ASSA - antonio sacchetti studio architettura è uno studio di architettura di Milano, Italia.
Sesto San Giovanni - Italia

Sistemazione delle Aree di Piazze Oldrini, Rondò, Repubblica

Città Diffusa

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Antonio Sacchetti

La città di Sesto San Giovanni deve il suo sviluppo allo stesso motore industriale che ne ha contribuito maggiormente ad infliggere le profonde ferite leggibili nel suo tessuto abitativo. Abbinato ad una distratta pianificazione locale si sono prodotti i problemi tipici di cui soffre la città contemporanea, che meglio potremmo definire come i problemi della città diffusa. Lo scotto di quelle leggerezze in seno all’industrializzazione, denunciate già dal movimento moderno, appare ormai da tempo anche al cittadino che prova quotidianamente il disagio di attraversare e vivere il territorio. Sesto, non di meno di tante altre realtà metropolitane, ha come aggravante di trovarsi sita nel più esteso caso di città diffusa italiana quale è Milano e il suo “hinterland”. Il concorso per la risistemazione di tre piazze di Sesto è apparso come un’occasione per affrontare il problema della ricomposizione urbana nell’ottica della città territorio al fine di stimolare un dibattito costruttivo nella nascente intenzione del varo di nuovi piani regionali ovvero extracomunali e contribuire a segnare una metodologia di approccio procedurale oltreché una possibile risposta architettonica ai problemi della nuova “Polis”. A Sesto nella seconda metà dell’ottocento parallelamente all’asse viario storico si affianca la regia ferrovia quale seconda tratta italiana dopo quella napoletana. Tale infrastruttura diviene poi con lo sviluppo industriale un enorme scalo merci necessaria ad alcune tra le più importanti realtà industriali del nostro paese quali: la Pirelli, la Breda, la Falk. Oggi nell’era post industriale i comparti produttivi ormai delocalizzati, svuotati dalla loro funzione, restano come cesure nel territorio non più mitigate dal valore significante del lavoro, con l’aggravante di rimanere per lo più fardello sia sulla macchina imprenditoriale che fatica a coalizzare risorse economiche per le riconversioni sia sulle amministrazioni del territorio carenti dal punto di vista della progettualità di pianificazione.

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Antonio Sacchetti

Il progetto

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Antonio Sacchetti

Nell’ottica della riconversione di tali aree in parte già iniziata, il progetto prevede lo smantellamento del sistema ferroviario merci di stazionamento mantenendone il solo transito e privilegiare il traffico passeggeri migliorando l’efficienza della tratta nord delle F.S. verso la Svizzera, Lecco e Bergamo. Si propone di portare il piano del ferro a quota –5,50 in trincea con quattro binari (due per senso di marcia) partendo poco dopo l’uscita dalla stazione Centrale di Milano nella parte bassa dell’area Pirelli Bicocca sino a dopo il sottopasso della Tangenziale nord. Questo consente di recuperare una vasta area a quota 0,00 tra Milano e Sesto che una volta liberata dalla barriera dei binari permetterebbe una pianificazione efficace e attirerebbe capitali più facilmente. Liberata Sesto dalla cesura della ferrovia il progetto propone una nuova organizzazione degli spazi urbani nella logica morfologica del tessuto esistente usandoli come leva all’innalzamento della ricchezza e della qualità spaziale oggi nascosta. Il progetto individua quattro poli fondamentali di intervento peraltro già evidenti all’amministrazione comunale, essi sono: la stazione ferroviaria, la nuova piazza rinascimento, il sistema di piazze IV Novembre e Repubblica, il comparto di piazza Oldrini.

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La stazione ferroviaria FS

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Antonio Sacchetti

Una nuova stazione delle ferrovie dello Stato posta a quota 0,00 con tipologia a ponte sulla tratta di binari in trincea; è dotata di otto binari di cui sei per le fermate passeggeri e due di transito. Con il nuovo posizionamento della stessa si crea il collegamento delle due vie Monte Grappa, già collegata con Fulvio Testi, e via Manzoni che lambisce le aree Falk. Una nuova piazza fronte stazione rivolta verso il centro della città accoglierebbe i passeggeri in arrivo. La nuova piazza Rinascimento Lo spazio risultante dall’eliminazione della ferrovia nel collegamento tra via Marelli a via Roma diventa occasione per dare nuova forma urbana all’ingresso del centro di Sesto. Lo spazio della nuova piazza, da noi denominata per comodità Rinascimento, viene definito da due edifici complessi. Il primo ad ovest di viale Marelli è il grande Magazzino Moby. Esso consta di due parti la principale che funge da entrata al sistema è un edificio con un aggetto a doppia altezza sopra l’incrocio di via Roma realizzato in cemento e rivestito in vetro opaco bianco retro illuminato. Ha vetrine aggettanti in vetro trasparente. Un secondo edificio a nord della piazza si presenta di fronte all’ingresso della città e definisce la testata d’angolo del secondo nuovo isolato che diviene un complesso di volumi e funzioni di collegamento delle due piazze successive di IV Novembre e Repubblica. L’edificio è un volume articolato sia in pianta che in altezza per aderire ai diversi fronti edificati ed è rivestito in mattoni bruniti a vista, esso ospita otto piani di uffici e poggia su di un basamento completamente vetrato destinato a funzioni commerciali.

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Piazza IV Novembre

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La piazza principale della città diviene il fulcro di una vasta area di rispetto a misura di pedone dove le automobili attraversano si la piazza non più su di un sedime stradale asfaltato bensì pavimentato alla quota del pedone + 20 cm conferendo una sorta di area estesa pedonale trattata tutta allo stesso modo; sia per piazza Repubblica che per tutti gli ambiti limitrofi quale la zona del teatro di via San Martino e altri. Tale operazione permette di ottenere una totale appartenenza del piano al pedone nonostante l’automobile possa attraversare la piazza, unica barriera dei dissuasori discreti alti 25-30 cm da terra segnano la carreggiata. Nella piazza trovano sistemazione arredi quali i monoliti in pietra “flottanti” con illuminazione sottostante e una fontana con una scultura ironica denominata “il pesce Fred”. Elemento architettonico simbolo della ricongiunzione delle due parti di città lo si ottiene con la grande copertura a membrana o del nuovo ingresso alla stazione metropolitana fermata Rondò.

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La stazione della metropolitana fermata Rondò

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Il progetto propone la realizzazione di un solo accesso alla metropolitana posto sul passaggio di collegamento tra le due piazze Rondò e Repubblica. La copertura a membrana realizzata in cemento trattato con vernice bianca sta a simboleggiare un abbraccio tra le due piazze e diviene elemento di riconoscimento urbano sull’incrocio dei flussi pedonali. Esso comprende oltre l’ingresso al mezzanino della metropolitana, che ne viene completamente ristrutturato, un info point per la città allestito all’interno di un ellisse di vetro avvolgente uno dei due pilastri della copertura. La struttura inoltre funge da atrio al Museo del Treno Storico realizzato nell’edificio di completamento a nord della piazza della Repubblica.

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Piazza della Repubblica

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La piazza come detto viene collegata con la suddetta copertura è ridefinita compositivamente come tale. Si elimina l’incrocio attuale rivedendo la viabilità con la sola via Piave in senso unico con uscita di spina centrale della parte di centro cittadino adiacente l’edificio comunale, e definita architettonicamente con il lungo complesso di edifici che si conclude con il Museo del Treno Storico. L’edificio consistente in un volume chiuso sui lati lunghi vi si accede sul lato corto sotto la copertura dell’entrata alla metropolitana. Internamente la luce naturale penetra da una copertura a shed. La facciata sulla piazza realizzata in intonaco battuto a grana grossa di colore marrone scuro viene disegnata dalla composizione di inserti in pietra bianca e vetri colorati retro illuminati che di notte segnano la strada per il giardino del museo che in collegamento con quello esistente formano un ampliato parco pubblico. L’edificio ospita un museo tematico sulla storia delle ferrovie italiane dell’ara del vapore esponendo alcuni esemplari di locomotiva significativi.

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La passeggiata in quota

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La parte inerente la zona di piazza Oldrini viene ridefinita da un nuovo elemento architettonico un lungo muro in pietra con un passaggio pedonale in quota a +7.50 ml che definisce il grande spazio della piazza e ne fa da elemento regolatore del sistema delle tre piazze verdi e dei plessi scolastici esistenti. Per la realizzazione di tale opera si prevede la demolizione dell’attuale edificio Standa che si ricolloca in un nuovo spazio sempre a quota 0,00 sotto il riporto di terreno realizzato nella piazza per il teatro. Il sistema del muro diviene asse cardine di parti funzionali quale il nuovo ingresso al parcheggio Oldrini interrato e all’ampliamento di sosta a raso. Su di esso a sud si attesta il giardino Rovani Bandiera attrezzato per il gioco dei bambini; al centro la piazza teatro Oldrini; a nord il giardino Corridoni Padovani attrezzato a verde pubblico.

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Piazza Teatro Oldrini

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Il progetto prevede la realizzazione di un grande teatro all’aperto adagiato su un declivio artificiale costituito da un riporto di terra posto sopra l’attuale parcheggio, delimitato a ovest dal lungo muro ed est dalla biblioteca, quest’ultima viene ristrutturata e ampliata per formare un nuovo polo culturale a servizio della città. L’edificio della biblioteca chiuso alla base del piano terra che contiene il deposito dei libri apre sul primo piano alle sale di lettura illuminate da grandi vetrate con frangisole in legno che si aprono sulla vista del teatro. Un grande terrazzo integrato con una scalinata al teatro diviene luogo aperto dove assistere ai concerti estivi. La passeggiata sul muro affaccia sul teatro con terrazzi verdi alberati fungono da loggioni naturali al teatro.

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