Idea progettuale e inserimento paesistico ambientale
Il vincolo paesaggistico a cui è soggetta l’area, l’andamento orografico del lotto e il suo rapporto con l’abitato hanno suggerito sin dall’inizio la necessità di esprimere con il progetto l’idea di una architettura chiaramente rispettosa del paesaggio e che, senza rinunciare alla forma (che quando è chiara è essa stessa didattica e formatrice di coscienze), fosse fortemente contestualizzata nella natura proponendosi in tal modo quale punto di passaggio tra il margine urbano edificato e la campagna antropizzata. Un’architettura definibile come mimetica, se ci si riferisce non all’intenzione di ridurre l’impatto dei volumi architettonici, ma alla chiara volontà progettuale di fare assumere al nuovo complesso scolastico un linguaggio espressivo sensibile alle più recenti linee di ricerca dell’architettura internazionale e particolarmente a quella linea di ricerca che sente la necessità di rivedere il rapporto artificio-natura a vantaggio della natura, consapevoli dell’eccessivo impatto distruttivo che troppo spesso l’architettura moderna ha prodotto per eccesso di autostima.
Non è quindi solo un pretesto formale, né un rifiuto ad esprimere il nuovo, ma solo il modo che si ritiene più idoneo in questo contesto, per questa specifica architettura ed in questa area di limite tra il centro urbano di Maiolati Spontini e le dolci colline limitrofe, per rispondere alle necessità, non solo banalmente funzionali, ma anche etiche e didattiche dellintera comunità, aspetti che il bando di concorso chiaramente esprime e chiama a risolvere.
Alla base della proposta progettale che presentiamo c’è il presupposto che la natura sia da considerarsi un vivente, non una cosa inanimata che illimitatamente può essere depredata e aggredita dall’uomo. La cultura abitativa dalla quale veniamo – noi abitatori del Mediterraneo – fonda su quello che O. M. Ungers, il grande architetto pensatore tedesco contemporaneo, ha definito larchetipo della Grotta. Questo atteggiamento insediativo differisce da quello dei popoli del Nord (definibile sempre secondo Ungers tramite l’archetipo della Capanna) per l’attitudine a riconoscere la natura come Madre che ha già in sé lo spazio (la grotta) ove l’uomo si rifugia e cerca riparo.
I valori del radicamento nella terra, di un’architettura fatta sostanzialmente di spazio interno praticamente privo di prospetti esterni, fino al riconoscimento dei valori distributivi del piano orizzontale piuttosto che delle aspirazioni alla verticalità (proprie dell’altra via al progetto, quello della contrapposizione alla natura sentita come altro dallarchitettura, da cui staccarsi e rendersi indipendente) sono gli stessi che ritroviamo nell’architettura rupestre (i Sassi di Matera) e, praticamente identici sul piano concettuale, nell’architettura della casa romano-pompeiana. Atri con impluvio, giardini ed orti interni allo spazio abitato, non furono altro che una risposta culturalmente elaborata all’originario principio dell’abitare in grotta contaminato dall’incontro con la cultura greca.
Nel solco di questa tradizione e di questa nuova via di ricerca contemporanea si pone il progetto per il centro scolastico che proponiamo per Maiolati Spontini: una sorta di reticolo urbano ippodameo orizzontale, percepibile dalla strada come un sollevamento del manto erboso (una grotta) nel quale accedere e facilmente orizzontarsi in un’alternanza di luci ed ombre, piazze interne (gli atri) e funzioni pubbliche (la biblioteca, la palestra, il teatro-sala conferenze, la mensa e le cucine), ove i bambini e gli operatori didattici, i genitori e gli ospiti avranno la piacevole sensazione di muoversi in una città per i bambini, felice, luminosa e colorata, ove il rapporto con il cielo è costante e rasserenante, così come doveva essere ad esempio nella Casa del Fauno o meglio nella casa dei Dioscuri a Pompei, luoghi al contempo freschi d’estate e caldi d’inverno per la corretta esposizione e per il sapiente uso di sistemi passivi, verde ed acqua, capaci di assicurare benessere e comfort abitativo.
Alla fine la scuola che si propone è un’architettura fatta con i materiali propri della natura circostante, con un andamento morfologico e materico organico con l’immagine attuale dei luoghi ove il verde e l’acqua, con i riverberi e le vibrazioni di luci che realizzeranno, saranno percepiti come i materiali principali di questa architettura profondamente civile.
Lidea pertanto è stata quella di disporsi poggiarsi – sul suolo esistente assecondando l’inclinazione del terreno, prevedendo minimi movimenti e trasformazioni morfologiche del territorio, dando così risposta alle richieste di attento e rispettoso inserimento paesaggistico che il bando propone.
La totalità degli ambienti richiesti sarà coperto da un tetto giardino in continuità diretta con il terreno esistente e che lascia intravedere solo sul fronte sud (verso il centro urbano) la presenza di spazi interni sollevandosi dal terreno grazie ad una ritmata successione di setti – pilastro in legno lamellare. Lintero sistema funzionale è pertanto regolato da un insieme di corti che, attraverso tagli operati nella copertura/giardino, portano luce e aria agli ambienti interni.
Solo nella parte centrale dellintervento, asse baricentrico tra la scuola primaria e quella secondaria, i volumi più ampi delle funzioni dislocate biblioteca, uffici, palestra, auditorium, mensa sollevano maggiormente la copertura che si manifesta come una grande fascia di verde che, partendo da terra, si innalza fino a raggiungere la quota più alta del lotto lasciando leggere sui lati, attraverso un doppio filtro di frangisole, sempre in legno lamellare e vetrate, la successione degli ambienti posti allinterno e quindi la vita stessa che durante l’arco del giorno in essi si svolge.
Alla fine il risultato del nuovo intervento sarà un dolce declivio verde della collina appena rimodellato ma, nel complesso, simile all’esistente.
La presenza del nuovo polo scolastico verrà percepita solo attraverso i tagli delle corti, il fronte sud della scuola media e l’andamento morbido della lunga copertura dei servizi centrali che si protendono verso il paese.
Disposizione degli spazi educativi e degli spazi comuni
Limpianto dal punto di vista della divisione funzionale risulta estremamente chiaro al punto che si può affermare che esso stesso sia espressione formale del proprio contenuto. Ad ovest gli spazi della scuola primaria, a est quelli della scuola secondaria (di primo grado), al centro, lungo lasse nord-sud, la direzione, linfermeria, la mensa, la biblioteca, la hall, la palestra con gli spogliatoi, lauditorium. A ridosso del patio con acqua centrale sono disposti i due atri dei due istituti comunicanti e convergenti sullo stesso blocco scale-ascensore che connette con la mensa superiore e con gli spogliatoi interrati.
Sul fianco di ciascun atrio sono disposti l’aula insegnanti, la segreteria ed i servizi.
Lo spazio centrale è caratterizzato da una grande corte non praticabile con acqua, vetrata, illuminata zenitalmente da una serie di fori operati nella copertura, che porta luce e aria nel cuore nevralgico del sistema oltre che avere la qualità spaziale di rendere leggibili contemporaneamente le diverse altezze e profondità per mezzo delle trasparenti superfici verticali.
Sul fondo dell’atrio per chi entri sarà visibile il suggestivo volume della biblioteca studenti e professori, pensata come una preziosa teca di vetri opachi retroilluminati e lame orizzontali in legno espressione delle scaffalature del deposito libri interno-che lasceranno percepire la presenza dei volumi che costruiranno, come nella indimenticabile biblioteca di Boullé capolavoro mai realizzato dell’illuminismo francese e modello per tutte le biblioteche successive come quella di Asplund a Stoccolma e altre – le pareti stesse del luogo dei libri.
La biblioteca riceverà poi aria e luce dalla corte a nord, anch’essa con acqua, assicurando sempre luce diffusa e mai diretta come tale spazio, calmo e tranquillo, richiede per concentrarsi e studiare.
Al fondo della corte gli spazi di infermeria e direzione chiuderanno il blocco comune al piano terra affacciandosi anch’essi sulla corte d’acqua.
La disposizione delle aule è supportata dai percorsi che, partendo affianco alla biblioteca, con un non sottacibile intento simbolico, si dirigono verso est per la scuola secondaria di I grado, e verso ovest per quella primaria.
Da questi bracci principali, con un reticolo chiaro ma mai ripetitivo per favorire l’orientamento dei bambini, si individuano lungo i diversi salti di livello le direttrici ortogonali intorno alle quali si organizzano i diversi cicli, con i servizi e le corti atte a illuminare anche i corridoi. Su ogni corte prospetta un ciclo nel caso della scuola secondaria, e due diversi blocchi di aule (I e II; III, IV e V) per quella primaria.
Le aule sono pensate con una grande parete-lavagna scorrevole che permette di integrarle secondo necessità, oltre un sistema di pannelli schermo-espositori incernierati alle strutture delle vetrate capaci di modificare la configurazione dello spazio interno ed i gradi di relazione tra interno ed esterno.
La scuola, in ultima analisi, sarà organismo vivo e mutevole ove i bambini in primis , ma anche il corpo docente, saranno protagonisti anche dell’immagine stessa della scuola.
La corte, oltre a dare riposo visivo durante le lezioni favorisce rapporti interclasse e interciclo all’aperto per i blocchi aule, attività laboratoriali integrate all’esterno per i blocchi laboratorio ed interciclo.
A valle, nell’area del I ciclo, sono localizzati proprio i laboratori (con pareti-shed aperti verso nord per la luce indiretta necessaria), le aule multiciclo e, all’esterno gli orti tematici.
Molti dei percorsi che costituiscono il sistema connettivo del complesso si prolungano fino ad uscire verso l’esterno divenendo anche naturali ed efficaci vie di fuga nei casi di emergenza.
Ritornando al blocco centrale, a partire dal patio ad acqua degli atri d’accesso ai due istituti, tramite due leggere rampe (pendenza 8%) che seguono il profilo esterno del terreno si giunge alla palestra e quindi alla sala conferenze e convegni che diviene seminterrata adeguandosi al discendere dolce della copertura che torna ad essere natura.
Questa propaggine del complesso, oltre a separare chiaramente i diversi istituti, favorisce peraltro laccesso a queste ultime funzioni dal parcheggio indipendentemente dal fatto che le scuole siano aperte.
Non solo: avendo posizionato laccesso alle auto, con un ampio parcheggio, nel cuneo sud-est del lotto, la scuola primaria risulterà più protetta e distante dalle auto, vedendo peraltro realizzare unampia corte esterna che conduce allatrio capace di contenere genitori e visitatori all’ingresso ed uscita di scuola nella sicurezza per i bambini, specie i più piccoli.
Per concludere, l’area del parcheggio verrà caratterizzata da fasce orizzontali di verde ed alberature di prima grandezza con essenze scelte in base ai cromatismi stagionali e che contribuiranno a rendere piacevole nonché varia e giocosa la casa comune dei bambini che potrà diventare il nuovo complesso scolastico di Maiolati Spontini.