La trasformazione del paesaggio
Pian Scairolo è un’area di fondovalle i cui terreni hanno avuto una destinazione agricola fino agli anni 1950. Dal 1980, si sono insediate prima le attività artigianali, in gran parte legate all’edilizia, in seguito le attività industriali e commerciali all’ingrosso e infine le attività di commercio al dettaglio legate ai grandi centri commerciali che hanno progressivamente sostituito le aree coltivate mettendo in crisi dal punto di vista ambientale e paesaggistico una organizzazione territoriale i cui elementi caratteristici sono ancora riconoscibili: il rio Scairolo e la rete delle acque affluenti, le are agricole e gli insediamenti rurali ora residenziali in una cornice paesaggistica fortemente caratterizzato dalla presenza delle pendici boscate che strutturano e caratterizzano la Valle dello Scairolo nel suo sviluppo fino al lago.
Il nuovo paesaggio – Da piano a valle
Gli interventi nel contesto territoriale di Pian Scairolo passano attraverso il riconoscimento degli ambiti che caratterizzano il disegno del paesaggio e gli interventi proposti mirano a salvaguardare e a implementare questa struttura. Lo sguardo si sposta dal Pian Scairolo alla Valle Scairolo con uno spostamento di punto di vista che assume come ambito di intervento non solo una diversa morfologia ma un più articolato sistema di elementi paesaggistici.
Il bosco
E’ caratterizzato da vegetazione insubrica comprendente piante e fiori della flora submediterranea. Il “manto” boschivo delle pendici e’ formato da una fitoassociazione di specie quali castagni, olmo montano, tiglio, carpino, nocciolo. Il bosco presente in vaste estensioni ha mantenuto la sua funzione di protezione dalle erosioni e frane e di salvaguardia dell’ecosistema foresta che da rifugio a molteplici specie di piante e animali e che hanno e avranno un ruolo fondamentale nella conservazione degli equilibri ecologici complessivi della valle dello Scairolo e nella qualificazione dell’ambiente e del paesaggio percepito.
Aree agricole e rete ecologica
Fondamentale per questi obiettivi è l’incremento del reticolo ecologico che dovrà connette i versanti della valle e attualmente interrotto dalla presenza degli insediamenti della piana delle infrastrutture autostradali. La struttura di questo reticolo comprende nel suo tessuto aree con caratteristiche molto diverse; aree di interesse naturalistico di riproduzione degli anfibi, zone agricole destinate alla campicoltura e in quantità minore alla viticoltura che si sviluppa al piede delle pendici al margine del bosco. L’intento è di potenziare dove possibile corridoi verdi che trasversalmente interrompono la compattezza dell’insediamento e l’incremento del corridoio faunistico tra i due versanti della valle a limite meridionale dell’insediamento attraverso la ristrutturazione dell’esistente area agricola con interventi di riqualificazione (siepi, vegetazione ripariale con imodellazione dell’alveo dello Scairolo e dei corsi d’acqua affluenti ) con l’obiettivo di incrementare e differenziazione la diversità biologica del sistema dotando il territorio agricolo di un corredo di vegetazione arborea e arbustiva nell’ottica strategica della sua salvaguardia.
Il rio Scairolo una dorsale d’acqua
Attualmente ridotto a un canale ha subito un mutamento nella morfologia caratterizzata da un percorso naturaliforme e divagante, che percorreva un fondovalle coltivato a causa della pressione degli insediamenti commericiali che hanno strozzato l’alveo e il percorso riconfigurandolo per linee geometriche riducendolo all’immagine di “collettore”. L’acqua è risorsa in progressiva riduzione si dal punto di vita qualitativo che quantitativo. Il progetto valorizza la forma originaria Scairolo che sarà dove possibile, resa più naturale attraverso la rimodellazione dell’alveo e delle sponde e la ricostruzione di un habitat igrofilo caratterizzato da una maggior diversità biologica e qualità paesaggistica complessiva, incrementando dal punto di vista vegetazionale e nella struttura quei tratti che attraversano aree di riserva naturale e di riproduzione degli anfibi unitamente alla rete dei piccoli corsi d’acqua e di drenaggio delle acque meteoriche affluenti dello Scairolo. Nell’intento di salvaguardare anche il profilo fisico-chimico delle acque e gli aspetti ambientali il progetto propone la realizzazione di una serie di impianti di fitodepurazione delle acque reflue domestiche derivanti dai nuovi insediamenti residenziali.
Abitare in rete (ecologica)
L’inserimento della funzione residenziale, di funzioni per il tempo libero e di entertainement a scala non solo locale nella riconversione di Pian Scairolo, affiancate alla riqualificazione delle strutture commerciali e artigianale esistenti, ripropone il tema i individuare quali nuove relazioni si vengono a creare tra gli insediamenti esistenti e previsti con gli ambiti paesaggistici individuati; il bosco, il rio Scairolo, le aree agricole, le riserve naturali e i nuclei e le abitazioni presenti sul territorio; Grancia, Scairolo, Cadepiano, Noraco.
Il sistema del verde è strutturato come una successione di ambienti caratterizzati dall’impiego di specie vegetali e forme del verde che strutturano gli spazi non costruiti in un sistema articolato di soluzioni tipologiche tendenti a portare all’interno dell’insediamento elementi di diversità e anche di biodiversità. Gli elementi del sistema si compenetrano in una successione di gradi di naturalità che procedono dal bosco fitto, ambito naturale prevalente, alla piazza pedonale alberata ambiente prevalentemente artificiale, passando attraverso una successione di gradienti verdi determinati dal tipo di utilizzo.
Il bosco guadagna la pianura scendendo a valle in corrispondenza degli impluvi dei piccoli corsi d’acqua affluenti dello Scairolo fino ad insinuarsi in profondità nel tessuto insediando specie vegetali dell’ecosistema forestale fino a saldarsi un caso con la riserva naturale di riproduzione degli anfibi.
Il parco pubblico ritagliato a ridosso delle residenze è declinato nelle sue componenti tipiche; prato alberato e con arbusti ornamentali, prato alberato con gruppi di alberi o alberi isolati per dimensione e portamento, prati fioriti e prati calpestabili, sempre con l’impiego di associazioni di specie arboree, arbustive ed erbacee autoctone presenti nella zona luganese.
Il Lotti coltivati ad orto e giardino pubblico comunitari alternati al parco pubblico sono il luogo dell’espressione del contatto diretto con la natura del prendersi cura dei suoi prodotti destinati all’autoconsumo, mentre giardini privati rappresentano le stanze verdi, estensione alla residenza.