Nell’ambito del PAV, Parco d’Arte Vivente di Torino, è collocata lopera Trèfle di Dominique Gonzalez Foerster.
Dominique descrive TREFLE come una architettura interiorizzata dal paesaggio come il Grand Canyon che non si impone per la sua verticalità ma come segno orizzontale che si rivela progressivamente camminando, come in una apparizione
Il riferimento sono anche le chiese di Lalibela città santa che nel medioevo i cristiani copti hanno costruito a 2500 metri sullaltopiano etiope.
Le 11 chiese rupestri appaiono costruite a rovescio, scavate in verticale, incassate nella roccia, intagliate in profondità nel rosato tufo vulcanico. Architetture realizzate per sottrazione.
Edifici in sacro connubio con la terra che si misurano con leternità, come a Petra costruita dai Nabatei, nomadi arabi.
Il terreno dove è costruita Torino è molto diverso dal roccioso altopiano etiope, è un terreno, sciolto, ghiaioso e sabbioso fino a 20 metri di profondità, un terreno della piana alluvionale;
TREFLE è un grande quadrifoglio. In francese il quadrifoglio è un trifoglio “a quatre feuilles”, ed evoca idealmente le quattro braccia della croce greca che forma la pianta di una delle chiese di Lalibela.
TREFLE si misura con il sottosuolo di Torino da dove emergono i resti della città romana e di quella industriale: fondazioni in mattoni di argilla, pietre e plinti in cemento armato, rimasti nel sottosuolo in seguito della demolizione di una fabbrica di componenti per auto.
Per realizzare TREFLE il terreno di Torino è stato scavato e riportato, sostenuto tutto attorno al perimetro con gabbie di filo di ferro zincato riempite a strati con pietre squadrate, ciottoli di fiume e macerie di cemento miste a frammenti di mattoni, evocazione della stratigrafia di un sottosuolo che si è trasformato insieme alla città.
Al centro dello scavo per realizzare le pareti verticali e modellare i lobi della foglia, il terreno ghiaioso è sostenuto con griglie e georeti rinverdite con una idrosoluzione contenete fertilizzanti, sostanze organiche e sementi di diverse specie di erbe.
TREFLE esiste per essere esplorato. Avvicinandosi lo si percepisce progressivamente in modi differenti a seconda dei percorsi. Si entra dentro il suolo scendendo lungo la rampa che porta alla trincea circolare che circonda il quadrifogio verde, e si cammina su un pavimento di ciottoli come sul greto di un fiume, oppure si entra per sostare sulla sommità in erba del quadrifoglio attraverso un piccolo ponte in legno, il picciolo del quadrifoglio, che lo collega al parco circostante.
Gianluca Cosmacini