ASSA - antonio sacchetti studio architettura è uno studio di architettura di Milano, Italia.
Torino - Italia

Centro Commerciale Tipo Per Auchan ipermercati

una struttura architettonica innovativa per la grande distribuzione

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Antonio Sacchetti

Alla luce di decenni di esperienze in merito alla tipologia commerciale dell'ipermercato, quella statunitense pare la più afferrata, dove ad eccezione di alcuni sporadici casi esplorativi che propongono alcune felici varianti, restano sostanzialmente fedeli all'archetipo della strada coperta o galleria tipica dei centri delle città importanti. Tale modello viene riproposto o meglio riprodotta in luoghi perlopiù compromessi dalla periferia in prossimità delle grosse arterie di comunicazione ai confini tra il territorio urbano e quello extraurbano a servizio di un'utenza extra territoriale e locale. Forse il riproporre un nobile tipo (la galleria) si ritiene possa dare lustro ad anonimi spazi posti in ancor più anonimi edifici, perlopiù il risultato ottenuto è mettere in luce la contrapposta dualità che deriva dal coniugare l'esigenza del coerente profitto e il voler creare degli spazi che possano fare concorrenza al centro cittadino cercando di imitarlo. Si auspica che la grande distribuzione ormai consolidatasi come realtà assodata e accettata nel sistema commerciale seppur rivolta alla grande massa faccia il necessario salto di qualità nell'immagine architettonica delle strutture che le rappresentano. Il presente concorso è una prima testimonianza di questo possibile cambiamento.

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Antonio Sacchetti

Temi progetto

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Antonio Sacchetti

Il progetto propone un nuovo modo di vivere gli spazi destinati alla grande distribuzione in contrapposizione al concetto attuale del "passaggio" lo "stare"; un luogo in cui sul percorso d’affaccio al commercio si addensino i messaggi pubblicitari di richiamo ma che al contempo permetta luoghi di riposo e sosta per intervallare il caos necessario. Un nuovo impianto tipologico, in alternativa al modello della galleria cittadina, che tre spunto dall'edificio a patio (le ragguardevoli dimensioni avvicinano il tipo più alla villa romana); un'oasi. Proporre, in alternativa ad un unico asse di collegamento, un percorso centrifugo attorno il quale si affacciano i diversi poli di attrazione. Un edificio che per novità tipologica e forza espressiva possa risultare di forte riconoscibilità in tutti i luoghi in cui viene realizzato per divenire quindi esso stesso "oggetto" veicolo pubblicitario di una nuova immagine immediatamente riconosciuta anche spogliata dalle insegne. L'edificio stesso risulta marchio della catena Auchan. Uno spazio in rapporto con la natura: dove l'uomo non più visto solo come cliente pagante ma cliente appagato; dove la luce solare entra ovunque e il verde è sempre godibile ai fruitori; un edificio in simbiosi con la stessa e che da essa trae energia riducendo al minimo l'impatto sul territorio. Un luogo si costruito per vendere dei prodotti dove la studiata strategia di esposizione delle merci viene osservata ma con altrettanta perizia viene posta per migliorare il benessere dei clienti; la merce da prodotto diviene bene e l'uomo da consumatore diviene cliente.

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Antonio Sacchetti

L'architettura

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Antonio Sacchetti

I luoghi in cui sorgono tali complessi risultano il più delle volte siti compromessi in una caotica e disordinata periferia urbana in prossimità di importanti vie di comunicazione territoriali e comunali. Non si crede all'opportunità che essi possano confrontarsi con il tessuto circostante, tantopiù se l'esigenza è di proporre un modello ripetibile a se stesso. L'edificio è un tipo o proto-tipo concluso in se stesso insediabile su ogni lotto prescelto e ad ogni latitudine della penisola. Di pianta quadrata distribuito su un livello a piano terra, tranne che per gli uffici e gli impianti, con quattro corti interne di cui tre verdi e piantumate e una coperta a formare una piazza interna in mezzo la quale cavedi vetrati contengono alberi a celo aperto. L'edificio è omnidirezionale, i tre prospetti principali sono uguali diverso è quello da cui accedono le merci dell'ipermercato, è pensato per essere posto al centro del lotto trattato come un grande prato verde piantumato da bassi alberi, con speci tipiche del luogo in cui viene realizzato l'edificio, nel quale si ricavano i posti auto. Il distributivo interno dell’edificio è il risultato di tre grandi assi d'ingresso posti a turbina, i percorsi esterni segnati da un filare di alberi ad alto fusto accolgono il cliente al parcheggio e lo invitano all'interno laddove prendono il loro posto i pilastri portanti che ritmano i percorsi interni. Sul lato destro di questi percorsi si sviluppa dietro i pilastri il grande "filo rosso" costituito dalle vetrate continue dei negozi pensate come un lungo serramento estremamente flessibile sul quale applicare le insegne che funge da diaframma comunicativo con gli spazi commerciali dei negozi. Il quarto braccio del percorso interno, che porta direttamente nella zona d'ingresso dell'ipermercato, è più largo degli altri per lasciare spazio ad una serie di bancarelle mobili tipo mercato utilizzabili o in modo periodico o permanente. Dentro l'edificio la luce naturale e le alberature tipiche del luogo entrano a far parte integrante dell'architettura e diviene tema progetto per creare diversi e caratterizzati spazi in cui la luce filtrata dalle fronde degli alberi genera colori ed ombre mutevoli nel corso della giornata e delle stagioni, mantenendo un costante filo diretto tra il cliente e la natura. Nel cuore del centro si aprono quattro diverse corti due quadrate e due rettangolari. Quelle quadrate misurano 31,5 ml di lato sono cinte da vetrate scorrevoli apribili nella buona stagione; l'una rialzata utilizzabile come giardino, l'altra ribassata forma una sorta di piazza verde gradonata su due lati per manifestazioni estive. Quella rettangolare misura 31.5 x 15,75 ml, questa cinta da vetrate non apribili, è destinata per il gioco dei bambini ad essa vi si accede solo dall'apposito spazio coperto destinato all'uso nella brutta stagione. La quarta corte è sostanzialmente coperta a formare una piazza interna sulla quale si affacciano i principali luoghi di ristorazione. La luce naturale filtra attraverso un esteso sistema di lucernari a lanterna, aperti su due lati e posti in modo alternato con il lato lungo aperto verso est od ovest mentre a sud quelli corti per ridurre l'irraggiamento nelle ore più calde, bucano il tetto per un totale del 25% della superficie e permettono una omogenea e abbondante illuminazione dell'ipermercato e dei due mega store. In questi spazi e nei luoghi di ristorazione più grandi cavedi a celo aperto quadrati di 5,25 ml di lato con piante ad albero chiusi da vetrate catturano e filtrano attraverso le fronde la luce più intensa nei mesi estivi. Gli impianti sono posizionati nei quattro angoli dell'edificio e posti isolati su di un livello ammezzato con accesso autonomo dall'esterno diretto in ambienti realizzati in c.a. e del tutto separati dagli ambienti a magazzino.

L'immagine

Esternamente l'edificio è pensato per essere colto chiaramente sia di giorno che di notte, oltreché nelle ore di apertura e di chiusura con un gioco di luci ed ombre che demarcano nettamente i due momenti della giornata. I tre ingressi principali vengo segnati dalla parete del prospetto che piega, a partire dall'angolo estremo dell’edificio, sino all vestibolo d’entrata in vetro per proseguire in continuità delle vetrate interne dei negozi. Ogni ingresso è sovrastato da una grande pensilina su cui campeggia la "A" logo del marchio Auchan. Le pareti verticali dell’edificio sono rivestite con assi di legno fisse che in corrispondenza della parte rientrante ruotano a partire dall'angolo dell'edificio dove sono poste di piatto fino a guadagnare con scarti di 3° gradi ogni due pannelli la posizione di taglio in prossimità dell'ingresso. Dietro a queste lamelle poste ruotate vi sono delle sorgenti luminose, nascoste alla vista, che regolate con il calare del sole illuminano la parete retrostante l'intercapedine di colore bianco in modo tale che in corrispondenza di questo grande taglio il prospetto si illumina progressivamente sempre più ci si avvicina all'ingresso. All'inverso di giorno con il sole l'ombra proiettata dalle lame di legno aumenta laddove la sera è luminoso.

La sostenibilità del progetto

L'edificio è pensato per avere il minore impatto possibile sul terreno e permettere in caso di dismissione non vi sia la necessità di operazioni di bonifica o forti scavi e permettere di restituire alla terra un luogo non compromesso. La natura quella stessa piantumata dall’uomo nel futuro si riappropria del suo naturale spazio. Si tratta di un edificio che prende in prestito un luogo questo è reso possibile da una struttura interamente prefabbricata. Una intercapedine di 50 cm separa il solaio di calpestio dal terreno permettendo un'areazione sottostante, le fondazioni sono a plinti isolati. Il lucernari come le corti e i cavedi sono un sistema che da un lato riduce i consumi di energia per l'illuminazione diurna e dall'altro quelli per il condizionamento grazie ad un sistema controllato elettronicamente di apertura e chiusura delle vetrate che permette di ottenere un microclima interno sostenibile nella stagione primaverile e un riciclo d'aria nella stagione invernale. Un sistema di canalizzazione raccoglie le acque meteoriche che precipitano sull'edificio incanalandole in quattro grandi serbatoi posti interrati sotto le torrette degli impianti agli angoli estremi dell'edificio. L'acqua così raccolta viene utilizzata: per gli scarichi dei water, per le pulizie delle parti comuni, per il raffreddamento degli impianti, per il sistema d'irrigazione delle corti e dei cavedi verdi oltreché per il prato parcheggio. In copertura è installato un impianto di pannelli fotovoltaici di 2.500 mq che permette l'autosufficienza per la produzione dell'energia elettrica necessaria al funzionamento dell'illuminazione delle parti comuni interne e del parcheggio esterno per tutto l'arco dell'anno. Le strade di arrivo ai parcheggi sono realizzate con il metodo tradizionale dell'asfaltatura mentre quelle di distribuzione interne ad ogni parcheggio sono realizzate con blocchi autobloccanti, i posti auto sono costituiti da una rete a nido d'ape di polietilene puro riciclabile, che permette il formarsi di un tappeto erboso in grado di sostenere ampiamente le automobili senza creare problemi di fango nei giorni di pioggia; entrambi posati su di uno strato drenante permeabile all'acqua. Una rete idrica scorre lungo le passatoie dei parcheggi in grado di recuperare l'acqua che non riesce ad essere assorbita dal terreno per essere convogliata anch'essa nelle cisterne di raccolta acque riciclate.