Febbraio 2006
Prignano Cilento (SA), Italia

Green Fingers_quarto Posto

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Il progetto proposto parte dall’analisi dello stato di fatto dei luoghi oggetto del concorso

di idee. Ad oggi la piazza del Municipio, e con essa lo stesso Palazzo Municipale, si trovano in uno stato di assoluto anonimato; essi sono dei non-luoghi che non rispecchiano architettonicamente la funzione ad essi preposta.

Il complesso piazza-municipio ha storicamente rappresentato il simbolo del potere economico-amministrativo.

A Prignano questo non avviene.

Il municipio non risulta essere il simbolo rappresentativo della comunità ma quasi resta ai margini del centro storico; e così la piazza non è che uno spazio di risulta tra il Palazzo Municipale e gli altri edifici adiacenti, uno spazio senza qualità architettoniche e che, fattore di più grande gravità, essa non rappresenta un luogo che la cittadinanza riconosce

come punto di aggregazione.

Sembra allora necessario, ed è il primo obiettivo che il progetto si pone, dare una nuova riconoscibilità ai due luoghi oggetti dell’intervento.

Questa intenzione di progetto da luogo a due differenti tematiche che poi troveranno applicazione nel progetto prosposto: il tema dell’involucro e quello dello spazio urbano.

Questi due temi sono riferiti ai due temi del concorso e rispettivamente alla facciata del

Palazzo Municipale e al Giardino Municipale.

La piazza del Municipio

La nuova piazza si pone come obiettivo quello di essere un nuovo punto di riferimento e di aggregazione per la comunità di Prignano Cilento.

Sarà un luogo polifunzionale, un meltin pot dove sarà possibile che varie attività del tempo libero si possano incontrare e incrociare.

La piazza si sviluppa all’interno di due aree ben definite: l’area adiacente al Palazzo Municipale, compresa tra esso e la scuola materna e un’area di fronte alla prospicente scuola elementare.

Il principio compositivo alla base del progetto del nuovo spazio urbano è quello di creare un

sistema concatenato di spazi aperti che viene generato lungo un asse principale rappresentato

da Corso Umbero I; la piazza del Municipio non è che un episodio di questo sistema di giardini.

All’interno dell’impianto generale le dita di verde vivificano e riempiono gli spazi tra gli edifici.

Partendo dalla quota originaria della piazza si sviluppa un sistema di percorsi, ortogonali al

Corso Umberto I, che si muovono a quote diverse ed ognuna di questa si presta ad una fruizione diversificata.

Le varie quote vengono unite da piani di verde inclinati che interrompono la trama della pavimentazione.

Questa trama è organizzata intorno ad una doppia maglia dimensionale: ortogonalmente al Corso Umberto I viene seguita una scansione di un modulo di 2,5 m; quando questo modulo si raddoppia vengono inserite le dita di verde. Nella direzione parallela alla strada principale il modulo invece è di 60 cm.; esso regola tutta la scansione trasversale, i muri di contenimento, la dimensione delle aiuole per la piantumazione alberata e delle panchine, tutto è regolato dal modulo. Il ritmo della pavimentazione si fa più fitto nella zona che va dalla stradina privata al Palazzo Municipale; il linguaggio si fà più serrato, compatto, per meglio armonizzarsi con i movimenti della nuova facciata sospesa. Qui le dita di verde si inseriscono sul ciglio della strada in ambo i lati di Corso Umberto I in modo da lasciare libera la zona di calpestio che conduce all’ingresso del Municipio, dando così maggiore respiro al nuovo prospetto.

La totale continuità altimetrica fra la quota della strada e il giardino comunale garantisce la perfetta fruibilità degli spazi della piazza, realizzando così un continuo architettonico in cui l’uomo e le sue attività diventano i protagonisti del movimento. Nessuno spazio è precluso, tutto si presta ad essere vissuto.

Il sistema facciata

Il tema della facciata è il tema che più espressamente mette in campo ragionamenti di natura tecnico-costruttiva; è però un tema che ruota intorno a quello più generale dell’involucro e della pelle.

Si è scelto di riconfigurare la facciata del

Municipio attraverso l’applicazione di una pelle composta da pannelli in policarbonato opaco, sorretti da cavi metallici.

Questo è il risultato della volontà di lasciare inalterato la struttura muraria della facciata originale.

Il nuovo involucro è una struttura leggera, removibile, diafana, capace di conferire un gioco di luci e ombre alla nuova facciata del Palazzo Municipale.

La leggerezza del sistema permette alla struttura di essere non invasiva, di posarsi quasi come un foglio sulla facciata esistente; al contempo ne cambia radicalmente la figuratività,mantenendo però l’originaria scansione e partizione.

La scansione tripartita originale, quella che metteva in risalto il balcone a simbolo dell’amministrazione comunale viene mantenuta ma riletta e riproposta nel nuovo sistema della

facciata.

L’importanza della parte centrale del’edificio viene messa ancor più in risalto dall’avanzamento

del piano di facciata, che qui diventa totalmente trasparente.

I salti di quota del nuovo giardino comunale vengono ripresi in maniera netta nelle scansioni laterali della facciata che utilizzando soltanto tre piani aggettanti si differenzia continuamente

arricchendosi del gioco delle ombre sui pannelli opachi e vivificando attraverso i pannelli

trasparenti l’immagine delle finestre.

La facciata risulta dalla sospensione di pannelli in policarbonato opachi e trasparenti da 10mm nel modulo 0.5 m per 1.5 m attraverso un sistema puntuale in acciaio e alluminio ancorato a trefoli d’acciaio da 8 mm. La distanza dei pannelli viene decisa da un semplice sistema di distanziatori, divisi i tre misure standard, che permette un facile e veloce montaggio.

Progettazione

  • Capogruppo: Dario Cottone
  • Progettista: Fabio Dell'oglio
  • Progettista: Anna Ferro
  • Progettista: Marzia Casamento

Collaborazioni

  • Gruppo di progettazione: Marzia Casamento,Fabio Dell'Oglio,Anna Ferro,
In collaborazione con: Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori della Provincia di Palermo. Powered by Europaconcorsi