Della corte Mazzanta, esiste documentazione che risale come menzionato nel paragrafo precedente, all’epoca medioevale.
Nel corso del tempo la struttura ha subito alcuni cambiamenti, documentati attraverso disegni o scritti dell’epoca.
Dal disegno di P. Piazzola del 1570 apprendiamo che presso la corte Mazzanta, allora denominata Filigara , vi erano Ruode de molini et un Torchio delli Mazzanti.
Lespansione agraria nel cinquecento e la diffusione della risicoltura, importata dai veneziani sin dal secolo XII, impose la necessità di irrigare i terreni per aumentarne la produttività o per ridurli in risaia o per azionare nuovi opifici (pile da riso).
Tra i vari opifici ne furono realizzati di tre tipi: i mulini di grano, le pile da riso e i torchi da olio e da lino.
Sono documentati lesistenza di soli quattro torchi: uno alla Mazzanta (Oppeano), per il Cinquecento, uno a Concamarise per il Seicento, e due a Sanguinetto per il Settecento, mentre nellOttocento non se ne trova più traccia.
Nello XVI secolo la massima concentrazione di pile da riso è nella fascia del medio agro-veronese compresa tra Isola della Scala e Palù. Esse si diradano verso le Valli Veronesi dove la bonifica nel 600 o 700 non fa grandi passi. Abbandonate a se stesse, per il tramonto precoce della coltivazione del riso nella nostra provincia, le poche strutture superstiti sono andate letteralmente in rovina fino a nostri giorni.
Attorno al 1622 la proprietà della Mazzanta passò ai Peccana. Troviamo documentazione nella quale a Corte Peccana alla Mazzanta di Peccana Pier Alvise e Giacomo, i fratelli, chiede di ridurre a risaia alcuni terreni; Più tardi, nel disegno di G.B. Dante del 1644 si legge Molino della Mazzanta del sig. Pietro Alvisa Peccana con due Rotte, dove misurata lacqua si è trovata di quadretti uno e mezzo.(allegato D)
Dai Peccana, la proprietà passa ad Angelo Calceolari (o Calzolari), il quale il 7 agosto 1692, chiede una concessione dacqua per ridurre a risaia alcuni terreni e per erigere una pila da riso presso la sua corte alla Mazzanta; Il 26 settembre 1692, ottenne la concessione di poter aggiungere sopra di una di esse rode da molino, anco luso o modo di pilar risi con mezza pila solamente senza abbandonare luso di essa a molino. Nel disegno del 1692 la corte Calzolari alla Mazzanta si vede rappresentata quando non erano ancora presenti, una struttura posta a sud e una a ovest. (allegato B)
Attorno al 1813, La casa con mulino ad acqua e pila da riso appartenne ad Alvise Zorzi , e successivamente nel 1849, ai fratelli Luigi e Adriano Turella, i quali tennero la proprietà fino al 1897 circa.
L’ultima traccia risale ai nostri giorni quando crediamo che lopificio è stato dimesso dopo la domanda di rinuncia presentata dal proprietario Bruno Bresciani il 28 giugno 1965.
Corpo 7 Enoteca Bar Paninoteca
Gli interventi previsti non comportano alcuna modifica alle altezze esistenti, ne, quindi, alla superficie coperta ed al volume.
Si conservano i ritmi metrici e geometrici dei prospetti con le seguenti precisazioni:
Sul lato sudovest si ripristina il piano murario originale trasformando lattuale portone daccesso in finestra, ed il ripristino della meridiana soprastante.
Sul lato nordest è realizzato un passaggio più largo per arrivare alla zona despansione più agevolmente.
I muri di spina vengono da norma conservati tranne piccole brecce o per lapertura di porte.
I solai, le capriate, ed i serramenti esterni cosi come il manto di copertura rispetteranno le caratteristiche originali di quelli esistenti.
Limpianto distributivo/funzionale sarà modificato come segue:
Al piano terra il corpo 7 è trasformato in sala di degustazione ripristinando la ruota del mulino (una delle due storicamente esistenti), più servizi igienici, zona bar, bancone e deposito/magazzino.
Al piano primo la sala di degustazione e ristoro.