Quello scelto per la costruzione del nuovo centro parrocchiale, la località Pila ai Piani è un luogo particolare del paese, una delle frazioni più note sia per la presenza della Cappella del Capitano, fatta erigere nel Settecento da Simone Testa e nel duemila completamente restaurata, ed anche per la manifestazione che celebra la tradizionale trebbiatura, una sorta di rito di ringraziamento e propiziatorio al contempo che si svolge ormai da alcuni anni. La Chiesetta dedicata alla Madonna, di cui recava una bellissima effigie policroma sull’ingresso, sorge in alto su un leggero pendio che digrada verso l’area dedicata al nuovo centro. Questi elementi confermano che il sito dedicato alla nuova Chiesa è un luogo con una sua propria e forte identità, circondato dalla campagna in un contesto a netta prevalenza rurale con piccoli insediamenti sparsi tra il verde degli alberi e dei campi, con la strada provinciale n.38 che fa da asse di connessione principale.
L’area di progetto è delimitata da una lato da un uliveto, pianta simbolo di pace, dall’altro dalla strada che forza il dolce pendio, che si può leggere come un piano inclinato che asseconda la pendenza e oppone un manto di verde brillante al contenimento in cemento della via, con in alto l’elemento certamente più suggestivo, la piccola Cappella che dalla sua posizione guarda verso la nuova chiesa che verrà. Ci sono poi alcune residenze private e le delimitazioni di alcuni campi agricoli, anch’essi privati. L’area in se’ ha una forma irregolare, ed in parte si insinua tra le aree private che la circondano.
Il progetto La prima “operazione progettuale” è stata quella del posizionamento dei diversi elementi nell’area a disposizione,muovendo dal valore fisico e simbolico. Il valore di posizione degli elementi costruiti è fondamentale nella definizione del luogo, in questo caso particolarmente significativo e rappresentativo. Si è scelto di porre in forte relazione visiva la nuova Chiesa con la Cappella del Capitano, le facciate sono una di fronte l’altra, e all’intorno si è disegnato il nuovo complesso, sia nei suoi spazi chiusi che in quelli aperti che giocano un ruolo centrale sia dal punto di vista compositivo e da quello rappresentativo. La Chiesa e il sagrato rappresentano il fulcro su cui puntano gli assi prospettici e visivi più in generale, ma anche i flussi di persone.
Gli spazi aperti sono stati pensati e disegnati in strettissima relazione con quelli chiusi, interno ed esterno hanno in talune occasioni ruoli analoghi; si disegna in particolare il sagrato dinanzi alla nuova Chiesa, spazio aperto verso il contesto, che fa anche da connettivo con il centro parrocchiale e i saloni, che si aprono verso la facciata principale della nuova Chiesa.
Lo spazio nel suo complesso è stato considerato come una sorta di plateau verde con dolci differenze di quote, e l’idea basilare del progetto è quella di “tracciare” il suolo e di “scavare” lo spessore della terra come a tirar fuori il piano su cui costruire la nuova Chiesa con il suo sagrato, e da cui parte la gradonata che porta direttamente su alla Cappella del Capitano. Gli altri spazi sono verdi, così come è verde il piano al di sotto del quale appare, volutamente come scavato sotto terra, il volume che ospita i saloni ed altre attrezzature. A sottolineare maggiormente questa diversità e la scelta di pavimentare con la stessa pietra la bianca pietra irpina, gli spazi pertinenziali della chiesa, sia interni che esterni a segnare la forte continuità, il resto è a verde.
I diversi spazi sono delimitati da bianchi muri che corrono paralleli tra loro, come i segni divisori dei terreni coltivati, così lunghi muri della stessa pietra bianca pietra delle pavimentazioni, disegnano il plateau, su cui realizzare l’intero complesso. La direzionalità dei muri, sottolineata dai filari di alberi, è rafforzata dalla posizione della Chiesa stessa che sembra assecondare questa direzione e al contempo esserne generatrice, unendo le quote e i flussi principali di percorrenza. E’ interessante come le diverse quote, la quota del complesso e della Chiesa, la quota di copertura delle sale e la quota della Cappella, siano messe in connessione tra loro da percorsi di diversa natura, dalla cordonata ai piani inclinati, ed anche in piano gli spazi diversi tra loro, il sagrato, il giardino di pertinenza della casa del parroco, gli spazi di parcheggio, sono relazionati attraverso percorsi precisi e delimitati, nel totale rispetto della normativa contro le barriere architettoniche, taluni pedonali, tal altri carrabili, ma sempre chiaramente leggibili, come parte di un unico disegno.
Un altro elemento molto importante di questo progetto è la relazione interno esterno, ulteriormente segnata dai prospetti: quello della Chiesa è disegnato da un sistema di aperture che in alcuni momenti dell’anno, per le cerimonie più solenni, possono essere completamente aperte per portare l’interno fuori e l’esterno dentro. Il centro e le sale, hanno invece un unico prospetto in vetro che guarda verso la Chiesa, molto aperto attraverso il quale la luce, ma anche i colori e l’intorno possono essere parte dell’architettura. Anche questi infissi sono completamente apribili, sempre con lo stesso fine di ottenere una completa continuità esterno/interno.
La tradizione delle grandi manifestazioni religiose della nostra terra irpina prevede un rapporto quasi fisico tra i fedeli e i loro Santi, la Chiesa è davvero il luogo della quotidianità, ma anche quello della festa collettiva e del raccoglimento. Il rapporto con il contesto è elemento fondante il progetto di una nuova Chiesa e di un centro parrocchiale ad essa connesso, significa progettare un nuovo luogo collettivo, anzi in una comunità cattolica è il luogo collettivo più importante del nucleo abitato, il luogo di tutti, in cui ritrovare se stessi e gli altri. Il luogo dell’accoglienza vera e senza riserve.
Ruolo centrale della composizione è naturalmente quello della Chiesa, la cui mole si staglia con decisione sul contesto circostante e con la copertura a falde molto pronunciata, diviene un elemento di riferimento visibile anche da lontano, a rafforzare la riconoscibilità è la scelta di trattare l’edificio come un volume archetipo, di estrema semplicità, monomaterico, interamente in legno. Altro elemento di riferimento visivo importante è il campanile, in cemento e lamelle di rame che si staglia alle spalle della Chiesa, contiguo al muro bianco.
La scelta della semplicità della forma rettangolare della Chiesa, cui è “attaccata” quasi come un superfetazione la casa del parroco, come nella vecchia tradizione delle chiese contadine che vogliono la casa una cosa sola con la Parrocchia, è dovuta anche alla volontà di non discostarsi dalle forme tradizionali di questa terra. Tradizione, nobile e spontanea, a cui appartengono anche i principali materiali usati nel progetto. La Chiesa con il suo tetto a falda edificio semplice ma sempre riconoscibile in aperta campagna, mantiene forme simili a quelle residenziali rurali, ma anche ai grandi depositi ad esse contigue “i pennatoni”, grandi elementi costruiti, perlopiù in legno, privi di ornamento, ed anche quasi privi di bucature per non alterare la temperatura interna, né con il caldo né con il freddo, elementi di grande eleganza architettonica pur nella loro stupefacente essenzialità.
Il prospetto principale della Chiesa, pur nella sua estrema semplicità compositiva, vuole richiamare al luogo del Signore, e con il nuovo sagrato accogliere il popolo di Dio. Il fronte in legno è segnato dal muro di pietra , che continua all’interno, e che funge da basamento per la statua della Vergine Maria cui è dedicata la nuova Chiesa.
Il tema dei muri che segnano e danno la misura degli spazi è riportato, dunque, anche all’interno della Chiesa, il lungo muro di pietra accoglie all’ingresso con la statua della Madonna, e continua all’interno con incastonata una grande pietra cava da ambo i lati che contiene l’acqua benedetta, dando la dimensione allo spazio sacro, diviso in un’aula unica e un’area laterale. Lungo questo spazio laterale si pongono in successione lo spazio del fonte battesimale, la Cappella della Riconciliazione e dell’Adorazione Eucaristica e, quindi, la Sacrestia. Lo spazio del Fonte è leggibile per il posizionamento di elementi iconografici nella struttura lignea verso l’ingresso alternati ad asole vuote che rendono leggibile parzialmente l’interno. Questo luogo è dunque riservato rispetto a chi entra, ma sempre chiaramente identificabile e in continuità con lo spazio dell’aula nell’aprirsi totalmente verso di esso. In successione si trova lo spazio della Riconciliazione e dell’Adorazione Eucaristica, vera e propria cappella che ha in comune con il Presbiterio, il Tabernacolo, incastrato nel muro lapideo (visibile su entrambe le facce) e opportunamente illuminato Lo stesso muro in cui è incastonata la preziosa teca del Tabernacolo, struttura e sorregge, gli spazi dell’ufficio e della canonica.
L’aula della Chiesa è segnata da quattordici pilastri, che porteranno le stazioni della Via Crucis, fino alle ultime tre strutture, che andranno a poggiarsi sul muro e saranno decorate nella faccia interna, a rappresentare la Santissima Trinità che racchiude il Presbiterio. C’è poi l’Ambone, luogo di proclamazione della Parola e la Tavola eucaristica, la cui diagonale rende visibile la struttura geometrica dell’allineamento del Fonte Battesimale, Ambone, Altare. La Cattedra, che geometricamente nasce dal muro di chiusura della canonica, chiude la composizione e si allinea con l’asse della croce sospesa e dell’altare chiudendo la relazione tra i diversi fuochi liturgici.
Sulla parete dell’ingresso all’interno a quota sopraelevata è posto il coro con l’organo a canne, lo spazio per i cantori a gradoni è raccolto e visibile da tutta l’aula; il coro si raggiunge attraverso una scaletta in acciaio bronzato appoggiata sul muro di pietra sagomato.
All’interno la struttura portante è a vista, ed è anche elemento decorativo, scandisce lo spazio, restituendo il senso di un involucro, il luogo di Dio come luogo di protezione, introverso ma costantemente aperto agli altri.
La luce è un altro significativo elemento del progetto, la luce naturale ha un ruolo centrale, filtra dai fronti (i lati corti) attraverso lamelle in legno e mutando al mutar del sole rende l’illuminazione interna molto suggestiva. L’illuminazione artificiale è invece affidata……………….
Alle spalle della Chiesa, ma ad essa connessa attraverso il corpo della Sacrestia, c’è la casa parrocchiale che si sviluppa su due livelli; la piccola dimora ha un affaccio privato su un giardino di sua pertinenza dal quale si accede, una zona di privacy ad uso esclusivo.
Il centro parrocchiale propriamente inteso si sviluppa invece di fronte al prospetto principale della Chiesa, ponendosi come contro-campo e definendo così lo spazio del sagrato. Gli ambienti, proporzionati come da bando, sono ricavati sfruttando la differenza di quota, quindi appaiono come scavati al di sotto di un piano verde. Il centro è organizzato in otto aule di circa 30mq., i servizi e la grande sala polifunzionale. In realtà piccole come quella di Pila ai Piani il centro parrocchiale ha un ruolo molto significativo nella vita del paese, è un luogo aggregante per tutte le età, in cui ritrovarsi, festeggiare e dolersi, confermare l’identità di un luogo e della sua gente.