Febbraio 2005
Merano (BZ), Italia

Concorso Di Idee Internazionale Bandito Per Il Nuovo Segmento Dei Giardini Di Castel Trauttmansdorff Con Tema „giardino Degli Innamorati“

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Il nostro progetto per il giardino degli innamorati si concentra principalmente su quattro elementi:

il sole, il cuore, la luna e il giardino segreto.

I primi tre sono colorati dai fiori contenuti nelle grandi aiuole di pietra (giallo e arancio per il sole, rosso

per il cuore, blu e bianco per la luna), mentre l’ultimo, che rappresenta la meta del percorso a zig-zag e

della scala che parte dal cuore, è caratterizzato da un’entrata scultorea dietro la quale vi è una cascata da

oltrepassare per ritrovarsi in un prato lievemente terrazzato su cui sono proiettate luci dai colori

dell’arcobaleno. Su questi terrazzamenti ci si può distendere per godere del suono dell’acqua e per

ammirare le pareti interamente istoriate con immagini scolpite e/o dipinte di ogni tematica sull’amore.

_L’ingresso è un velo adagiato alla montagna che avvolge i visitatori e li invita ad intraprendere il cammino.

_L’ultimo tratto del percorso è accompagnato in entrambe i lati da pali di legno inclinati di lunghezza variabile studiati per far perdere il senso di verticalità a coloro che lo attraversano.

Questi pali, su cui i visitatori possono scrivere e incidere, sono fissati a una struttura metallica ancorata al

terreno roccioso.

_Lungo il percorso si può sostare su rocce scolpitedi diverse forme, trattate per far sì che non si formino muschi sulla

superficie, che fungono da panche.

_I materiali del progetto sono principalmente la pietra della montagna per dare la forma ai rivestimenti e

il calcestruzzo armato per le strutture dell’obelisco e dell’ingresso.

_Non intendiamo disboscare, lasciando nei limiti del possibile la vegetazione originaria, e non toccando

assolutamente gli esemplari di quercus pubescens.

_Il linguaggio adottato nella progettazione richiama un mondo immaginario, come quello dei sogni, dei

pensieri creativi.

_Le poche scale sono disposte negli elementi del sole, del cuore e della luna, per coronare un breve

percorso tra fiori colorati.

_Abbiamo scelto la posizione dei tre elementi come percorso iniziatico che porta al giardino segreto.

_Creare forme scultoree in pietra che siano piacevoli da vedere grazie ai chiaroscuri da loro generate, anche in

mancanza dei fiori che le colorino.

_Le poche ringhiere sono in pietra o legno, con l’obiettivo di mimetizzarle col paesaggio senza

aggiungere niente che non appartenga alla natura della montagna.

_Abbiamo scelto di lasciare la boscaglia perché riteniamo che i luoghi migliori dove sostare debbano essere inseriti in

mezzo alla natura.

_L’ingresso è composto da due elementi che rappresentano i sessi maschile e femminile rispettivamente

con un obelisco istoriato e una galleria oblunga anch’essa istoriata.

_Alla fine del sentiero principale c’è un allargamento che equilibra la composizione e prevede una

continuazione con altri sentieri.

Il percorso verso il giardino segreto ha due partenze, una rappresentata dal sole(maschile) e l’altra dalla

luna(femminile), che si incontrano nella prima sosta della scala centrale per unirsi in un’unica via da

percorrere insieme. Tutti i percorsi sono coperti da ghiaia bianca delimitata da due serpentinedi porfido in

lastre.

_L’acqua nel progetto compie un percorso significativo: parte dalla parete interna del giardino segreto, passa sotto il

muro di cinta e al sentiero che diventa di legno al suo passaggio, poi scorre lungo le pendenze ai lati

della scala principale del progetto per arrivare ai labirinti del cuore e divenire un gioco di fontane.

_Dove è possibile facciamo emergere la roccia naturale, completandola col porfido posato in diverse

forme.

_In sintesi abbiamo preso questo settore di montagna, lo abbiamo analizzato nella sua struttura, l’abbiamo

scolpito, come se avessimo utilizzato un gigantesco scalpello, abbiamo modellato la roccia, creando

monumenti simboli dell’amore, maschili e femminili. Abbiamo giocato con le forme, imitando la

natura, lasciando intatta la vegetazione, non ci siamo messi in concorrenza, ma ci siamo amalgamati ai suoi

colori, le sue forme, le sue tessiture, evitando sfoghi tecnologici, utilizzando l’elementare, lasciando

spazio all’immaginazione dei visitatori nell’utilizzo del percorso.

Ci piacerebbe che la manodopera dovesse realizzare questo progetto avesse capacità simili ai muratori-scultori che hanno lasciato la propria impronta nel Parque Guel a Barcellona.

Progettazione

  • Capogruppo: Martinez - Almascien - Studio Bolivariano di architettura
  • Progettista: Emiliano Francisco Martinez
  • Progettista: Manuel Irù Martinez

Collaborazioni

  • Gruppo di progettazione: Manuel Irù Martinez, Emiliano Francisco Martinez
In collaborazione con: Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Verona. Powered by Europaconcorsi