Si è voluto intendere il tema dell’amicizia tra Fes e Firenze come l’occasione per la ricerca di una traduzione architettonica del rapporto tra due culture: la campata quadrata, la costruzione dello spazio logico rinascimentale e dello spazio prospettico del loggiato incontra la plasticità mediterranea, la materia porosa ottenuta come scultura della terra stessa, solcata dal serrato alternarsi di luci ed ombre. Gli elementi del progetto sono: - Le campate-telaio tridimensionali concepite come la misura seriale del progetto. Esse hanno il compito di reggere un sistema molto semplice di protezione dal sole, costituito da teli leggeri in tessuto di fibra naturale applicati a supporti retrattili regolabili con tiranti con diversi gradi di apertura, fino ad apertura e chiusura complete; - Un basso edificio continuo, con l’andamento ad “L”, che borda i due lati nord-est e nord-ovest della piazza, destinato a contenere piccoli spazi di esposizione commerciale per l’arte e l’artigianato di Fes. - La superficie della piazza, che costituisce, nei programmi della città, la copertura di un parcheggio sotterraneo su due livelli. Il progetto sfrutta questa previsione introducendo, come suolo della piazza-copertura, un materiale “poroso” in cui le traforature sono tamponate con vetro calpestabile. La possibilità di collocare spazi ad un livello inferiore, raggiungibili anche dal parcheggio, diviene la motivazione di un sollevamento del “suolo” fino a raggiungere la sommità della parte nord-ovest della “L” . Il contatto tra il piano inclinato e il corpo della “L” su questo lato viene mediato da un brise-soleil, sicché il cammino di visita alle botteghe cominciato all’aperto può continuare in uno spazio interno, protetto, ombroso, illuminato dall’alto come un tradizionale “suq”, dove insieme all’artigianato viene esposta l’arte nelle sale al disotto del piano inclinato ed è possibile riunirsi in una sala conferenze.