Luglio 2006
Oppeano (VR), Italia

Centro Congressi - Progetto Di Ristrutturazione Della Casa Padronale

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Le corti rurali e suoi elementi componenti

Fra il ‘600-‘700 la “casa dominicale” o casa padronale, costituiva l’elemento architettonico più significativo delle corti rurali. Essa garantiva soggiorno agiato ai patrizi che abitavano in città e si recavano di tanto in tanto nel fondo agrario per un controllo della conduzione del fondo o per “villeggiare” con la famiglia o amici.

Accanto alla casa padronale vi erano quelle dei salariati di corte, le stalle per i buoi, i vitelli e le vacche, l’aia in mattoni, la bottega del fabbro e del falegname di corte che riparavano gli attrezzi agricoli, la pila e, talora, addirittura il mulino.

La corte era circondata di un muro alto qualche metro difficilmente superabile.

Inoltre, nella maggior parte delle corti rurali esistevano strutture architettoniche come le “colombare” o le “case a torre” che sembravano rispondere più ad un concetto di difesa che di abitazione.

La “torre colombara”, isolata, collegata ai rustici o conglobata nell’abitazione rappresenta comunque un’emergenza nel paesaggio rurale. Nasce come presidio militare di difesa del territorio circostante, in epoca Scaligera ed è trasformata dopo le bonifiche e la pacificazione veneziana in colombaia con posatoio e tetto a padiglione o a due falde, generalmente ha forma quadrata, che si sviluppa su più piani collegati da una scala interna in legno o pietra. All’ultimo piano si trova il posatoio esterno, una cornice sporgente tutto intorno al perimetro, con piccole aperture, spesso triangolari, per i colombi.

Corpo 5 centro congressi

Si tratta dell’intervento più importante e radicale di tutto il complesso Mazzanta, non solo perché coinvolge la casa padronale (elemento caratteristico e caratterizzante più espressivo di tutto l’impianto), bensì perché comporta dal punto di vista finanziario e volumetrico il maggior investimento.

Si conservano i ritmi metrici e geometrici dei prospetti con le seguenti precisazioni:

Sul lato sudovest l’intervento prevede il risanamento di tutte le aperture della casa padronale, con la sostituzione od il restauro di stipiti, bancali, e il ripristino della meridiana, ecc.

Per la parte corrispondente, la casa padronale invece si trasformano soltanto le finestre del piano terra a fin di renderle più armoniche con la situazione generale.

I muri di spina vengono da norma conservati tranne piccole brecce o per l’apertura di porte.

I solai, le capriate, ed i serramenti esterni cosi come il manto di copertura rispetteranno le caratteristiche originali di quelli esistenti.

L’impianto distributivo/funzionale sarà modificato come segue:

Si trasformano i locali originali in salette da pranzo o riunioni, nella scala esistente si aggiunge un vano ascensore atto a portare persone con handicap, e s’introduce un montacarichi destinato al trasporto delle pietanze dal locale cucina ai diversi piani per il servizio.

Entrambi corpi, casa padronale e gran salone sono collegati mediante un passaggio ricavato nel muro ed una rampa di raccordo.

Progettazione

  • Capogruppo: Martinez - Almascien - Studio Bolivariano di architettura

Collaborazioni

  • Gruppo di progettazione: Manuel Irù Martinez, Emiliano Francisco Martinez
  • Grafica: Emiliano Francisco Martinez, Manuel Irù Martinez

Costruzione

  • Direzione Lavori: Osvaldo Justo Martinez
In collaborazione con: Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Verona. Powered by Europaconcorsi