti verdi, il massetto per le pavimentazioni in cromofibre ed inerti lapidei colorati, murature in massi ciclopici, schermature lignee; consentono di attuare un provvedimento che addolcisce e quasi smaterializza tutto l’impianto della Centrale, facendolo sembrare quasi fosse un vecchio opificio ( una fornace, una falegnameria ), da sempre lì insediata. Paesaggio - Si ipotizza di trattare il versante della discenderia, con un’alternanza di piantumazioni arbustive (rovi, budleia, weigelia, ecc.) e di alberature a basso fusto (carpino, roverella, ecc.), ricreando così l’ambiente per una rinaturalizzazione vegetativa che possa anche fungere da consolidamento del terreno e da nascondimento delle paratie realizzate Per la sistemazione della parete soprastante il tratto rettilineo dell’inalveazione del Torrente, constatando la difficoltà di conseguire gli obbiettivi del progetto preliminare, data la realizzazione di una parete armata e tirantata, si ipotizza di applicare delle strutture leggere metalliche a cui fissare un disegno ligneo in assi di larice, quasi un operato tessutale, che consente di generare un gioco di chiaroscuri particolarmente adatto a mascherare l’apparato strutturale esistente. Vengono proposte due soluzioni: una con un maggiore utilizzo di trame lignee, L’altra con un minore utilizzo. La realizzazione del piazzale di movimentazione dei mezzi afferenti la struttura della Centrale, comporterà la parziale distruzione dell’argine sinistro del Fiume, che si ipotizza di rinaturalizzare con sistemi di consolidamento del terreno quali : gabbionate o massi ciclopici, anche perché l’area ricade nei vincoli idrogeologici. Edificio – Esternamente l’edificio sarà realizzato, nella parte tecnica (quella dei camini) in cemento armato a vista; mentre la parte che riguarda la zona con gli uffici della Centrale ed i depositi, sarà rivestita con una facciata ventilata in legno di larice. Le scossaline, i serramenti e gli stessi camini della Centrale, nonché le recinzioni saranno in acciaio Cor – Ten, in modo da accentuare l’aspetto di modernità controllata, quasi un deja vu. Si prevede di trattare tutte le coperture piane con dei “tetti verdi”, tali sistemi consentono di ottenere un ottimo inserimento ambientale della centrale, soprattutto rispetto ai coni ottici dall’alto. Il tetto verde consente anche di migliorare la durabilità temporale degli strati di tenuta. Per quanto concerne i volumi tecnici afferenti la discenderia, questi saranno trattati con opere di raccordo rispetto all’edificato, tese a non nasconderne la natura tecnologica, ma che li rendano più coerenti con le sistemazioni del versante della discenderia. Anche qui l’utilizzo di pareti strutturali con rivestimenti in massi ciclopici, consentirà di completare l’inserimento paesaggistico di questo fronte. Complessivamente si ipotizza di lavorare sullo strato esterno dell’edificio in maniera coordinata e coesa (facciate, pavimentazioni, serramenti, camini, ecc. ), comunque con l’utilizzo di materiali a grana grossa, con una texture molto caratterizzata, in grado di smaterializzare i bordi e dare un senso di maggiore inserimento ambientale a tutta la struttura.

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