Bagnoli riparte oggi quasi da zero. Nel progetto della sua riqualificazione, tra le altre cose, sono previste una nuova darsena, la rinaturalizzazione della spiaggia, giardini di piante acquatiche, zone di macchia mediterranea, un arboreto, una zona umida, il reinserimento di specie animali, la città della scienza.
La costruzione dell’impianto siderurgico ha fatto tabula rasa della quasi totalità di testimonianze del passato, ed ora può evocare solo il tempo più recente, tramite i manufatti di archeologia industriale.
Il disegno del nuovo parco, intende proporsi come decodificazione di ciò che questo luogo è stato: una mappa di orientamento per viaggiare a ritroso nel passato, una forma di rappresentazione, attraverso la quale ricordare la storia. Nel definire questo nuovo spazio pubblico ritrovato, le forme prescelte non sono dunque casuali, ma tali da coniugare le esigenze pratiche ad un preciso lessico figurativo che, come in uno scavo, riporta alla luce l’impronta delle antiche vestigia.
Per esempio la darsena, che verrà collegata al lungo pontile sul mare, può, per noi, evocare la forma di un obelisco, come memoria del bacino permanente che l’Imperatore Augusto aveva voluto in questo luogo affinchè tutti potessero ammirare la nave che, dall’Egitto, aveva trasportato il primo monolite (Plinio, Nat. Hist. XXXVI, 70).
Il reinserimento di alcune specie anfibie trova pretesto dal rumoroso gracidare di rane, menzionato in tante delle antiche guide alla visita di Bagnoli, che riportano, a contrasto, l’assenza di pesci dai laghi per le speciali acque inospitali. Poi tra le specie di uccelli, non dovranno mancare le folaghe, ritratte da Hackert nella Caccia alle folaghe nel lago di Fusaro, conservato a Napoli, ai Musei di Capodimonte.
L’arboreto con l’asse botanico, a sua volta, si rapporta idealmente, al fitto bosco degli Astroni, già riserva di caccia degli Aragonesi, scenario di una famosa battuta, organizzata nel 1535 per onorare Carlo V di ritorno da Tunisi.
La riconquista della spiaggia, il suo assito in legno, la promenade di palme che congiunge questo al resto del litorale sarà invece allusiva del ponte di tremilaseicento passi col quale Caligola aveva fatto congiungere il tratto tra Baia e il molo di Pozzuoli e sul quale sfilò bardato a cavallo per due giorni, forse per spaventare i suoi nemici o forse piuttosto, per smentire la dichiarazione dell’astrologo Trasillo a Tiberio: “Caio non ha maggiori probabilità di diventare imperatore che di attraversare a cavallo il golfo di Baia”. (Svet, Vite dei Cesari, IX, 19).
La città della scienza riproduce di fatto quel museo didattico “al naturale” che contraddistingue da sempre tutta la zona dei Campi Flegrei. Lo leggiamo nelle antiche guide: Domenico Romanelli, ad esempio, dopo aver accompagnato una nobile dama alla scoperta di tutte le “chimiche esperienze” che si apprezzano in questi luoghi, affermava che costei: “cessò di provar meraviglia …nel veder tante pietre e terre, chi bianche, chi gialle e chi rosse, dalla terra umida, e friabile, e degli incrostamenti di zolfo; ma Ella, divenuta erudita in chimica, fu la prima a far collezione di queste pietre, e di queste terre per unirle al suo gabinetto di antichità ” (Romanelli, 1817, p. 107).
La proposta per lo spazio pubblico del nuovo parco di Bagnoli, interrogandosi su come essere moderni custodendo il passato, intende racchiudere in sé anche l’Antico, la cui continuità è il solo presupposto per un nuovo principio del Moderno.
Obiettivi e Strategie
O: connessione tra parco urbano e sistema paesaggistico (parco Virgiliano, area 15, parco di Posillipo)
S: parco come anello di congiunzione tra elementi di un sistema territoriale a grande scala
O: parco come elemento di sutura tra le parti urbane eterogenee al contorno e le nuove strutture da insediare
S: creazione di molteplici percorsi ad uso pubblico
O: parco come connettivo tra le molteplici attività previste all’interno dei manufatti di archeologia industriale
S: parco come spazio unitario di ricreazione ed intrattenimento
O: parco come nuovo punto di vista sul paesaggio circostante
S: creazione di variazioni altimetriche, assi prospettici e coni ottici tra quinte vegetali
O: parco come impianto botanico
S: progettazione di uno spazio caratterizzato da distese erbose e macchie di vegetazione mediterranea sempreverde e caducifoglia
O: restituzione di un paesaggio naturale
S: creazione di sistemi vegetali (costiero,palustre,boschivo) per ricostituire il paesaggio preesistente l’acciaieria e per realizzare habitat ideali all’insediamento di specie animali un tempo presenti in situ
O: creazione di un paesaggio fondato sui tipi vegetazionali mediterranei
S: impianto di specie arboree ed arbustive autoctone ed alloctone da tempo integrate nel territorio campano
O: parco come organismo in evoluzione e mutamento
S: previsione di aree perimetrate e poco strutturate per futuri giardini tematici
O: parco come luogo sociale, di intrattenimento e conoscenza
S: creazione di un percorso naturalistico che si snoda tra giardini strutturati orto botanico e roseto e paesaggi naturali zone umide e spiaggia e di un percorso didattico tra giardini tematici sul ciclo siderurgico e manufatti di archeologia industriale (alcuni ricollocati)
S: realizzazione di una piazza urbana, di una passeggiata a mare, di alcune aree spettacoli tra cui una per concerti, di uno skatepark, di un parco giochi didattico per bambini, di strutture di servizio alla balneazione, di orti urbani, e di un giardino tematico su Napoli