Il nostro progetto per il giardino degli innamorati si concentra principalmente su quattro elementi:
il sole, il cuore, la luna e il giardino segreto.
I primi tre sono colorati dai fiori contenuti nelle grandi aiuole di pietra (giallo e arancio per il sole, rosso
per il cuore, blu e bianco per la luna), mentre l’ultimo, che rappresenta la meta del percorso a zig-zag e
della scala che parte dal cuore, è caratterizzato da un’entrata scultorea dietro la quale vi è una cascata da
oltrepassare per ritrovarsi in un prato lievemente terrazzato su cui sono proiettate luci dai colori
dell’arcobaleno. Su questi terrazzamenti ci si può distendere per godere del suono dell’acqua e per
ammirare le pareti interamente istoriate con immagini scolpite e/o dipinte di ogni tematica sull’amore.
_L’ingresso è un velo adagiato alla montagna che avvolge i visitatori e li invita ad intraprendere il cammino.
_L’ultimo tratto del percorso è accompagnato in entrambe i lati da pali di legno inclinati di lunghezza variabile studiati per far perdere il senso di verticalità a coloro che lo attraversano.
Questi pali, su cui i visitatori possono scrivere e incidere, sono fissati a una struttura metallica ancorata al
terreno roccioso.
_Lungo il percorso si può sostare su rocce scolpitedi diverse forme, trattate per far sì che non si formino muschi sulla
superficie, che fungono da panche.
_I materiali del progetto sono principalmente la pietra della montagna per dare la forma ai rivestimenti e
il calcestruzzo armato per le strutture dell’obelisco e dell’ingresso.
_Non intendiamo disboscare, lasciando nei limiti del possibile la vegetazione originaria, e non toccando
assolutamente gli esemplari di quercus pubescens.
_Il linguaggio adottato nella progettazione richiama un mondo immaginario, come quello dei sogni, dei
pensieri creativi.
_Le poche scale sono disposte negli elementi del sole, del cuore e della luna, per coronare un breve
percorso tra fiori colorati.
_Abbiamo scelto la posizione dei tre elementi come percorso iniziatico che porta al giardino segreto.
_Creare forme scultoree in pietra che siano piacevoli da vedere grazie ai chiaroscuri da loro generate, anche in
mancanza dei fiori che le colorino.
_Le poche ringhiere sono in pietra o legno, con l’obiettivo di mimetizzarle col paesaggio senza
aggiungere niente che non appartenga alla natura della montagna.
_Abbiamo scelto di lasciare la boscaglia perché riteniamo che i luoghi migliori dove sostare debbano essere inseriti in
mezzo alla natura.
_L’ingresso è composto da due elementi che rappresentano i sessi maschile e femminile rispettivamente
con un obelisco istoriato e una galleria oblunga anch’essa istoriata.
_Alla fine del sentiero principale c’è un allargamento che equilibra la composizione e prevede una
continuazione con altri sentieri.
Il percorso verso il giardino segreto ha due partenze, una rappresentata dal sole(maschile) e l’altra dalla
luna(femminile), che si incontrano nella prima sosta della scala centrale per unirsi in un’unica via da
percorrere insieme. Tutti i percorsi sono coperti da ghiaia bianca delimitata da due serpentinedi porfido in
lastre.
_L’acqua nel progetto compie un percorso significativo: parte dalla parete interna del giardino segreto, passa sotto il
muro di cinta e al sentiero che diventa di legno al suo passaggio, poi scorre lungo le pendenze ai lati
della scala principale del progetto per arrivare ai labirinti del cuore e divenire un gioco di fontane.
_Dove è possibile facciamo emergere la roccia naturale, completandola col porfido posato in diverse
forme.
_In sintesi abbiamo preso questo settore di montagna, lo abbiamo analizzato nella sua struttura, l’abbiamo
scolpito, come se avessimo utilizzato un gigantesco scalpello, abbiamo modellato la roccia, creando
monumenti simboli dell’amore, maschili e femminili. Abbiamo giocato con le forme, imitando la
natura, lasciando intatta la vegetazione, non ci siamo messi in concorrenza, ma ci siamo amalgamati ai suoi
colori, le sue forme, le sue tessiture, evitando sfoghi tecnologici, utilizzando l’elementare, lasciando
spazio all’immaginazione dei visitatori nell’utilizzo del percorso.
Ci piacerebbe che la manodopera dovesse realizzare questo progetto avesse capacità simili ai muratori-scultori che hanno lasciato la propria impronta nel Parque Guel a Barcellona.