Fabio Passon - Dair Architetti Associati è uno studio di architettura di Udine, Italia.
Saline Joniche - Italia

Riqualificazione del waterfront di Saline Joniche

Con Chiara Marchetti, Andrea De Luca
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Chiara Marchetti

Il progetto punta a ricucire una cesura forte tra la terra e il mare, un segno indelebile provocato dall'uomo tra il mare e le colline: la Liquilchimica.Una separazione anche fisica poiché la striscia occupata dall’industria era, ed è tutt’ora, una barriera invalicabile che divide in due mondi separati quanto in realtà non lo è. Un recupero che deve interessare però tutta l’area, dalla fascia costiera all’entroterra, facendo sì che ciò che in passato ha diviso diventi ora invece elemento di collegamento, di unione. Tutto ciò cercando di mantenere, in parte e per lo più nella geometria di alcuni elementi chiave, una traccia di un passato che, non sarà “glorioso”, ma che deve comunque essere ricordato. I temi in gioco sono tanti e diversi, non vanno infatti dimenticati il relitto della motonave, con i suoi spunti storici e il nuovo microcosmo biologico-naturalistico creatosi e il paese di Pentedattilo. Paese non paese, con una fama sinistra forse non pienamente meritata, che però con il suo fascino per lo più tetro, sta ritrovando nuova vita e sta attirando curiosi.

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Chiara Marchetti

L’idea di fondo è che il passato non si può dimenticare e quindi sarebbe senza senso “resettare” tutto da zero. Si deve quindi procedere puntualmente operando per continue sottrazioni e parsimoniose aggiunte in quello che è già una base di forte impatto. La maggior parte degli edifici della Liquilchimica risultano di difficile gestione e mal si accordano al piano generale di riqualificazione ma, buona parte delle infrastrutture, la viabilità per esempio, e qualche edificio “iconico” devono e possono essere salvati. Con questa logica poi, in qualche zona si sottrae, lasciando spazio a degli spazi aperti e da altre, si inseriscono nuove strutture (residenziali, terziarie e turistiche) andando ad aggiungere in modo “consapevole” e soprattutto sostenibile. Quindi l’area del porto vedrà l’insediarsi di nuove attività connesse ad esso tra le quali una marina, dopo il porto, verso ovest e lungo la costa troverà posto la parte più turistica dell’area: albergo diffuso e camping sfumando sempre più nel verde. Nell’area dei Pantani, l’intervento sarà discreto, e verrà realizzato mediante l’inserimento di percorsi che ne permettano la fruibilità in sicurezza sia per l’uomo che per le specie nidificanti presenti. Le Officine Grandi Riparazioni, che costituiscono un manufatto dalle dimensioni impressionanti, procedendo nel medesimo modo verranno scavate, tagliate, svuotate, mantenendo però parte di quel carattere che le ha distinte fino ad ora. Diventeranno un incubatore di idee, di nuove imprese dove poter coniugare lo studio, la ricerca e la sperimentazione. Lungo il waterfront, vicino al mare trova posto anche il museo del mare, nel quale verrà raccontata la storia della Laura C e del suo affondamento e di come la natura si stia riappropriando del proprio spazio andando a creare sulla lamiera un nuovo strato, nuova vita.

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Coniugare quindi diverse realtà, dal turismo alla ricerca tecnologica, dall’agricoltura alle piccole realtà produttive, dalla residenza allo sport passando per la storia, in modo che tutte aspirino alla qualità del prodotto che offrono, legate tutte insieme da un sistema del verde continuo, un parco attrezzato che si svilupperà lungo tutta l’area. Quest’attenzione alla qualità deve essere punto focale di tutte le nuove funzioni che vi si insedieranno, perché non basterà progettare e costruire edifici sostenibili ma bisognerà pensare a dei protocolli, a delle linee guida per cui l’intero processo, dalla costruzione alla gestione, aspiri a ciò. Solo con comportamenti virtuosi, cercando di mantenere un alto livello di qualità, si potranno raggiungere importanti obiettivi.

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