Alessandro Baldo è uno studio di architettura di Bassano del Grappa, Italia.
Valdagno - Italia

"Progetto in evoluzione"

Progetto per il Parco della Favorita a Valdagno

Coper
Alessandro Baldo

Premessa: il tema del concorso “progetto in evoluzione” propone di prendere posizione sul confronto-dialogo tra architettura contemporanea e storica, il tema si presta a diverse interpretazioni e può presentare alcune ambiguità. A nostro modo di vedere, l'architettura deve appartenere pienamente al periodo nella quale essa viene pensata e realizzata, ma allo stesso tempo deve essere condizionata dal contesto, per il quale viene progettata. L'area di progetto è collocata in un luogo che ha una sua storia, il progetto a nostro modo di vedere dovrà dialogare con gli elementi esistenti, cercando un confronto sia con il Parco della Favorita, che con il rudere delle villa incompiuta, progettata da Gio Ponti. Il progetto di villa Marzotto fu commissionato nel 1936 da Gaetano Marzotto a Francesco Bonfanti e a Gio Ponti. Il progetto è stato redatto in cinque versioni. Della quinta versione del progetto, in teoria quella che doveva essere realizzata, è stato costruito un plastico, del quale rimangono alcune fotografie. Le foto però descrivono un edificio molto diverso dal punto di vista dimensionale, dal piano interrato unica parte realizzata dell'edificio stesso. Nonostante quindi non conosciamo esattamente il progetto definitivo della villa, in via di costruzione, pensiamo che questa vicenda progettuale e la presenza del piano interrato al centro del parco, meriti di essere considerata nella redazione del progetto, che descriveremo in queste righe.Nelle diverse versioni del progetto di Gio Ponti conservate dalla Fondazione Marzotto, ci sono alcuni punti fermi, presenti in quasi tutte le versioni: 1) Lo schema planimetrico e forma di U aperta verso sud, e gli affacci principali verso il giardino dei giochi a sud e quello delle arti verso nord. 2) Le proporzioni altezza-larghezza dei prospetti dell'edificio. 3) Tranne che nella due prime versione, il prospetto verso Valdagno, (quindi verso la monumentale scalinata del Parco della Favorita, nonché verso il grande viale che termina sull'altra sponda del fiume, con l'ingresso della casa del popolo) non è un simmetrico. Non esiste quindi un ingresso diretto della villa su quel lato. I punti qui sopra descritti, certamente reinterpretati, saranno alla base della proposta di progetto. La reinterpretazione di questi punti, nonché la diversa destinazione funzionale dell'edificio e la conservazione di parte del piano interrato esistente, sarà la nostra interpretazione del tema “progetto in evoluzione”.

Evoluzione
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Evoluzione quindi nell'uso di riferimenti comuni, per giungere alla redazione di un progetto molto diverso dall'originale, sia in termini architettonici visto i settant'anni che ci separano dal progetto di Ponti, che in termini funzionali, da villa padronale in un parco privato, a struttura pubblica a servizio di un parco pubblico. Evoluzione quindi anche come stratificazione o sovrapposizione, dove i singoli strati sono riconoscibili singolarmente, ma insieme costituiscono qualcosa di nuovo.

Plasti
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IL PROGETTO Molto sinteticamente, visto il poco spazio a disposizione, l'ipotesi di progetto, intende conservare, anzi si sviluppa, intorno al rudere del piano interrato di Villa Favorita. Lo sviluppo planimetrico dell'intervento si basa sullo schema geometrico riportato a destra di tavola 2, esso individua il centro nell'intersezione dell'asse proveniente dalla monumentale scala del Parco della Favorita, con l'asse centrale nord-sud del piano interrato esistente e con la disposizione delle alberature del parco.

Piante
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Fissato il centro dell'edificio, una circonferenza descrive i limiti dimensionali del nuovo fabbricato. L'idea di progetto si basa sul recupero dei coni visuali verso il parco, ipotizzati da Ponti nel disegno di Villa Favorita. I due edifici pensati e posti a nord e a sud della fondazione della villa, sono disegnati in pianta e in sezione come due cannocchiali ottici che riprendono gli affacci delle logge della villa di Ponti verso il parco. Possiamo dire che tutto l'edificio di progetto è sviluppato come una immagine al negativo della pianta di Ponti, i vuoti quindi diventano pieni, e i pieni diventano vuoti. Sul lato est-ovest la massa dei due edifici più alti, definisce un volume simile a quello ipotizzato da Gio Ponti per La Favorita, che come abbiamo già detto, di dimensioni maggiori di quanto effettivamente realizzato, con il piano interrato.

Sez
Alessandro Baldo

L'ipotesi di progetto, vista dal lato ovest, quindi dalla direzione della grande scalinata del parco, riprende la sagoma di villa Marzotto progettata da Ponti nella quinta versione, tranne che nella parte centrale, che invece del corpo arretrato, presente nel progetto di Ponti, troviamo un vuoto, che assomiglia molto vagamente, al concetto di finestra aperta verso il cielo, che appartiene all'ultimo periodo creativo del grande architetto milanese.

Progessione
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Il piano interrato di Villa Favorita, nel progetto viene conservato solo il muro esterno principale e definisce i limiti interni della corte centrale del nuovo edificio. Il piano interrato della villa sarà tagliato all'altezza dei davanzali delle finestre, sarà rimossa completamente la soletta sovrastante e tagliati pilastri e muri, anche gran parte del pavimento sarà rimosso per permettere il drenaggio del terreno. Il pavimento del piano principale del progetto è collocato a una quota simile a quella del piano interrato di Villa Favorita, questo soprattutto per limitare l'impatto del nuovo edificio verso il parco e per ribadire i concetti qui sopra espressi.

Cop w
Alessandro Baldo

L'affaccio principale nel progetto non sarà come nella villa privata quello sud, ma quello rivolto a ovest, verso quindi la città di Valdagno, questo per ribadire le diversità funzionali e della committenza.

Vv2
Alessandro Baldo

Dal punto di vista funzionale, l'edificio si sviluppa principalmente nel piano seminterrato, dal quale si accede alla struttura. Gli ingressi a ovest sono volutamente, disassati rispetto alla monumentale scala del parco, rinunciamo quindi alla retorica ottocentesca, che non appartiene all'architettura contemporanea. Sul lato ovest, sono collocate due rampe di discesa, una una della quali con pendenza compatibile con i portatori di handicap. Alla struttura si può accedere anche da est, direttamente dalla corte interna costituita dai resti dell'interrato, il dislivello con il prato del parco, è risolto con una gradinata in pietra posta sul lato sud-est. Nel piano seminterrato del progetto trovano posto le funzioni principali della struttura. Le pareti completamente vetrate ma riparate da un'ampia copertura, mettono in relazione da un lato la materia bruta del calcestruzzo delle preesistenze e dall'altra la vista verso il prato e le chiome degli alberi del parco.

Vv1
Alessandro Baldo