ES arch enricoscaramelliniarchitetto è uno studio di architettura di Madesimo, Italia.
Termeno - Italia

Sede vigili del fuoco e banda comunale a Termeno

Con Francesco Manzoni

proposta concorso di progettazione_prima fase

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ES arch enricoscaramelliniarchitetto

Il progetto prende atto del luogo e del suo essere al margine dell’agglomerato di Termeno. In questo punto, il terreno comincia a salire ed aumenta la sua pendenza. La strada del vino si pone ancora più in alto generando un muro di contenimento. L’articolazione della sezione del terreno è fondamentale nella strategia progettuale che mira a sfruttare il dislivello fra la strada e il terreno e ridurre gli scavi. La presenza dell’area di manovra dei mezzi antincendio e la sua notevole misura, allontanano l’edificio dalla strada del vino. La notevole superficie pavimentata e completamente artificiale ha informato il progetto: le aree a parcheggio dovranno essere interrate per compensare la presenza del grande piazzale di manovra. La sezione del terreno permette con uno scavo limitato di realizzare due piani di autorimessa sovrapposti, evitando di destinare a parcheggio altre aree esterne. Questa condizione permette di organizzare due sistemi sovrapposti ed indipendenti: la stazione dei vigili del fuoco sopra, gli spazi della banda sotto. L’intenzione è di dotare gli spazi della banda di una loro autonomia e di una gerarchia degli spazi che permettano un uso differenziato e semplice. Un grande spazio aperto è delimitato su tre lati. La sala prove, la sala pausa, la sala sedute e gli spazi di distribuzione si affacciano su quest’area. Lo spazio di distribuzione assume un diverso valore. Una maggiore dimensione e la vetrata aperta verso l’esterno connotano questo spazio che diventa luogo di incontro e di relazione. Le stanze importanti della banda si aprono verso l’esterno. Alla stessa quota della pavimentazione esterna. L’esterno diventa un vero e proprio spazio pubblico in cui è possibile assistere a concerti o esibizioni. Ma è anche lo spazio di mediazione fra i vigneti e le stanze in cui si suona. Il progetto intende ribadire la necessità che gli spazi della banda, in quanto bene comune abbiano necessità di un ambito di relazione con la comunità. E lo spazio esterno diventa il luogo della comunità affacciato sui vigneti; una sorta di stanza virtuale (in parte coperta) in cui, in molte occasioni, sarà possibile ascoltare concerti impeccabili o prove interminabili. Per aumentare l’identità di spazio collettivo, da questo spazio esterno è possibile accedere ai locali collettivi della stazione dei vigili del fuoco. Da questa piccola “piazza” è possibile accedere, anche in maniera autonoma, alla stanza giovani e al locale istruzione. Queste stanze presumibilmente potranno essere occupate in orari serali ed usufruire dello spazio esterno come luogo di incontro. La stanza istruzione si affaccia con una grande finestra verso i vigneti, a ribadire la marginalità dell’edificio che si pone come soglia pubblica fra vigneto ed ambito urbano. Il locale prove si estende verso i vigneti e sarà possibile aprire la facciata per trasformare la stanza in un palco per concerti o esibizioni. Anche in questo caso, il carattere pubblico del progetto viene rivendicato. Uno dei pensieri fondamentali relativamente al progetto degli spazi dedicati alla musica è che la banda è un bene comune, appartiene ed è fatta dai cittadini; per questo motivo, i suoi spazi devono trovare la possibilità di interagire con la comunità, al di là delle normali esibizioni. Alla stazione dei vigili del fuoco si accede direttamente dal piano a livello stradale; gli spazi di deposito e di stazionamento dei mezzi sono posti al piano stradale. Sullo stesso piano come da indicazioni del bando si trovano, in sequenza e tutte affacciate sulla strada secondaria, il locale di comando, notizie e pausa. Caratteristica fondamentale del progetto è la grande quantità di luce naturale che viene indirizzata all’interno. Una grande tettoia protegge gli ingressi vetrati dei mezzi. La grande trasparenza permette di cogliere l’efficienza e l’organizzazione del corpo dei vigili del fuoco; inoltre, permette di cogliere il ventre dell’edificio e di amplificare le prospettive. Nel deposito, un grande lucernario incassato nella copertura permette alla luce zenitale di invadere lo spazio; sfruttando la prospettiva, enfatizzata dalla geometria del locale (stretto e lungo), una grande apertura circolare inquadra i vigneti. Il deposito è uno spazio arioso, luminoso. Dal deposito è possibile accedere singolarmente ad ogni parcheggio di mezzi di grande dimensioni. Il locale spogliatoio, salendo dalle scale che arrivano dal piano inferiore, è direttamente accessibile. Esso è congegnato in modo che il pompiere si muova sempre in avanti. Entra in borghese esce vigile del fuoco, in direzione dei depositi e dei mezzi. Anche lo spogliatoio è caratterizzato da un grande lucernario verticale che permette alla luce di entrare e mette gli spazi interni direttamente in relazione con il paesaggio circostante. Al piano inferiore, trovano spazio le stanze di servizio, il cucinino, il dormitorio e l’amministrazione;oltre agli altri locali già descritti (locale istruzione e locale giovani). Il piano è accessibile dal piano delle autorimesse. Quest’ultime composte su due piani possono ospitare 50 autovetture. Il piano più alto delle autorimesse è in uso ai vigili del fuoco e consta di 21 posti auto; quello inferiore con una capacità di 29 posti è ad uso misto (vvff, banda) Questo piano è in comunicazione con lo spazio esterno di fronte ai locali della banda. Il volume dell’edificio, anche se parzialmente interrato, è un grande volume. Esso si organizza sull’intera misura orizzontale del lotto. L’arretramento del manufatto rispetto alla strada, lo mette direttamente in relazione con il paesaggio circostante. Si è scelto, attraverso la formazione di una tettoia a sbalzo, di rendere meno percepibile la soglia fra edificio e spazio esterno. Una linea orizzontale cattura l’attenzione e diventa elemento di misura delle montagne poste sullo sfondo. La trasparenza dei grandi portoni permette di indagare l’interno che come una grande cavità si mostra ai cittadini. Anche questo dispositivo, permette di rendere debole la soglia, fra edificio e spazio esterno. Una grande copertura dalle dolci pendenze copre l’edificio; essa si innalza in soli due punti, come se una pressione geologica spingesse da sotto. Il sistema della cavità che protegge ed accoglie è replicato nella parte bassa dell’edificio. Lo spazio pubblico esterno si insinua all’interno dell’edificio, mentre la stanza più importante per la banda (locale prove) si estrude verso l’esterno. Quest’ultima definisce il limite dello spazio pubblico e nel momento in cui si apre mostra il suo interno, in un gioco di dilatazione dello spazio collettivo. La materialità delle superfici verticali permette di percepire l’edificio come un manufatto dall’identità rurale. E’ un edificio della comunità che appartiene ai vigneti, è il luogo di congiunzione fra rurale ed urbano. Anche le sue forme che non sono immediate e richiedono di essere scoperte, sono latenti, rimandano ai grandi edifici rurali. Questo è un edificio fatto di terra, le sue pareti sono di argilla o terra cruda; è un edificio a stretto contatto con i vigneti che raccolgono le sostanze nutritive dalla terra. E questa terra e suoi colori sono importanti, informano il progetto Il materiale di rivestimento permette di mettere in relazione fra loro paesaggio ed architettura attraverso un forte senso di appartenenza al luogo.

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